02_la-sfida-tecnologica

La sfida tecnologica

Dove stiamo andando. Il ruolo dell’avvocatura.

di Giovanni Pansini (Avvocato in Trani)
La task force sull’AI di Malta discute sulla possibilità di attribuire una forma di cittadinanza ad un Robot umanoide. L’accelerazione esponenziale degli sviluppi delle tecnologie apre la strada a scenari imprevedibili che potrebbero mettere in pericolo i diritti dell’Uomo. Sarebbe auspicabile che l’Avvocatura, sulla scia di alcune iniziative, ispiri un documento di impegno e di indirizzo politico per chiedere il rispetto dei principi della Costituzione, dell’Ordinamento dell’Unione Europea e della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali anche nell’era della robotica e dell’automazione. Quale modo migliore per celebrare la ricorrenza dei settant’anni dall’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani?

Il 26 ottobre 2017 l’Arabia Saudita ha concesso la cittadinanza onoraria a Sophia (nella foto), un robot umanoide creato dalla Hanson Robotics Limited, dotato di intelligenza artificiale e in grado di dialogare, riconoscere le emozioni umane e rispondere in tempo reale all’interlocutore, sorridendo e cambiando la propria espressione facciale.
Un anno dopo, il 5 novembre 2018, il creatore di Sophia, Ben Goertzel, ha annunciato di aver avviato con la task force per l’intelligenza artificiale del Governo di Malta una collaborazione finalizzata, tra l’altro, a capire come poter concedere la cittadinanza a un robot.
Malta, a differenza dell’Arabia Saudita, è in EU e attribuire una forma di cittadinanza ad un androide dotato di intelligenza artificiale significherebbe, in qualche misura, attribuirgli una forma di soggettività giuridica che, di fatto, lo qualificherebbe come un soggetto autonomo, titolare di una qualche forma di diritti e doveri.
Ma davvero un robot potrebbe pagare tasse (come accade già per le persone giuridiche) o avere dei diritti (magari anche il diritto di voto: “no taxation without representation”), o, infine, avere una qualche forma di responsabilità civile o penale ed avere doveri come un comune cittadino?
Che non si tratti di fantascienza lo dimostra il fatto che il Parlamento Europeo, nel Paragrafo n. 56 della Risoluzione in tema di norme di diritto civile sulla robotica approvata il 16 febbraio 2017, afferma che una forma di responsabilità civile dovrebbe essere ancora imputata ad un essere umano e non ad un robot, ma aggiunge, “almeno nella fase attuale” e nel successivo Paragrafo n. 59 invita la Commissione a valutare nel lungo termine la possibilità che possa essere “istituito uno status giuridico specifico per i robot nel lungo termine, di modo che almeno i robot autonomi più sofisticati possano essere considerati come persone elettroniche responsabili di risarcire qualsiasi danno da loro causato, nonché eventualmente il riconoscimento della personalità elettronica dei robot che prendono decisioni autonome o che interagiscono in modo indipendente con terzi”.
La commissione giuridica del Parlamento europeo, nel suo “Draft Report with recommendations to the Commission on Civil Law Rules on Robotics” del 2016 considerava la possibilità di “creare uno status legale specifico per i robot, in modo tale che almeno i robot autonomi più sofisticati possano essere titolati a ricevere uno status di persone elettroniche con diritti e doveri specifici, incluso quello di risarcire i danni da loro cagionati”.
Ci siamo abituati ad una crescita esponenziale delle prestazioni dei nostri dispositivi elettronici che è stata codificata nella famosa “Legge di Moore”, secondo la quale, in estrema sintesi, a parità di prezzo le prestazioni raddoppiano in un lasso di tempo di circa un anno e mezzo, grazie ad una capacità di realizzazione di componenti di base sempre più miniaturizzati.
Questo, però, non accadrà per sempre.
