Storie dal 41 bis
di Maria Brucale (Avvocata in Roma)
Il male negli occhi di chi guarda…
Simone vorrebbe mandare una cartolina a sua moglie ma da un po’ non sono disponibili allo spaccio interno al carcere. Così Marco si offre di dargliene una delle sue.
Sono nello stesso gruppo, autorizzati a incontrarsi, la Consulta ha ammesso il passaggio di piccoli oggetti tra loro.
Simone chiede comunque il permesso all’agente di turno. Chiede se deve essere autorizzato espressamente. L’agente dice che non è necessario.
Una cartolina con il mare e due delfini. Tu e io c’è scritto.
Così Simone scrive alla moglie, poche parole per evocare un tempo ormai sparito, quello degli abbracci (non ci si tocca mai più al 41 bis) e del mare.
La cartolina viene con cura riposta in una busta e consegnata per essere spedita.
La busta è aperta perché l’ufficio censura possa controllarla e vistarla.
Viene, però, intercettata da un altro agente, che va da Simone sventolando la cartolina e, schernendolo per l’immagine, gli contesta che non l’ha acquistata e che non se ne comprende la provenienza.
Prontamente il compagno di sventura fa presente di avergliela data ma non basta.
La cartolina viene trattenuta e Simone segnalato per una sanzione disciplinare.
Le parole di Simone, il tempo sparito degli abbracci, i delfini, il mare, la memoria sono rotti e violati da chi non aveva il diritto di entrare in quel piccolissimo spazio di respiro dell’anima, di vita, di libertà.
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