ri-tessere

“Ri-Tessere” per ricucire gli strappi della vita

Il progetto di Giraffa onlus e Banca Etica narrato nella mostra di Olga Diasparro.

A cura della Redazione

Un filo che ha la forza del ricordo e una tela che ha la bellezza della ripartenza.
Sono alla base di un progetto, realizzato dall’associazione Giraffa Onlus e da Fondazione Finanza Etica in partenariato con la Fondazione “Le Costantine”, che rientra nel bando “Semi di Futuro – Imprenditorialità femminile contro la violenza di genere” e che offre alle donne vittime di violenza maschile, un nuovo punto di vista sulla loro vita dei prossimi anni.

Si chiama “Ri –Tessere” e parla di speranza, di luce, di colori e di quella creatività necessaria per andare avanti nei momenti difficili.
Al progetto hanno partecipato donne vittime di tratta ospiti della casa rifugio “ViTA”, e donne vittime di violenza domestica che si sono rivolte al Centro antiviolenza “Paola Labriola”.

Il loro lavoro e le loro emozioni costituiscono il nucleo della mostra fotografica che sarà inaugurata martedì 18 gennaio 2022, alle 17.30 nel Centro Polifunzionale Studenti dell’Università degli Studi di Bari (ex Palazzo delle Poste) in piazza Cesare Battisti, 1.

Un reportage, a cura dell’avvocata Olga Diasparro, che ha colto gli attimi salienti del laboratorio in un’ottica di restituzione del percorso fatto alle donne che vi hanno preso parte.
Ad introdurre la mostra sarà Marilena Di Tursi, giornalista, critica d’arte, già docente di storia dell’arte, organizzatrice di eventi espositivi.

Olga Diasparro

“Ri-Tessere” è stato condotto nel Laboratorio di tessitura artigianale “Cantando e amando”, interno alla tenuta di Fondazione “Le Costantine”, e ha stimolato le abilità manuali delle donne, fornendo loro strumenti e tecniche di antica tradizione tessile – pugliese – per realizzare manufatti personali e di arredo.
L’augurio è che le partecipanti diventino esse stesse formatrici di altre donne perché “Ri-Tessere” vuol dire ricostruire la propria vita, rivitalizzare arti in disuso, rimettere insieme le fila col ricordo, ripensare, ripercorrere il vissuto per evitare di fare gli stessi errori e al contempo tramandare un’antica arte.

Il reportage, composto da 15 fotografie, che racconta del lavoro fatto e della volontà di queste donne, è stato realizzato dall’avvocata Olga Diasparro, pugliese, socia di Giraffa onlus, con 20 anni di esperienza principalmente nel campo della discriminazione di genere. Per Giraffa ha già realizzato la mostra fotografica “Crepe nell’anima”, progetti sulla diversità culturale e sulle questioni sociali.

Per narrare fotograficamente il progetto “Ri-Tessere” ho seguito e osservato le donne durante il loro percorso “formativo” – ha affermato Olga DiasparroGli scatti in mostra sono stati realizzati durante una delle lezioni pratiche tenutasi presso la Fondazione “Le Costantine” lo scorso novembre. Ho cercato di trasferire nelle immagini l’impegno profuso e la voglia di riscatto di queste donne, donne che hanno ritrovato quella speranza persa nei grovigli della violenza. Seguendo il fil rouge del progetto, stampare le immagini su tela è stata la scelta più naturale per concludere il lavoro artistico“.

Il progetto rappresenta un inizio per una integrazione socio lavorativa:

Una notte, mentre scrivevo il Progetto “Semi del Futuro” erogazione liberale di Fondazione Finanza Etica – ha affermato Maria Pia Vigilante, presidente di Giraffa Onlus – mi sono capitate tra le mani le filastrocche di Gianni Rodari, quelle dedicate ai bambini. Una recitava “se io avessi una botteguccia di una sola stanza vorrei mettermi a vendere, sai cosa? La speranza”.
Questa frase mi ha evocato la fatica delle donne vittime di violenza quando devono rimettersi in gioco per un inserimento lavorativo soprattutto se non hanno una precisa professionalità. Da qui nasce “Ri-Tessere”. Le donne del progetto hanno imparato a ri-tessere vecchi manufatti, ma soprattutto a ri-tessere se stesse, ri-cucendo le varie ferite ed iniziando a coltivare la speranza ed il sogno di una vita nuova“.

Quando, nel 2002, abbiamo deciso di riaprire il laboratorio di tessitura artigianale che, nei primi anni del ‘900, le donne illuminate della famiglia De Viti de Marco/Starace avevano utilizzato come strumento per favorire la libertà della donna e la sua emancipazione – ha raccontato Cristina Rizzo della Fondazione “Le Costantine” – siamo state viste come delle visionarie. Ma noi abbiamo voluto vedere “oltre”, sfidare l’ovvio e coltivare la bellezza. Il progetto di “Ri-Tessere” di Giraffa Onlus era nelle nostre corde. Con le donne che hanno vissuto il nostro laboratorio di tessitura abbiamo condiviso storie, esperienze, spazi e pause-caffè. È stato bello trasmettere i nostri antichi e sempre nuovi saperi artigiani, e la loro gioia di apprendere e di sentirsi parte della nostra grande famiglia è stata la più piacevole ricompensa. Si usa spesso in questi nostri tempi la parola “sorellanza”. Noi la pratichiamo da sempre

Pic: courtesy Olga Diasparro

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