La roadmap ITRS (acronimo di “International Technology Roadmap for Semiconductors”) è il piano di sviluppo definito dai produttori di elettronica e fissa nel 2021 l’anno in cui si raggiungerà il limite fisico della miniaturizzazione.
Cosa potrebbe accadere a quel punto si può solo ipotizzare.
Secondo uno degli scenari possibili, una volta raggiunto il limite fisico della miniaturizzazione la concorrenza, non più esprimibile in innovazioni di tecnologia, si esprimerà in riduzioni di prezzo e i dispositivi elettronici, riproducibili con un costo marginale praticamente nullo, permeeranno il mondo in maniera enormemente maggiore di quanto non avvenga oggi.
La nostra possibilità di accedere ai nostri sistemi di calcolo, archiviazione dei nostri dati e loro rilevamento e comunicazione non sarà più confinata fisicamente nei nostri dispositivi ma diffusa.
Dalla “Internet of Things” si passerà alla “Internet of Everything” e vivremo immersi in un mondo totalmente e perennemente connesso.
Potrebbe anche accadere, però, qualcosa di ancora più estremo.
Alcuni studiosi come Kurzweil hanno elaborato la “Legge dei ritorni acceleranti” secondo cui grazie a qualcosa che potremmo definire un “salto tecnologico” simile ai tanti che sono avvenuti nel passato, si giungerà ad un momento in cui le macchine avranno capacità superiori a quelle di un umano fino a diventare soggetti potenzialmente in competizione con la specie umana dal punto di vista evolutivo.
Tale momento di convergenza umano-elettronico viene chiamato “singolarità”.
Per mantenere la supremazia dell’uomo rispetto al robot diventerà necessario includere diffusamente parti elettroniche nel corpo e nel cervello umano.
“Neuralink” di Elon Musk, per esempio, sta cercando di combinare il cervello umano con componenti hardware, e molte altre imprese nel mondo sono attive nel potenziamento umano attraverso tecnologie o biotecnologie.
La sfida tecnologica ci apre la strada a scenari affascinanti, e, contemporaneamente, inquietanti, e per la caratteristica delle nuove tecnologie di crescere e svilupparsi con velocità esponenziale, potremmo trovarci a vivere in un futuro distopico prima di quanto noi stessi possiamo oggi rendercene conto.
Siamo all’alba di una nuova era di cui possiamo intravedere gli orizzonti in maniera ancora confusa, e, a distanza di settant’anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani, è forse giunto il momento di ribadire la centralità dell’Uomo anche rispetto alle macchine.
Nel luglio del 2015 il Parlamento ha approvato la “Dichiarazione dei Diritti in Internet”, con il lavoro di coordinamento del Prof. Rodotà, che è una interessante raccolta di principi a tutela dei diritti nell’era di Internet. Iniziative simili sono state avviate in diversi altri Paesi.
Sarebbe auspicabile che anche l’Avvocatura, sulla scia di queste iniziative, ispiri un documento di impegno e di indirizzo politico, per chiedere il rispetto dei principi della Costituzione, dell’Ordinamento dell’Unione Europea e della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, anche nell’era della robotica e dell’automazione e per ribadire il proprio impegno a vigilare sul rispetto di questi principi, a tutela e nell’interesse della parte assistita.
Quale modo migliore per celebrare la ricorrenza dei settant’anni dall’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Ph. in https://www.flickr.com/photos/42121221@N07/34328656564/

#TOPICS: ultimi articoli

Il valore prezioso della differenza

di Maria Masi (Avvocata in Nola e componente del CNF)
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio – Chi vedo quando chiudo gli occhi – Come vengo sospinta quando vengo sospinta – Cosa cerco quando lascio libere le mani
Nessuno sa…

Leggi l'articolo

Un futuro senza quote

di Cinzia Gaeta (General counsel Sud Europa Procter & Gamble)
Le quote non servono a facilitare la carriera delle donne ma ad imporre alle aziende di guardare all’universo femminile come ad una risorsa, ad aiutare a rompere schemi e stereotipi.

