LA BULIMIA, LA “PRESENTIFICAZIONE” DEL FUTURO E LA “NIENTIFICAZIONE” DEL TUTTO
Occorrerebbe muoversi con pazienza e senza quella antipatica fretta del “faccio cose, vedo gente”. È da un po’ che avverto la fastidiosa sensazione di essere circondato da questa spinta bulimica socio/cultural/relazionale. Come se il tempo non ci bastasse mai del tutto, nemmeno quello che, alla fine di una qualsivoglia tormentata contesa, ci avanza. Il tempo che avanza, poi, è tormentoso di suo. È esattamente quello che ci fa sempre dire “…vabbè, e adesso? ” . Che poi starebbe a significare “…vabbè, e adesso che diavolo faccio? ”. È un percorso senza fine poiché anche in quel precisissimo istante ecco che si manifesta la “presentificazione” del futuro che, così indirizzato, viene sconfitto per sempre. In questa “nientificazione” del tutto non si conserva proprio nulla. È tutta una finzione? È stato così? Passato e futuro uniti da un eterno e bulimico presente. Ma che stiamo facendo? Probabilmente, coerentemente con questa imperante “nientificazione”, proprio nulla. E tutto l’impegno di prima? Le promesse? I programmi, sia pure incerti? Tutto finito. Ma come? Anche le poderose e fantastiche promesse un po’ gialle e un po’ verdi? Ma certo che sì, perfino quelle! Certe miscele poi, cromaticamente parlando, dànno come risultato finale un colore tipo verde-giallognolo. Mo’ non per fare il sofisticato a tutti i costi ma il verde-giallognolo mi ricorda una “deiezione” non propriamente gradevole (quanto alle cause e quanto al risultato finale). Vabbè, dai, ci sta che, per magia, ancora una volta, si possa uscire fuori dal tunnel. TAV docet. Il Conte conta! Il Grillo parla. Siam tutti Salvi?….ni… . Se tutto dovesse andar storto, un kit di sopravvivenza non ce lo toglie nessuno. Tuttavia, nemmeno la “Razione K” puo’ salvarci.
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