fotografia digitale

Account nuovo vita nuova

di Cecilia Gradassi (Avvocata in Livorno)

Ho resistito strenuamente e a lungo, poi, lo scorso anno, alla soglia dei miei 50 anni, mi sono arresa e ho lasciato che prendessero anche me… per curiosità, per non rimanere all’oscuro ma, soprattutto, (come usa dire) per essere al passo con i tempi e con mia figlia pre-adolescente.
L’ho fatto quasi per gioco ma, poi, ne sono stata trascinata dentro – per meglio dire – risucchiata e, adesso, pare impossibile che ne possa aver fatto a meno per tanti anni sebbene, è giusto dirlo, vi siano momenti in cui maledico il giorno in cui ho creato il mio account.
Pare incredibile ma ne sei morbosamente attratto, non riesci a distaccartene (anche nel mentre mi trovo a scrivere questo articolo mi sono interrotta più volte per esaminare le notifiche che, nel frattempo, mi sono arrivate) tanto da avere, addirittura, difficoltà a chiudere le applicazioni nonostante tu ti renda perfettamente conto del tempo che stai perdendo e, talvolta, che – grazie a quel frenetico e perpetuato esame di foto, frasi e link – sia presa da un forte senso di nausea (e non solo per ciò che trovo scritto nei post).
Non a caso, infatti, può parlarsi di vera e propria dipendenza (ad esempio, il 60% dei ragazzi dagli 11 ai 13 anni trascorre on line circa cinque ore al giorno).
Così, adesso, ho un motivo in più di preoccupazione: devo constatare, con sempre rinnovato stupore, che l’ignoranza (sotto ogni punto di vista) dilaga, invade, pervade, aggredisce.
Non sono, quindi, solamente la condivisione di post afferenti a false notizie (fake news) a darci motivo di preoccupazione – per i nostri figli, per noi stessi, per la società ed il nostro vivere nella società – ma ancor di più allarmanti (se possibile) sono i commenti “gridati”, le aggressioni verbali, gli insulti, gli attacchi spesso offensivi e, talvolta ma non raramente, anche violenti che vengono condivisi.
Si tratta di comportamenti – i primi (condivisione di fakes) – riferibili al c.d. analfabetismo funzionale per giungere, poi, a quelli definiti di analfabetismo emotivo attraverso i quali si sente l’esigenza di dare libero sfogo in rete, attraverso la tastiera e protetti dallo schermo, ad emozioni “negative” di frustrazione personale e sin anche di rabbia non essendo capaci di gestirle.
Insomma, l’analfabetismo emotivo (o analfabetismo emozionale) è, secondo il filosofo Umberto Galimberti e il sociologo Daniel Goleman, l’incapacità di riconoscere e controllare le proprie emozioni e, quindi, l’analfabeta emotivo è una persona che non ha consapevolezza del proprio sentire, è impulsiva, è imprevedibile, è arida di cuore ed è, ancor più, incapace di riconoscere le emozioni altrui.
Di conseguenza, l’essere analfabeti emozionali rende incapaci di provare empatia e compassione.
Umberto Galimberti ci spiega che “nel nostro tempo caratterizzato da sovrabbondanza di stimoli esterni e da carenza di comunicazione, si avvertono i segnali di quella indifferenza emotiva per effetto della quale non si ha risonanza emozionale di fronte a fatti a cui si assiste o a gesti che si compiono” (I miti del nostro tempo, Feltrinelli, 2009).
Per tornare alla sopra cennata preoccupazione, pertanto, il rischio per i nostri figli è di imbattersi in manifestazioni sempre più irrispettose ma anche violente quanto futili ed incontrollate tese, soprattutto, ad aggredire ed offendere coloro che la pensano diversamente: in totale mancanza di empatia, l’altro è percepito come vero e proprio nemico.
Dall’analisi di tali comportamenti, quel che sembra mancare alla attuale generazione è una educazione emotiva che consenta di gestire le proprie emozioni e controllare i propri istinti sotto stress, di porre in essere condotte autoconsapevoli ma anche di essere comprensivi ed accoglienti all’altro ed al “diverso”, non lasciandosi pervadere dal senso di paura.
Empatia ed educazione ai sentimenti: le famiglie e la scuola avranno il loro bel da fare – vincendo a loro volta la frenesia dei nostri tempi – per ri-settare i nostri figli predisponendoli ad una vita anche – MA NON SOLO – social.