Leggi l'articolo

L’oltre dell’altro

di Massimo Corrado Di Florio
“Io potrei magari fabbricare figure che abbiano cuore, coscienza, passioni, sentimenti, moralità. Ma nessuno al mondo ne vuol sapere. Quello che vogliono a questo mondo sono soltanto le curiosità, i mostri. Ecco quello che vogliono, i mostri”

Leggi l'articolo

Cariche elettive e parità di genere in Costituzione

di Michele Belletti (Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico – Uni Bologna)
La forma della proclamazione del principio diviene sempre più sostanza dell’effettività della parità di genere.

Leggi l'articolo

Dress for success

di Carla Broccardo (Avvocata in Bolzano)
Tecniche di empowerment per migliorare le performance favorendo l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro.

Leggi l'articolo

Né puttane né madonne

di Giovanna Fava (Avvocata in Reggio Emilia)
Il primo, apparentemente semplice passo per combattere la violenza contro le donne è accettare il fatto che esiste e accettare di posarvi sopra il nostro sguardo.

Leggi l'articolo

Il Ddl Pillon dà i numeri

di Linda Laura Sabbadini (Statistica sociale)
Pubblichiamo il testo integrale delle osservazioni al DdL Pillon in occasione della audizione alla Commisione Giustizia del Senato della Repubblica del 14 febbraio 2019.

Leggi l'articolo

Coltivare parole

Stefania Cavagnoli (Docente di linguistica applicata, Università di Roma Tor Vergata)
L’uso di una lingua adeguata al genere contribuisce a costruire una cultura che tenga conto delle differenze, e che allo stesso tempo rappresenti tutti/e coloro che partecipano alla vita sociale, economica e politica.

Leggi l'articolo

Siamo tutti femministi

di Enzo Varricchio
Dietro l’apparentemente spessa coltre di egalitarismo che impregna la nostra società ipocrita, si annida il virus micidiale del pregiudizio, del discrimine sessista, duro a morire perché ben nascosto nella pancia della gente.

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

C – CAPO CUOCO

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Ormai in moltissime emittenti…

S – Scandalo

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Questa parola ha origine…

S – Scrupolo

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) La parola, come nella…

V – Vanvera

Pubblicato in

di Flaviano ragnini (Avvocato in Bari) L’etimologia della parola vanvera…

R – Rimanere al verde

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Tale locuzione, riferita a…

A – Azz

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) La maggior parte di…

Fine vita tra etica e diritto

Pubblicato in ||

di Isabella de Bellis Sciarra (Avvocata in Perugia)
Rispetto e attenzione declinano il concetto di dignità, come valore intrinseco e inestimabile di ogni essere umano…

Ddl Pillon contro codice rosso

Pubblicato in ||

di Krizia Colaianni (Avvocata in Bari)
Le quattro novità principali del disegno di legge “Pillon”.

(IN)COMPRENSIONI

Pubblicato in |

di Massimo Corrado Di Florio
Comprendo le tue ragioni, le ho talmente fatte mie che sono convinto che hai davvero ragione. Tuttavia, proprio adesso che le ho così ben comprese, ti dico che hai torto.

Molestie sul lavoro. Risarcimento danni record

Pubblicato in ||

Antonio Pascucci e Sabrina Pisani (Avvocati in Milano)
Il Tribunale di Como ha affermato il principio della tolleranza zero verso le molestie verbali.

Una storia blu

Pubblicato in ||

di Pietro Buscicchio (Psicologo e psicoterapeuta)
Il cane della prepotenza, vessazione, bullismo e cyberbullismo; il cane della violenza…

Dichiarazione universale diritti: le parole giuste

Pubblicato in ||

di Ileana Alesso e Maurizia Borea (Avvocate in Milano)
La Dichiarazione universale dei diritti umani si fa leggere con speditezza, linearità e piacere.
È un’amica ritrovata, che è sempre bello rivedere, tra le fotografie del 1948, insieme alla Costituzione italiana.