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I 150 anni della Ragioneria dello Stato

di Raffaella Leone (Direttrice della Ragioneria Territoriale dello Stato di Foggia)

Ci sono tanti modi per celebrare l’anniversario di un’Istituzione.
Quando poi la ricorrenza è di quelle secolari, come quest’anno per i 150 anni
della Ragioneria dello Stato, l’attenzione da porre, per la forza dei numeri, è
ancora maggiore.

Capita così che la Nazione, attraverso la Zecca di Stato, prenda 18 grammi di argento 925 e ne batta una moneta da 5 euro, con un disegno di Leonardo da Vinci a rappresentare l’altra faccia della medaglia rispetto al lato su cui è incisa la sede centrale della Ragioneria.

O che Istituzioni prestigiose, come l’Università degli Studi di Foggia – che
celebra tra l’altro nello stesso anno i suoi 4 lustri di vita – organizzi un
importante momento di riflessione, quello di questa mattina, sul ruolo di una
fondamentale branca della Pubblica Amministrazione.

Celebrazioni di forma – quella della moneta – e di sostanza – quella dei momenti pubblici d’incontro e confronto.
Momenti di fondamentale importanza, perché non è mai di troppo un approfondimento sull’agire pubblico dello Stato, utile come potrebbe essere all’aumento di conoscenza del funzionamento della macchina amministrativa, e al conseguente innalzamento del livello di consapevolezza delle comunità, indispensabile per poter esprimere un giudizio sullo stesso servizio pubblico.

Probabilmente, infatti, la Ragioneria dello Stato rappresenta un’Istituzione pienamente conosciuta solo dagli addetti ai lavori e dai soggetti che, in qualche modo, si trovano a relazionarsi con essa.
Eppure svolge un ruolo fondamentale per il buon andamento del Paese Italia, preordinata com’è alla predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto generale dello Stato, alla tenuta della contabilità generale, alla vigilanza sulla spesa pubblica e all’accertamento delle entrate.
Senza dimenticare la vigilanza sull’attività finanziaria e contabile di tutti gli enti pubblici e degli enti locali.
Nella vita quotidiana, poi, monitora la spesa che riguarda il pubblico impiego, opera previsioni, stime e proiezioni correlate con le proposte legislative del governo.

Compiti fondamentali, che mettono la Ragioneria dello Stato, come recita il titolo dell’incontro di oggi, “a difesa delle risorse pubbliche”, a  difesa, dunque, delle risorse di tutti i cittadini: nel 1869, infatti, fu creata la Ragioneria proprio per rispondere all’esigenza, emersa con la costituzione dello Stato unitario, di razionalizzare il sistema di contabilità delle entrate e delle spese dello Stato ai fini della loro migliore gestione e programmazione.

Oggi la Pubblica Amministrazione, con ogni suo singolo ramo, concorre con un ruolo di primo piano al buon funzionamento di uno Stato efficace, efficiente ed attento ai bisogni dei cittadini.
Efficacia, efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa, uniti a chiarezza e semplicità legislativa assumono – nell’ambito di un’economia sempre più globalizzata – un ruolo fondamentale nella competizione tra i Paesi, determinando l’attrattività economica della Nazione, parametro di riferimento per gl’investimenti delle imprese.

Riflettere dunque su questi aspetti, se da un lato è necessario alla nostra stessa Amministrazione per cogliere spunti d’interesse utili a migliorare la propria performance, i risultati della propria azione, dall’altro risponde alla necessità, come accennavo all’inizio del mio saluto,  di un approfondimento sociale e culturale, considerata la stretta correlazione che c’è tra la distanza percepita dei cittadini dalle Istituzioni e il sentiment degli stessi nei confronti di una PA che i casi di cronaca riportano macchiata, spesso, da episodi di mala amministrazione e, in quelli peggiori, di vera e propria corruzione.

Farlo dunque oggi e qui, in terra di Puglia, terra in cui è sempre più sentita l’esigenza chiara e netta dell’affermazione del principio della legalità, e terra che ha dato i natali ad uno dei più illustri protagonisti della Ragioneria dello Stato, Vitantonio De Bellis – che la guidò dal 1919 al 1932 – assume un significato particolarmente profondo e importante.

Pic: Filippo Caringella, 2019

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