OCCIDENTE APPESO A UN FILO

Occidente appeso a un filo

di Canio Trione (Economista in Bari)

Una volta, fino al 2009 e cioè ormai molto tempo fa, esisteva un mercato interbancario. Cioè un luogo virtuale in cui le banche si incontravano per prestarsi vicendevolmente il danaro.
Si originava così un prezzo (cioè un tasso di interesse) per quei prestiti che potevano avere scadenza di un giorno, una settimana, un mese, sei mesi, o più.
Quel prezzo/tasso di interesse era l’indice che si usava poi nei mutui che le banche avevano erogato e erogavano alla loro clientela.

Ormai più di un decennio fa le banche hanno smesso di fidarsi tra loro e il mercato interbancario ha smesso di funzionare e di essere affidabile.
La banca centrale è intervenuta fornendo essa il danaro richiesto.
Lo ha fatto e continua a farlo ad un tasso di interesse coerente con la sopravvivenza dell’euro e degli stessi Stati: cioè elegantemente imposto.

Se le banche non si fidano tra di loro cosa dobbiamo pensare noi risparmiatori?

Ma non solo. Ciò significa che spontaneamente il sistema non si regge perché:
a) le banche sono prive di affidabilità tra di loro oltre che dei risparmiatori; b) gli Stati devono approvvigionarsi di soldi stampati per sopravvivere perché la gente e i finanziatori in genere non si fidano di loro e tanto meno a tassi così bassi;
c) il tasso di interesse non è neutrale ma effetto delle scelte della Banca centrale;
d) il risparmio non è retribuito e quindi è la vittima di questa situazione.

Da tutto ciò discende che anche le quotazioni del mercato obbligazionario ed azionario sono influenzate da quel tasso di interesse creato dalle Banche centrali.

Cioè l’Occidente è appeso ad un filo sottilissimo.

La gente è totalmente ignara di questa situazione.
Per fortuna! Diremmo noi: protesta solo per le perdite che subisce sui propri risparmi.

Quindi se il tasso di interesse (e quindi lo spread) varia influenzando un governo e la sua sopravvivenza, questa variazione è dipesa dalla banca centrale e non dal mercato… cioè dai suoi organi burocratici che non sono espressione di quel popolo e non sono responsabili degli effetti del loro operato. Né si sa dove vogliono andare a parare. Peraltro anche i politici votati non rispondono a nessuno, visto che pur avendoci condotti in questa situazione sono sempre allo stesso posto.

Il valore della volontà popolare è azzerato: le scelte che contano vengono prese fuori dalle Istituzioni a ciò deputate.

La gravissima situazione descritta viene ulteriormente aggravata dal covid che ha accelerato la corsa verso il collasso del sistema.
Infatti escluse talune banche che ancora beneficiano dell’azzeramento dei risparmi di milioni di risparmiatori, per tutte le altre la mancata restituzione dei prestiti erogati e la progressiva riduzione degli incassi di interessi sui prestiti e sui titoli hanno portato le banche vicine al collasso.

L’intero Occidente è oggi alla vigilia di un momento biblico

Anche le banche centrali devono capire che non è pensabile che una condizione estremamente provvisoria come questa possa considerarsi definitiva.
Solo la liberazione del singolo individuo e singola impresa può portare ad una normalizzazione progressiva del sistema.
Non è pensabile che ogni singolo angolo dell’economia dipenda dalle deliberazioni della burocrazia di Francoforte o di Bruxelles.
L’unione sovietica è potuta crollare sapendo che esisteva un altro sistema da abbracciare. Pur nella drammaticità estrema di quell’evento c’era un filo non tenue di speranza.
Oggi non esiste una alternativa al sistema Occidentale che quindi va guarito e non sostituito.

Image credit: Myriams-Fotos da Pixabay

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