Il servizio di vigilanza

I servizi di vigilanza

di Vincenzo Forina (Dottore in economia e commercio in Bari)

IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULL’IMPIEGO FACOLTATIVO DI GUARDIE PARTICOLARI GIURATE ARMATE NEL SERVIZIO DI VIGILANZA PASSIVO

Il servizio di vigilanza ha origini piuttosto antiche.
Già nella Roma del III secolo a.C., infatti, esisteva una istituzione nota come “Ufficio degli edili” non concettualmente troppo distante dalle nostre società di servizi dedite alla sorveglianza, tanto da potersi ritenere «l’antesignano dell’odierno Istituto di Vigilanza».

Tra polemiche circa l’assoggettabilità al ruolo di pubblico ufficiale e la necessità di provvedere a una adeguata regolamentazione normativa con riferimento a un settore così delicato, l’argomento della “vigilanza privata armata” e delle “guardie particolari” è sempre più diffuso su diversi livelli.
Con la recente sentenza in esame, sono stati introdotti non pochi elementi di discussione.

Il caso e la decisione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato si è espresso sui servizi di vigilanza, stabilendo che le prestazioni di competenza esclusiva delle guardie particolari giurate armate sono da intendersi con riferimento esclusivo al servizio c.d. attivo. Ne conseguirebbe che le attività che si sostanziano in compiti di mera sorveglianza possono essere eseguite da risorse non armate, rientrando nella macro area della “vigilanza passiva”.

Richiamando un precedente (Cons. Stato, Sez. III, 28 luglio 2020, n. 4789), è stato, infatti, enunciato che, quando le prestazioni oggetto di gara si inquadrano nei servizi di portierato e reception – che non implicano un’attività di difesa attiva dei beni – esse costituiscono prestazioni di sorveglianza puramente passiva, che non è preclusa a soggetti privi di licenza prefettizia ex artt. 133, 134 e 138 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – Regio decreto 18 giugno 1931 n. 773.

Secondo la decisione in questione, la peculiarità di servizio attivo non si riscontra obbligatoriamente, neanche qualora si tratti di attività concernenti il controllo antintrusione e la sorveglianza mediante il mantenimento di un adeguato livello di sicurezza anticrimine e antinfortunistica che prevedano l’esercizio di mansioni volte alla prevenzione di danneggiamenti, sabotaggio, furti e deturpazioni o all’allontanamento di persone estranee.

L’erogazione obbligatoria del servizio per il tramite di guardie con qualifiche specifiche, inoltre, prescinderebbe dal periodo della giornata nel quale debba essere espletata la sorveglianza.
I giudici di Palazzo Spada, infatti, hanno chiarito che la circostanza che il servizio debba «essere espletato anche in orario notturno» non impone che «richieda necessariamente l’affidamento della vigilanza a guardie particolari giurate».
Non sarebbero, inoltre, da considerarsi elemento distintivo di attività da esercitare per il tramite di guardie particolari giurate armate, l’utilizzo di dispositivi destinati alla segnalazione di soccorso.

Secondo la decisione in esame, dunque, in sede di gara, qualora la Pubblica amministrazione qualifichi il servizio come attività di vigilanza passiva, si può ritenere congrua un’offerta che, sotto il profilo economico e organizzativo, non preveda l’esecuzione delle prestazioni contrattuali a opera di guardie particolari giurate armate, anche in orario notturno, benché si svolgano, altresì, mansioni con fine di mantenimento del livello di sicurezza espletate anche con l’ausilio di attrezzatura tecnica specifica.

Un settore delicato in continua evoluzione

Il settore in esame risulta di particolare interesse in materia di procedure a evidenza pubblica, tanto da portare l’Autorità Nazionale Anticorruzione a ritenere opportuno adottare un nuovo atto regolatorio dedicato, ossia, la delibera n. 462, del 23 maggio 2018, sull’affidamento del servizio di vigilanza privata che ha annullato e sostituito la precedente determinazione n. 9/2015.

È d’uopo considerare come la normativa vigente affidi alla qualifica di guardia particolare giurata armata servizi di sicurezza sussidiaria in alcuni ambiti (D.M. 15 settembre 2009, n. 154), tanto da far scaturire proposte di provvedimenti normativi del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero, circa i requisiti minimi professionali e di formazione.
La legge 101 del 6 giugno 2008, inoltre, modificando l’articolo 138 del TULPS, pur non attribuendo la qualifica di pubblici ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, ha smentito il consolidato orientamento giurisprudenziale precedente, insignendo tali figure della qualifica di incaricati di un pubblico servizio.