Ph.:https://pixabay.com

#TOPICS: ultimi articoli

Il valore prezioso della differenza

di Maria Masi (Avvocata in Nola e componente del CNF)
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio – Chi vedo quando chiudo gli occhi – Come vengo sospinta quando vengo sospinta – Cosa cerco quando lascio libere le mani
Nessuno sa…

Leggi l'articolo

Un futuro senza quote

di Cinzia Gaeta (General counsel Sud Europa Procter & Gamble)
Le quote non servono a facilitare la carriera delle donne ma ad imporre alle aziende di guardare all’universo femminile come ad una risorsa, ad aiutare a rompere schemi e stereotipi.

Leggi l'articolo

L’oltre dell’altro

di Massimo Corrado Di Florio
“Io potrei magari fabbricare figure che abbiano cuore, coscienza, passioni, sentimenti, moralità. Ma nessuno al mondo ne vuol sapere. Quello che vogliono a questo mondo sono soltanto le curiosità, i mostri. Ecco quello che vogliono, i mostri”

Leggi l'articolo

Cariche elettive e parità di genere in Costituzione

di Michele Belletti (Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico – Uni Bologna)
La forma della proclamazione del principio diviene sempre più sostanza dell’effettività della parità di genere.

Leggi l'articolo

Dress for success

di Carla Broccardo (Avvocata in Bolzano)
Tecniche di empowerment per migliorare le performance favorendo l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro.

Leggi l'articolo

Né puttane né madonne

di Giovanna Fava (Avvocata in Reggio Emilia)
Il primo, apparentemente semplice passo per combattere la violenza contro le donne è accettare il fatto che esiste e accettare di posarvi sopra il nostro sguardo.

Leggi l'articolo

Il Ddl Pillon dà i numeri

di Linda Laura Sabbadini (Statistica sociale)
Pubblichiamo il testo integrale delle osservazioni al DdL Pillon in occasione della audizione alla Commisione Giustizia del Senato della Repubblica del 14 febbraio 2019.

Leggi l'articolo

Coltivare parole

Stefania Cavagnoli (Docente di linguistica applicata, Università di Roma Tor Vergata)
L’uso di una lingua adeguata al genere contribuisce a costruire una cultura che tenga conto delle differenze, e che allo stesso tempo rappresenti tutti/e coloro che partecipano alla vita sociale, economica e politica.

Leggi l'articolo

Siamo tutti femministi

di Enzo Varricchio
Dietro l’apparentemente spessa coltre di egalitarismo che impregna la nostra società ipocrita, si annida il virus micidiale del pregiudizio, del discrimine sessista, duro a morire perché ben nascosto nella pancia della gente.

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

C – CAPO CUOCO

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Ormai in moltissime emittenti…

S – Scandalo

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Questa parola ha origine…

S – Scrupolo

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) La parola, come nella…

V – Vanvera

Pubblicato in

di Flaviano ragnini (Avvocato in Bari) L’etimologia della parola vanvera…

R – Rimanere al verde

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) Tale locuzione, riferita a…

A – Azz

Pubblicato in

di Flaviano Ragnini (Avvocato in Bari) La maggior parte di…

Fine vita tra etica e diritto

Pubblicato in ||

di Isabella de Bellis Sciarra (Avvocata in Perugia)
Rispetto e attenzione declinano il concetto di dignità, come valore intrinseco e inestimabile di ogni essere umano…

Ddl Pillon contro codice rosso

Pubblicato in ||

di Krizia Colaianni (Avvocata in Bari)
Le quattro novità principali del disegno di legge “Pillon”.

(IN)COMPRENSIONI

Pubblicato in |

di Massimo Corrado Di Florio
Comprendo le tue ragioni, le ho talmente fatte mie che sono convinto che hai davvero ragione. Tuttavia, proprio adesso che le ho così ben comprese, ti dico che hai torto.

Molestie sul lavoro. Risarcimento danni record

Pubblicato in ||

Antonio Pascucci e Sabrina Pisani (Avvocati in Milano)
Il Tribunale di Como ha affermato il principio della tolleranza zero verso le molestie verbali.

Una storia blu

Pubblicato in ||

di Pietro Buscicchio (Psicologo e psicoterapeuta)
Il cane della prepotenza, vessazione, bullismo e cyberbullismo; il cane della violenza…

Dichiarazione universale diritti: le parole giuste

Pubblicato in ||

di Ileana Alesso e Maurizia Borea (Avvocate in Milano)
La Dichiarazione universale dei diritti umani si fa leggere con speditezza, linearità e piacere.
È un’amica ritrovata, che è sempre bello rivedere, tra le fotografie del 1948, insieme alla Costituzione italiana.