La parola è un'opera pubblica

La parola è un’opera pubblica

di Maurizia Borea e  Antonio Pascucci (avvocati)

“Scandalo! Il Ministero abolisce le vacanze estive. Scuole chiuse solo d’inverno. Se pensi che sia ingiusto condividi questa notizia”.
La notizia pubblicata a tutta pagina sul Sole 24 ore del 30/8/2018 su iniziativa dell’Osservatorio dei Giovani Editori più sotto sottolinea: “Riconoscere l’attendibilità di una notizia è la prima lezione da imparare”.

Che dire poi del messaggio lanciato in perfetto “burocratese” da un Comune che parla dell’imminente e allarmante “gelicidio” causato delle basse temperature invernali o di una circolare della amministrazione penitenziaria per cui la cella del detenuto si trasforma in una “camera di pernottamento”?
Come non ricordare la fake news lanciata il 30/10/1938 da un giovanissimo Orson Wells che orchestrò le ripetute interruzioni in una trasmissione radiofonica, con allarmanti bollettini su esplosioni osservate su Marte, sul ritrovamento di un misterioso velivolo oblungo nel New Jersey, sull’invasione degli alieni e sulla distruzione di molte città negli Usa e nel mondo?
Di diversa portata, ma decisamente più studiata, la fake news del Governo degli Stati Uniti sull’incidente del golfo del tonchino, che si affermò essere avvenuto ai primi di agosto del 1964, in realtà mai verificatosi, e che fu il casus belli per attaccare il Vietnam del Nord; la verità emerse solo dopo molti anni.

A volte provocatoriamente utili, a volte utilmente false, le fake news nelle intenzioni degli astuti autori possono indurre spinte emotive difficili da controllare, possono scatenare il panico e diffondersi in modo virale.

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” questa nota citazione, sempre più attuale, èancora più efficace nel mondo dei social media.
Le fake news si fondano proprio su questo perverso meccanismo (per la cronaca la citazione di cui sopra è attribuita a Joseph Goebbels!).
Allora perché parlare oggi di fake news? Proprio perchè è oggi.
Ogni giorno infatti ci capita di sentire o di leggere notizie, a volte sconcertanti, a volte agghiaccianti, sull’uso sleale e a volte anche violento dei social media e degli strumenti di informazione, sia essa televisiva che giornalistica.
Notizie e informazioni a volte parziali, a volte mendaci, a volte manipolate. Se fosse solo una questione linguistica sarebbe il meno, è che queste notizie impattano poi sulle vite delle persone, sulle decisioni, sui comportamenti, spesso manipolandoli.
Non si tratta solo di menzogne, il più delle volte si tratta delle cosiddette “mezze verità” o di interpretazioni costruite ad arte.
Infatti se ciò che non è nominato non esiste, ciò che esiste può essere invece oscurato o falsificato.
Siamo ben oltre la semplice verità dei fatti, l’oggettività del dato che a volte diamo per scontata.
La comunicazione, anche quella sui media, è innanzitutto relazione tra persone che si parlano, si ascoltano, condividono informazioni per qualche scopo, per qualche progetto o semplicemente per saperne un po’ di più.
E la responsabilità delle informazioni e della comunicazione che generiamo è nostra anche quando queste informazioni le mettiamo in rete o le affidiamo ai comunicati stampa.
Nella comunicazione tra persone esistono meccanismi che a volte possono manipolare le convinzioni e guidare i comportamenti.
Quali sono questi meccanismi, come funzionano le parole che li alimentano, che portano le persone ad agire emotivamente in direzioni non sempre volute?
Come fare per individuarli e, quando serve, per neutralizzarli?
Di tutto questo, e di altro ancora, parleremo nel Convegno del 14 dicembre a Milano.

LOCANDINA – La parola e un opera pubblica

COMUNICATO STAMPA

La parola è un’opera pubblica.

Manipolazione linguistica e fake news tra diritti, interessi e sanzioni
14 dicembre 2018 – ore 9/13  – Sala del Grechetto – Palazzo Sormani

Via Francesco Sforza 7 – Milano

Organizzato da FronteVerso (http://www.fronteverso.it/), Associazione Donne Giuriste Italiane, Eticrea, con il patrocinio del Comune di Milano e della Scuola Superiore dell’Avvocatura. Media partner: “Ora Legale: diritti e dintorni”. 

Partecipano, tra gli altri:

Avv. Remo Danovi, Presidente Ordine Avvocati Milano

Dott.ssa Diana De Marchi, Presidente Commissione Diritti civili Comune di Milano

Relazioni di :

Prof. Marina Calloni, Ordinaria di Filosofia Politica e Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Dott. Alberto Caputo, Psichiatra e Psicoterapeuta, Psicologo forense, CTU del Tribunale di Milano

Avv. Nadia Germanà Tascona, Studio Legale Pisapia e Associati, Consigliera Ordine Avvocati di Milano

Dott. Gianni Clocchiatti, Consulente di direzione, fondatore di Eticrea e di FronteVerso

Avv. Enzo Varricchio, Avvocato, giornalista

Dott. Daniela Di Carlo, Pastora titolare Chiesa Valdese di Milano, Gruppo Justice, Peace, Integrity of Creation  del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano

Dott. Fabio Di Venosa, Investigatore privato, Vice Presidente Federpol Lombardia

Avv. Saverio Regano, ORA LEGALE

Avv. Antonio Pascucci, FronteVerso

Presiede e coordina:  Avv. Ileana Alesso, fondatrice di FronteVerso e VicePresidente A.D.G.I. Milano

Perché questo convegno?

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” questa nota citazione (attribuita a Joseph Goebbels) è sempre più attuale e particolarmente efficace nel mondo dei social media.

Allora perché parlare oggi di fake news? Proprio perchè è oggi.

Ogni giorno infatti sentiamo o leggiamo notizie, a volte sconcertanti, a volte agghiaccianti, sull’uso sleale e a volte violento dei social media e degli strumenti di informazione, sia essa televisiva che giornalistica. Notizie e informazioni a volte parziali, a volte mendaci, a volte improvvisate, spesso preordinate. Queste “notizie”, linguisticamente pilotate, impattano sulle vite delle persone, sulle decisioni, sui comportamenti, spesso manipolandoli. Nella comunicazione esistono meccanismi che a volte possono manipolare le convinzioni e guidare i comportamenti. Quali sono questi meccanismi, come funzionano le parole che li alimentano, che portano le persone ad agire emotivamente in direzioni non sempre volute? Come fare per individuarli e, quando serve, per neutralizzarli?

Milano, 3/12/2018

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