I LAVORATORI – il lavoro
di Massimo Corrado Di Florio
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
“...il Ministro del Lavoro dopo aver sentito la Commissione di giuristi e di esperti di relazioni industriali nominata allo scopo, convocò il 5 e 6 marzo 1969 le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, per sentire le loro opinioni in ordine ad una iniziativa legislativa diretta a porre in essere norme di salvaguardia della libertà, sicurezza e dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro...” (“testo integrale della relazione al Disegno di Legge presentato nel giugno 1969 dal ministro del Lavoro Giacomo Brodolini con il titolo Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro. Il testo definitivo venne licenziato l’anno successivo, diventando la Legge 20 maggio 1970, n. 300. L’impianto originale venne in parte modificato nel corso del dibattito parlamentare. I riferimenti della relazione non corrispondono perciò pienamente al testo in vigore.” tratto da: Istituto De Gasperi – Bologna -documentazione-)
.http://www.istitutodegasperi-emilia-romagna.it/pdf/callout2_relazione.pdf
A distanza di 50anni è necessario ricordare, e mai dimenticare, che qui si parla di rispetto verso la libertà e la dignità umana all’interno dei luoghi di lavoro. Talvolta, scimmiottando princìpi a noi estranei s’è persa questa bussola; altre volte, forse anche troppe, si è pensato di rincorrere la libertà e la dignità umana facendo appello a oscuri termini di lingua inglese.
Restiamo ancorati ad un dato certo. Noi sì. E ricordiamo la fatica che altri, prima noi, hanno affrontato per difendere valori che qualcuno vuole superati o dimenticati. È per questo che la democrazia di una Repubblica si fonda sul lavoro.
Mentre scrivo queste poche righe, cerco di mettere ordine in un ginepraio senza fine. Il flagello dei flagelli, la madre distratta di tutte le letture, la matrigna di ogni possibile interpretazione: la iper produzione normativa recente, anzi recentissima. In meno di un trimestre una quantità gigantesca di norme, articoli, commi, richiami e chi più ne ha, più ne metta. una vera devastazione. Un universo composito e opaco. Un mettere in fila il bi e il ba.
Bello, invece oggi, ricordare che il nostro legislatore del 1970, anche in occasione della relazione al disegno di legge sullo Statuto dei Lavoratori, si preoccupava di non eccedere in questa forma di produzione normativa: “…Il disegno di legge che viene presentato al parlamento è stato elaborato tenendo conto rigorosamente dell’esigenza di non sovrabbondare in formulazioni normative cui non ne si accompagni un adeguato apparato sanzionatorio…” (doc. cit. ).
La L. nr. 300 del 20 maggio 1970: quarantuno articoli in tutto.
Ultimo D.L., il nr. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. rilancio): duecentosessantasei articoli.
Materie diverse, periodi diversi. Sì, certo. Aggiungerei, tuttavia, teste diverse, scuole diverse, esperti diversi, competenze totalmente diverse. Diversità senza tema di smentite.
Oggi, ad esempio, siamo qui ancora ad attendere decreti attuativi, una sotto-specie di enzimi catalizzatori di “accensione” delle norme. In mancanza, tutto, o quasi, resta come prima.
Ieri, il nostro caro Statuto dei Lavoratori segnò un’epoca e nulla restò come prima.
Viva le Libertà. Sempre.
Image credit: https://giovannicerchia.files.wordpress.com/2014/05/stat.jpg
Ora Legale News ha dedicato al cinquantenario dello Statuto dei lavoratori il numero di Febbraio dal titolo “Al lavoro!“
https://www.oralegalenews.it/category/magazine/16-febbraio-2020/
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