Noi Rete Donne scrive ai leader dei partiti
A cura della Redazione
Il network Noi Rete Donne, diretto da Daniela Carlà, ha inviato un appello ai partiti affinchè nel prossimo Parlamento possa realizzarsi la rappresentanza paritaria di donne e uomini, dando piena applicazione alle norme sull’equilibrio di genere previste dalla legge elettorale.
Pubblichiamo qui la
LETTERA APERTA AI LEADER DEI PARTITI POLITICI PER UNA EFFETTIVA DEMOCRAZIA PARITARIA
Siamo alla vigilia di elezioni politiche che si svolgeranno nel pieno di una situazione molto difficile per il Paese, nella quale i partiti politici sono chiamati a dare risposte concrete e coerenti in termini di proposte e azioni.
I tempi molto ristretti che ci separano dalla data delle elezioni non consentiranno, probabilmente, un confronto approfondito, (ancorché auspicato) sui programmi, in un contesto in cui la riduzione del numero dei parlamentari non è stata accompagnata da una adeguata riforma della legge elettorale.
NOI RETE DONNE si rivolge ai Leader di tutti i partiti politici, per richiamarne la responsabilità, affinché nel prossimo Parlamento possa finalmente realizzarsi la rappresentanza paritaria di donne e uomini, dando piena applicazione alle norme sull’equilibrio di genere previste dalla legge elettorale.
Ci preme ricordare che NOI RETE DONNE, in qualità di rete coordinatrice dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria – che ha raccolto oltre 60 associazioni di Donne – ha collaborato negli anni per l’introduzione di norme per la parità di genere nella legislazione elettorale ai diversi livelli, elaborando e proponendo emendamenti accolti trasversalmente e sostenuti dalle parlamentari dei diversi schieramenti politici.
Tuttavia, ci troviamo, ancora, nella situazione di dover fare un appello ai partiti perché sia data concreta attuazione alle norme vigenti, in modo da ottimizzarne gli effetti, realizzandone l’essenza, senza distorsioni o elusioni di sorta.
Ci riferiamo al principio dell’ordine alternato di genere fra candidati/e nelle liste bloccate dei collegi plurinominali; alla soglia massima di rappresentanza dello stesso genere, pari al 60 per cento per le candidature nelle liste plurinominali – e per i relativi capilista – e per i collegi uninominali; alla possibilità di pluricandidature come capolista in cinque collegi plurinominali e in un collegio uninominale.
L’esperienza delle elezioni politiche del 2018, in particolare, ha chiaramente evidenziato che le pluricandidature possano essere utilizzate – come sono state utilizzate – in modo da disinnescare il portato positivo delle norme per il riequilibrio di genere. Infatti, la possibilità di candidatura come capolista in diversi collegi, comporta che – laddove una medesima candidata risulti eletta in più collegi – alla stessa subentrino, nei collegi per cui non si è optato, i candidati uomini collocati al secondo posto nelle liste, in base all’ordine alternato di genere.
Sicché le donne hanno sovente svolto azione di traino, ma l’esito elettorale finale è risultato alterato in termini di rappresentanza di genere.
Inoltre, il rispetto della percentuale di rappresentanza 60/40 nelle liste e dei capilista non deve risolversi in una applicazione formalistica della norma: le candidature femminili devono essere proposte anche nei collegi c.d. “sicuri”, evitando di concentrarle nei collegi più “deboli”, in modo da non depotenziarne gli effetti.
Occorre, in definitiva, che la scelta delle elettrici e degli elettori sia rispettata e non vanificata da meri calcoli opportunistici:
Vota AntoniA per eleggere AntoniA!
Dunque, NOI RETE DONNE sollecita i leader dei partiti politici a superare l’applicazione formale dei meccanismi di compilazione delle liste, attuando una presenza di donne effettivamente paritaria nelle candidature, affinché il prossimo Parlamento sia costituito dal 50 per cento di donne e dal 50 per cento di uomini.
NOI RETE DONNE sprona i leader dei partiti politici ad una assunzione di responsabilità forte e netta nell’applicazione in concreto delle norme sulla parità di genere – in conformità ai principi della Costituzione della Repubblica – affinché le prossime elezioni siano l’occasione per rigenerare la politica, per migliorare la qualità della nostra democrazia, garantendo la piena parità nella rappresentanza.
Il Paese e le sue Istituzioni hanno bisogno della piena partecipazione delle donne – competenti, libere e autonome – ai processi decisionali, del loro pensiero e del loro sguardo, delle loro tante, capacità, per dare un essenziale contributo all’agenda politica in una fase tanto delicata della storia della Repubblica.
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