Canapa, in fumo i pregiudizi

Canapa, in fumo i pregiudizi

di Francesco Mirizzi (Policy advisor Copa – Cogeca in Brussell)

Proprio come accade di soffermarsi a guardare l’albero e non vedere la foresta, per la produzione di canapa, la pianta dietro il fiore viene spesso dimenticata.

La canapa occupa regolarmente i primi posti dell’agenda politica degli Stati membri, come dimostrato dai recenti dibattiti sui negozi di cannabis light.

Purtroppo queste controversie mettono in ombra i numerosi benefici che la canapa senza tetraidrocannabinolo (THC) – conosciuta anche come canapa industriale – potrebbe apportare alla bioeconomia europea.

Con l’arrivo dei nuovi eurodeputati a Bruxelles, è tempo di mandare in fumo luoghi comuni e di proporre una politica ambiziosa, volta a ricostruire l’intero settore della canapa, recuperando una tradizione europea.

L’Europa è attualmente di fronte a un paradosso per quanto riguarda la produzione di canapa industriale.
Questa coltura non è mai stata al centro di un dibattito pubblico così acceso, malgrado la sua produzione sia andata declinando negli ultimi decenni.

La canapa industriale rappresenta una rinomata tradizione europea da secoli, essendo una delle colture da fibra con una crescita fra le più rapide.
Essa ha fornito ai nostri progenitori cibo, corde per le barche, carta per i libri e tessuti per i vestiti.

Abbandonata con l’avvento delle fibre sintetiche, la canapa torna adesso alla ribalta, con applicazioni del tutto nuove, che potrebbero cambiare il modo in cui la percepiamo.

Ecco tre ragioni che spiegano perché questa coltura costituisca un fattore determinante nella transizione ecologica.

La canapa potrebbe aiutare l’Europa a diventare un campione della bioeconomia

Se prendiamo in considerazione i suoi usi tradizionali e quelli più recenti, la canapa potrebbe diventare un valido sostituto dei materiali derivati dal petrolio.

Sebbene venga sempre più spesso utilizzata in molte forme diverse nell’industria edile, il suo uso più frequente è destinato alla realizzazione di componenti non strutturali quali cemento, mattoni, pannelli prefabbricati e isolanti per pareti.

L’impiego tradizionale della canapa per la produzione di carta e specialmente di fibre sta ravvivando l’interesse dei consumatori e dell’industria tessile.

Levi’s ha recentemente annunciato di aver trovato il modo di conferire alla canapa le proprietà di contatto del cotone, il che apre tutta una serie di opportunità per lo sviluppo del settore a breve termine.

La coltivazione della canapa ha una valenza sia agronomica che ambientale

La canapa è facile da coltivare e richiede pochissimi fattori di produzione, che si tratti di acqua o di prodotti fitosanitari.
Inoltre, essa può crescere praticamente ovunque in Europa ed è un pozzo di carbonio ideale: un ettaro di canapa riesce a contenere diverse tonnellate di CO2, mentre i prodotti a base di canapa fissano la CO2 in maniera permanente e possono essere facilmente riciclati.
Essa è anche un’ottima coltura di rotazione ed esercita effetti positivi sul suolo e sulle colture successive.

La canapa arreca benefici sia alla salute animale che a quella umana

I prodotti a base di canapa vengono utilizzati come alimenti tradizionali e sono considerati super food, ovvero alimenti dalle elevate quantità di elementi nutritivi.

I semi di canapa sono infatti eccezionalmente ricchi di due acidi grassi essenziali: l’acido linolenico (omega 6) e l’acido alfa linolenico (omega 3). Recentemente è stato dimostrato che il cannabidiolo (uno dei cannabinoidi maggiormente presenti nella canapa) produce effetti neuroprotettivi.

Inoltre, esperti del settore cosmetico hanno affermato che la pianta possiede qualità antiossidanti e anti-età.
Infine ma non per ultimo, questa coltura viene utilizzata nei mangimi e nelle lettiere per animali, giacché la lettiera di canapa è particolarmente assorbente (3-4 volte il proprio peso in acqua).

In tale contesto, occorre chiaramente comprendere meglio questo settore, per poter sviluppare ulteriormente la produzione.
Ciò è possibile innanzitutto tramite un riconoscimento politico.

Per questo, una normativa europea chiara e coerente permetterebbe di rassicurare gli operatori (e i consumatori), imprimendo un orientamento all’intero settore.
Occorre cominciare dalle basi: bisogna fissare norme di commercializzazione e limiti chiari (rispetto al THC, ad esempio), fornire definizioni, e cosa più importante, sviluppare una visione a lungo termine.

Quando i nuovi eurodeputati cominceranno a discutere della futura Politica Agricola Comune (PAC) – uno dei primissimi dossier sulle loro scrivanie – dovranno dare maggior attenzione al potenziale della canapa priva di THC in questa politica fondamentale dell’UE.

La PAC dovrebbe riconoscere i benefici ambientali della canapa

Il suo impiego nell’avvicendamento delle colture dovrebbe essere incoraggiato, garantendo pagamenti aggiuntivi per le colture che forniscono notevoli benefici ambientali.

Nel contempo, bisogna definire strategie a livello europeo e nazionale, da abbinare al sostegno finanziario.
Alcune possibilità sono già state profilate.
La Commissione, nelle proposte avanzate sulla PAC, ha previsto di includere la canapa nell’elenco dei settori che potrebbero beneficiare di misure di sviluppo specifiche nell’ambito dei piani strategici nazionali (quali investimenti, gestione del rischio, innovazione, ecc.).

Nel 2017, le superfici investite a canapa priva di THC in Europa sono aumentate del 62% rispetto all’anno precedente, nonostante la diffusa incertezza giuridica.
Non disponiamo ancora dei dati per il 2018, ma è molto probabile vi sia stato un ulteriore aumento, dal momento che il mercato globale sta crescendo e dovrebbe rappresentare 130 miliardi di dollari nel 2029.

Per gli agricoltori si presenteranno notevoli opportunità se la domanda di prodotti a base di canapa continuerà ad aumentare e il mercato europeo adotterà un approccio finalmente armonizzato.
Nelle zone rurali potrebbero essere creati nuovi posti di lavoro, in grado di attrarre le nuove generazioni, e si potrebbe riportare al suo antico splendore un’intera catena di approvvigionamento, con un tocco di innovazione.

Il settore della canapa priva di THC merita maggior considerazione.
Si tratta di un chiaro esempio di soluzione ottimale tanto per gli agricoltori e i consumatori, quanto per l’ambiente.
Adesso spetta agli eurodeputati trasformare il “sogno” in realtà.

Pic.: AnnaER da Pixabay

Un commento a margine della sentenza n. 30475/2019 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione:
http://www.giurisprudenzapenale.com/2019/07/14/osservazioni-a-prima-lettura-sulla-sentenza-delle-sezioni-unite-sulla-rilevanza-penale-della-commercializzazione-di-prodotti-derivati-dalla-cannabis-sativa-light/

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