Se non ci fosse la inventerebbero

Se non ci fosse la inventerebbero

di Canio Trione (Economista)

Carissimo Avvocato Varricchio,

La ringrazio molto del Suo commento al mio articolo apparso ieri su Ora Legale, che mi permette di chiarire ulteriormente il pensiero espresso in quell’articolo che ha suscitato così tanto interesse.

Nella sua stesura originale avevo posto un sottotitolo che recitava così: “se non ci fosse la inventerebbero”.
Cioè Giorgia Meloni, mantenendosi fuori dal governo “larghissimo” che Draghi ha improvvidamente voluto, ha offerto alle sinistre (ormai il M5S possiamo considerarlo una sinistra a tutti gli effetti e anche Salvini se gli togli la antipatia per gli stranieri e per la UE riesce a immaginare di governare anche con il PD) un assist.

Per assurdo infatti le sinistre avrebbero dovuto creare una opposizione magari, per esempio, facendo uscire LEU dalla maggioranza; tutto ciò allo scopo di rappresentare quella italiana come una vera democrazia e quindi con tanto di opposizione.
Non s’è infatti mai visto un Parlamento democratico senza opposizione e quindi se Giorgia Meloni fosse entrata nel governo ne avrebbero -come detto: per assurdo- inventata una che facesse finta di essere opposizione. Questa è la tesi.

Circa Keynes, lui scrive la General Theory nel ’36 e quindi ben dopo che lo stato era prepotentemente entrato nell’economia in tutte le economie avanzate dell’epoca.
Oggi ognuno lo tira dalla propria parte per nobilitare il desiderio di gestire fette crescenti di danari pubblici anche se tutto serve al nostro sviluppo economico tranne quello; né l’economista britannico poteva preoccuparsi della burocrazia che all’epoca era cosa miserrima.
Oggi invece la invadenza di quest’ultima negli stati come nelle imprese maggiori ripete le patologie che hanno contribuito a distruggere l’Unione Sovietica e, più Indietro nel tempo, l’Impero romano, quello Ottomano e quello cinese cioè tutte quelle realtà che, cresciute in maniera abnorme, sono poi progressivamente implose anche proprio per la ingovernabilità di tali dimensioni; alla stessa maniera oggi lo stato vuole allargare la propria influenza nella vita dei propri cittadini e così facendo sta accelerando la propria fine.

Questo ci porta ad altre questioni ben maggiori del ruolo -di “gregario” del governo o di “garante” della democrazia- svolto oggi dalla Meloni e che ci fanno dire che anche nella ipotesi non peregrina in cui il futuro governo riuscisse in tutto quello che si prefigge (cioè anche nelle cose non dicibili in questa fase perché impopolari) il disastro non si vede come si possa evitare.

Per esempio (ma è solo un esempio tra i tanti possibili tutti gravissimi e complessi): le quotazioni dei titoli di stato -e per conseguenza di tutti gli altri- sono gonfiati volutamente dalla liquidità creata dalla BCE cosa che si è visibilmente autoalimentata rendendo facile accrescere l’indebitamento di stati e grandi corporations.

Come si ferma questa corsa senza far collassare definitivamente la finanza e le banche?

Non lo sa nessuno e neanche super Mario con l’aggravante che se si cerca di sostenere o risanare i conti pubblici con una qualunque operazioni di prelievo si peggiorerà la situazione ad onta del parere dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte.

Lo stesso recovery non è che un ulteriore passo verso la ulteriore espansione della sfera pubblica con i relativi ulteriori debiti, che la Lagarde pretende si paghino sapendo che non saranno onorati mai neanche in parte e che comunque si va verso il peggio!

Che si fa? Non sembra che la maggioranza super allargata lo sappia, né la opposizione; cioè non esiste dialettica tra diverse ricette politiche: quindi la democrazia è solo formale. Ed è quello che Giorgia Meloni sta garantendo.

Ma se il governo fallisce e la opposizione non ha idee alternative v’è solo un futuro ed è infausto.

Image credit: 3D Animation Production Company da Pixabay

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