Risulta, dunque, quantomai necessaria una preliminare considerazione circa le prerogative che rinvengano dalla qualifica di soggetto dotato di autorizzazione prefettizia, nonché, sulle persone fisiche e giuridiche che possano prestare i servizi coinvolti.

L’attribuzione della c.d. vigilanza passiva senza autorizzazioni

La Legge di semplificazione 1999 ( Legge 24 novembre 2000, n. 340 recante “Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1999“) ha escluso dal regime dell’autorizzazione di polizia di cui all’art.62 del T.U.L.P.S. l’attività di portierato.
L’intento del legislatore era chiaramente quello di differenziare l’attività delle guardie particolari giurate (G.P.G.) da quella volta esclusivamente alla prevenzione e repressione delle attività predatorie. Con questo intervento normativo è stata attribuita una importante porzione di mercato a società di servizi di portierato in grado di offrire servizi di custodia senza implicare il dinamismo tipico della difesa attiva della proprietà.
È perspicua la differenza che scaturisce in termine di esborsi economici dall’impiego di un dipendente privo dell’attribuzione della qualifica di guardia giurata armata, sicché, è necessario prestare la massima attenzione alle attività che possano o non possano essere prestate senza le autorizzazioni previste dal TULPS.
Non a caso, dopo la diffusione della sentenza in esame, le associazioni di categoria sono insorte dichiarando che «resta inconcepibile che il Consiglio di Stato possa ritenere che espressioni quale “mantenimento della sicurezza anticrimine”, “prevenzione di danneggiamenti, sabotaggio e furti” e, soprattutto, “intervento in caso di reato” possano annettersi alla categoria del portierato». (Documento di Federsicurezza del 5 novembre 2020).

Orbene, tali doglianze non possono essere ritenute prive di fondamento, atteso che l’esercizio della vigilanza c.d. passiva non dovrebbe in alcun modo prevedere attività a difesa della proprietà. Resta, dunque, inevasa la necessità di circoscrivere le attività che possano definirsi di portierato e receptionist.

Obiettivi sensibili e vigilanza notturna

Secondo la normativa vigente, qualora si tratti di obiettivi sensibili o siti con speciali esigenze di sicurezza individuati puntualmente dal punto 3.b.1 della sezione III, dell’allegato D al decreto del ministero dell’Interno del 1° dicembre 2010, n. 269, è sempre necessario l’impiego di guardie particolari giurate armate.

Devono intendersi obiettivi sensibili e, come tali, affidati alla vigilanza delle guardie giurate, qualora non vi provvedano direttamente le Forze dell’Ordine: – aziende pubbliche o private del settore energetico (sia che trattasi di strutture di produzione di energia che di centrali di distribuzione nelle aree urbane) e delle forniture idriche (compresi gli impianti di potabilizzazione o distribuzione nella rete idrica urbana); – aziende pubbliche o private del settore delle telecomunicazioni (in particolare centrali di collegamento, smistamento e gestione di reti telefoniche, sia fisse che mobili) e sedi di emittenti radiotelevisive a carattere nazionale; – raffinerie, centri oli per la raccolta ed il trattamento del greggio, depositi di carburante e lubrificanti con capacità di stoccaggio superiore a 100 tonnellate. Devono intendersi come siti con speciali esigenze di sicurezza e, come tali, analogamente affidati alla vigilanza delle guardie giurate, qualora non vi provvedano direttamente le Forze dell’Ordine: – siti dove operano persone che svolgono compiti di particolare delicatezza per il pubblico interesse e per i quali va garantita l’incolumità e l’operatività (ad esempio aziende o presidi ospedalieri e/o sanitari); – siti contenenti banche dati sensibili o il cui accesso è riservato solo a persone autorizzate (ad esempio strutture pubbliche munite di centri elaborazione dati e/o a forte affluenza di pubblico, sedi di Regioni, Province, INPS…); – siti dove l’accesso sia subordinato al controllo con macchinari radiogeni o rilevatori di metalli o all’identificazione personale (ad esempio tribunali ed uffici giudiziari in genere); – siti dove ci sia giacenza di valori significativi o merci di valore asportabili (ad esempio musei, pinacoteche, mostre se contenenti opere di alto valore artistico ed economico). Ferme restando le definizioni sopra indicate nonché le previsioni dell’art.256 bis del Regolamento d’esecuzione, è affidata alle guardie giurate la custodia dei beni immobili e dei beni mobili in essi contenuti durante l’orario notturno o di chiusura al pubblico.

