Gli ulimi giapponesi

GLI ULTIMI GIAPPONESI

di Patrizia Tilli (Direttivo ASSOGOT)

È stata pubblicata la c.d. sentenza”UX” della Corte di Giustizia Europea. Ha stabilito che i magistrati onorari italiani (non solo i giudici di pace, ma anche i GOT e i VPO) hanno la qualifica di “giudice europeo” e di “lavoratori” , con ciò smentendo la sempre rivendicata qualifica di “volontari” unilateralmente cucitaci addosso dal Ministero e dalla Giurisprudenza di legittimità, da cui deriva la pretesa legittimità, secondo il nostro datore di lavoro, lo Stato Italiano, del deteriore trattamento ordinamentale per cui non godiamo di tutele previdenziali e assistenziali e non riceviamo una retribuzione adeguata, commisurata al lavoro svolto dal dipendente pubblico comparabile, cioè dal giudice assunto nella PA a seguito di concorso per esami.

Sulle sentenze emesse dalla CGUE e relative a Scuola e Sanità è nato un dibattito vivace per cercare di capire in che forma la PA dovesse procedere all’assunzione dei precari (i quali avevano svolto il lavoro per cui erano stati assunti) per l’abusiva reiterazione dei contratti a termine; i m.o. invece si sono visti sempre prorogare il contratto a termine, ma hanno in più svolto per ordine dei propri superiori diretti – i Presidenti dei Tribunali e i Procuratori della Repubblica- lo stesso lavoro del magistrato professionale, quindi ben diverso da quello inizialmente previsto dalla legge istitutiva e sulla base del quale era stata calibrata l’indennità rimasta invariata al variare delle funzioni.

C’è stato sentore di un minimo dibattito al quale partecipasse il Ministero della Giustizia? No? Infatti non c’è stato uno straccio di comunicato -ufficiale, non ufficiale, su Facebook, al bar- in cui il Ministro Bonafede o chi per lui abbia preso posizione, del tutto in controtendenza con le abitudini dei politici. Qui silenzio tombale. Il che significa realisticamente che una strategia ci sia ma sia meglio non renderla pubblica se non a cose fatte. Il che ulteriormente suggerirebbe che per favorire qualcuno a scapito di GOT e VPO si stia febbrilmente lavorando nelle stanze di via Arenula per servire qualche sorpresa.

In più c’è la parte riservata al Parlamento. I parlamentari dovrebbero esaminare e approvare o respingere le proposte legislative del Governo e lo stesso dovrebbero fare per le proposte legislative da loro stessi depositate. Si presuppone che la Stella Polare, il principio irrinunciabile cui uniformarsi, per tali Servitori dello Stato dovrebbe essere l’attuazione dei principi costituzionali e la salvaguardia dei diritti di ogni categoria.

La nostra categoria sta sempre più prendendo coscienza del fatto che , al contrario, in Parlamento si lavori per avallare i diktat dei Ministeri a scapito dei princìpi. Negli incontri che abbiamo chiesto e ottenuto coi senatori che stanno esaminando la riforma della riforma della magistratura onoraria (e sì, le riforme semplici per noi non bastano, servono esponenziali) ci è stata chiaramente enunciata una serie di princìpi che nulla hanno a che fare con la Costituzione e men che meno con la recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea del 16.7.20 (la già nominata
sentenza “UX” che d’ora in poi chiameremo così) , pur vincolante per lo Stato Italiano e i suoi Giudici.

La UX dice, in maniera chiara per chiunque sappia leggere una sentenza e forse anche per i non specialisti che si diano la pena di leggerla, che i magistrati onorari italiani (lì si trattava di un giudice di pace, ma il principio si applica a tutti) sono giudici e sono lavoratori a tempo determinato (determinato perché sono nominati per un periodo determinato e poi quasi tutti confermati a seguito di valutazione).
Esattamente come sono giudici e lavoratori a tempo indeterminato i giudici
professionali vincitori di concorso pubblico per esami , dei quali di fatto i m.o. svolgono il lavoro in maniera del tutto sovrapponibile , secondo indici che la stessa sentenza UX ha definito e che certo il giudice di rinvio non faticherà a riconoscere nella fattispecie lavorativa di qualsiasi magistrato onorario.

Quindi alla magistratura onoraria andranno applicate non solo tutte le tutele riconosciute ai lavoratori e lavoratrici (e fortunatamente l’Italia è un paese democratico che in materia di lavoro si è dotato di ottime leggi) quindi previdenza e assistenza , ferie, permessi e così via ma anche , com’è ovvio , un’adeguata retribuzione calibrata su quella percepita dal lavoratore a tempo indeterminato di riferimento, cioè dal magistrato “professionale”.

