L’indomito scorpione e l’allocca rana (corsi e ricorsi)
Assistiamo, oggi, al susseguirsi di eventi tutti già scritti. Becere programmazioni a tavolino. La storia è nota. Quello si lamenta perché non sa nuotare e, in qualche modo, deve arrivare dall’altra parte del fiumiciattolo. Poca roba da attraversare direte voi. Vabbè ma se non sapete nuotare che fate? Affogate da soli? Ma no! C’è sempre un allocco che si fa convincere. La rana, per l’appunto. Ma dài che non ti pungo! Fossi scemo! Se poi certe cose vengono dette di persona, perché mai dubitare della buona fede. La rana lo guarda negli occhi e, alla fine, accetta. Non pensa minimamente che quello è un maestro nella presa per i fondelli, disposto perfino a rischiare di crepare, chi se ne frega. La dignità è soltanto uno stato mentale che si adatta alla bisogna. La rana, allocca, accetta. In fondo possiede un animo generoso. Mica può immaginare che quello, lo scorpione, tradirà la promessa fatta. Roba da pazzi. La storia, come detto, è nota: affogheranno entrambi durante il periglioso attraversamento. Due disgraziati da niente. Sia che si tratti di amicizie o patti indissolubili scritti col sangue, sia che si tratti di dichiarate profonde scelte ideologiche, non lasciatevi ingannare. Alla fine di questa giostra, ci sarà sempre qualcuno che infila, alle spalle del traghettatore di turno, un pungiglione avvelenato. D’altronde, che v’aspettate da uno che si chiama scorpione. Non fa forse rima con …….. (Orione, dite?). Contate il numero dei puntini. Ma quando la smetterete di trattarci da deficienti? Fate la pace con voi stessi.
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