Orbene, sono sorte non poche perplessità sulla qualificazione di tali siti, sicché, sarebbe quantomai opportuna un’interpretazione autentica sul punto, volta alla perimetrazione puntuale delle P.A. che debbano considerarsi obiettivi sensibili, visto che la dicitura «siti dove operano persone che svolgono compiti di particolare delicatezza per il pubblico interesse e per i quali va garantita l’incolumità e l’operatività (ad esempio aziende o presidi ospedalieri e/o sanitari); – siti contenenti banche dati sensibili o il cui accesso è riservato solo a persone autorizzate» coinvolge praticamente ogni ufficio pubblico, non di meno una università come nel caso in esame.

Quanto alla questione relativa al servizio notturno, è d’uopo considerare come la stessa fonte normativa termina con la seguente disposizione: «ferme restando le definizioni sopra indicate nonché le previsioni dell’art. 256 bis del Regolamento d’esecuzione, è affidata alle guardie giurate la custodia dei beni immobili e dei beni mobili in essi contenuti durante l’orario notturno o di chiusura al pubblico».
Sicché appare quanto mai contraddittorio l’assunto dei giudici amministrativi, secondo il quale la circostanza che il servizio debba «essere espletato anche in orario notturno» non impone che «richieda necessariamente l’affidamento della vigilanza a guardie particolari giurate».

https://www.oralegalenews.it/wp-content/uploads/2020/12/Consiglio-di-Stato-sentenza-del-13-ottobre-2020-n.-6194.pdf

Image credit: StockSnap da Pixabay

Archivio

Indice

News: ultimi articoli

L’amor che move il sole e l’altre stelle

Pubblicato in

Enzo Varricchio Pubblichiamo in esclusiva un’anticipazione della prolusione di Enzo Varricchio alla Lectura Dantis “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, in programma a Giovinazzo sabato 26 marzo 2021 in diretta dalle ore 19.00 su Antenna Sud Canale 194 e in streaming sulla pagina Fb di Culturaly.

La Carta dei diritti dei bambini in ospedale

Pubblicato in

A cura della Redazione Un’app per insegnare ai piccoli pazienti la Carta dei diritti dei bambini in ospedale: l’iniziativa lanciata da A.o.p.i. in collaborazione con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Occidente appeso a un filo

Pubblicato in

Canio Trione
Ormai più di un decennio fa le banche hanno smesso di fidarsi tra loro e il mercato interbancario ha smesso di funzionare e di essere affidabile

Dal 6 all’8 marzo 2021

Pubblicato in

A cura della Redazione
Dal video alle borse green, dai tarallini dolci all’evento per ricordare il CAV di Paola Labriola
così G.I.R.A.F.F.A. Onlus celebra l’8 marzo

Le monete ad un bivio

Pubblicato in

Canio Trione
In questo scenario solo le imprese minori possono salvare l’economia e la finanza

Fuga dal Mezzogiorno

Pubblicato in |

Luigi Triggiani
Questione di soldi, certo, ma anche di consapevolezza della situazione, di strategia e di determinazione nel voler cambiare le cose

Farisaico sarà Lei

Pubblicato in |

Roberta De Siati
Giustissimo impegnarsi sul superamento del gap reddituale ma non basta

Digitalizzazione e Recovery: puntare su un sistema operativo italiano

Pubblicato in

Canio Trione ed Enzo Varricchio
Le aziende di terz’ordine fanno prodotti. Quelle di second’ordine fanno tecnologia. Quelle al top fissano gli standard

G.I.R.A.F.F.A. onlus adotta “Musa e getta”, il progetto che celebra le donne dimenticate dalla storia e ora riscattate dall’oblio

Pubblicato in

A cura della Redazione
G.I.R.A.F.F.A. onlus adotta “Musa e getta”, il progetto che celebra le donne dimenticate dalla storia e ora riscattate dall’oblio

Musa e getta

Pubblicato in

Arianna Ninchi e Silvia Siravo
L’antologia al femminile è il punto di partenza di un progetto crossmediale ambizioso e al passo coi tempi

Se non ci fosse la inventerebbero

Pubblicato in

Canio Trione risponde ad Enzo Varricchio su Ora Legale News. il dibattito prosegue

Per fortuna c’è Meloni

Pubblicato in

Canio Trione
Per fortuna che c’è la Meloni! La sua orgogliosa e solitaria opposizione permette alla maggioranza di esibire un apparente pluralismo parlamentare e quindi possiamo dire di essere ancora in democrazia