E’ semplice.

E’ semplice? Manco per niente , secondo i nostri impagabili governanti e
parlamentari.

Ora, quello che possiamo capire è che assumendosi il carico di dotare di previdenza, assistenza ecc. e di adeguato stipendio tutti i magistrati onorari lo Stato si troverebbe di fronte ad un esborso ingente. Ma giustificare non possiamo, perché sarebbe come giustificare chi fa debiti per comprarsi auto di lusso che non può permettersi e poi rida in faccia a chi gli chieda il saldo.

La reazione è quindi quella che abbiamo più volte riscontrato nei parlamentari (perché invece il Ministro Bonafede e tutti i suoi collaboratori, come dicevamo, tacciono come monaci trappisti) e precisamente che l’essenza della UX viene negata , che quello che c’è scritto va letto e “interpretato meglio” (ahia… al primo anno di giurisprudenza ci hanno spiegato che “in claris non fit interpretatio” e ci viene in mente quel politico che diceva “la legge per i nemici si applica e per gli amici si interpreta”, non proprio una rassicurazione garantista), che cercheranno nella loro infinita disponibilità di venirci incontro e concederci qualcosa – non certo quella che taluni chiamano “stabilizzazione”, che viene aborrita come un vampiro transilvano ma che dovranno comunque rimaneggiare la legge “Orlando” per privarla di tutti gli indizi di subordinazione che si riferiscano ai magistrati di lungo corso del regime transitorio.

Detto così, chiaramente. Cioè le migliori menti del Parlamento (e riteniamo anche del Ministero) nella più grande discrezione si stanno spremendo le meningi per trovare il modo di aggirare il dettato della sentenza UX e continuare a non considerarci lavoratori e a darci il nulla che ci concedono ora. E’ difficile assai, perché come si è detto la UX è chiara come il sole. Se questa situazione non fosse un bastone nodoso agitato contro di noi verrebbe quasi da ammirarli, gli ultimi giapponesi che vogliono la magistratura onoraria fatta di volontari quando si devono pagare e di dipendenti senza diritti quando si esigono prestazioni.

Però basta.

C’è il Covid , i tribunali chiudono per sanificazione una settimana sì e l’altra pure, tenere udienza è diventato un rischio da paragonare a uno sport estremo , e noi dobbiamo ancora combattere con chi non ci vuole concedere nulla? Dopo la UX , signori, che accadrebbe se un GOT contagiato facesse causa al Ministero perché ha preso il Covid in udienza? Ve la cavereste come la Cassazione fece con lo sfortunato GDP che era stato infettato dalla TBC nelle medesime circostanze, cui venne negata la causa di servizio perché era “volontario”?

La guerra è finita, dovete capirlo. Uscite dalla giungla. Applicate la legge, non interpretatela in danno nostro.

E “stabilizzazione” non è una parolaccia transilvana e non significa che vogliamo entrare nei ranghi della magistratura professionale vincitrice di concorso per esami; significa semplicemente che dovrete riconoscere la natura dipendente subordinata dei nostri rapporti.

Quindi come Assogot invitiamo il Sig. Ministro Guardasigilli a parlare e dire quello che intenda fare.
Invitiamo i parlamentari a cambiare approccio ,a considerare noi Giudici di pace, Giudici Onorari di Tribunale e Vice Procuratori Onorari nelle funzioni al momento della entrata in vigore del D.Lgsl. 116/17 i lavoratori dipendenti che siamo e ad approvare una legge giusta.

Ci sono quintali di carte accumulate nei decenni su cui basare senza tanti sforzi una riforma ponderata che intervenga entro l’anno . Ricordate che l’Europa esige una riforma equa della Magistratura Onoraria e ora, con la UX, ha anche tracciato la strada e col Recovery Fund ha posto i fondi a disposizione. Le convinzioni e le convenienze personali di chi parla a nome dello Stato si dovranno inchinare alla legislazione europea –visto che la Costituzione Italiana non è bastata , sebbene indicasse i medesimi principi. Altrimenti partirà una procedura di infrazione i cui costi ricadranno sui cittadini e la cui responsabilità sarà interamente di chi è oggi al Governo e in Parlamento.

Auguriamo a tutta la Giustizia Italiana una rapida uscita dalla crisi, ma questo è l’ultimo momento in cui, a carte scoperte, daremo per scontata la buona fede di chi ci sta davanti.

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