Bari, “smart destination” della pace
di Ettore Ruggiero (Esperto di progettazione e management dei sistemi turistici e culturali)
Nell’era post Covid, se volessimo mettere in pratica qualche buona intenzione, si dovrebbero stringere i tempi e dare una vigorosa accelerata ai progetti di “smart city” e “smart tourism destination”, capaci di promuovere e creare benessere per tutti.
Di “città intelligente”, si parla da anni, ma spesso il termine è utilizzato in modo vago o improprio, a volte con un focus esclusivamente tecnologico o a volte con un approccio addirittura fantascientifico e comunque, in genere, nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori.
L’approccio “olistico” delle smart city potrebbe invece veramente cambiare il volto della nostra città, coinvolgere i cittadini e le comunità locali e favorire un processo di marketing territoriale che inevitabilmente ha in San Nicola l’elemento identitario e distintivo e, cosa affatto trascurabile, di valenza planetaria.
In questo momento di grande crisi e incertezza che caratterizza il fenomeno turistico, pensare al futuro e costruire a Bari un’offerta turistica vincente per il futuro vuol dire allargare la visione della “smart city” e ragionare in termini di “destinazione turistica intelligente” (smart tourist destination), realizzando progetti con caratteristiche ben precise, come già si sta facendo in altre città europee.
Le iniziative per l’edificazione di una statua in onore di San Nicola di Myra, il riconoscimento UNESCO del valore di patrimonio materiale dell’umanità per la basilica nicolaiana in Bari e di patrimonio immateriale UNESCO per la festa della traslazione delle sacre spoglie da Myra a Bari nel 1087, la creazione di un parco tematico di “Hagios Nikolaos – San Nicola – Santa Claus”, possono trovare piena realizzazione e successo nel solco di questa scelta strategica.
Non molti sanno che Bari sin dal 2010 fa parte del progetto “European Smart Cities” che premia le città europee di media grandezza più virtuose nel campo dello sviluppo sostenibile. L’obiettivo è mettere in rete conoscenze e realizzare progetti per migliorare la qualità di vita e di lavoro dei cittadini rendendo la città più intelligente, ovvero più smart.
Il percorso si compone di azioni già intraprese e di interventi nuovi che mirano a rendere Bari hub della rete infrastrutturale regionale, città della cultura mediterranea, città inclusiva, città della creatività e dell’innovazione, città smart.
L’ intento è quello di creare quell’innovazione che genera benefici per cittadini e imprese. Per i primi si tratta di elevare la qualità della vita, per le aziende di accrescere la competitività.
Infatti, la smart city è la città cosiddetta 4.0, che gestisce le risorse in modo economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini.
È, insomma, una città intelligente, che sa stare al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale, dove si perseguono obiettivi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.
Smart city significa ad esempio connessioni wi-fi nei luoghi più disparati, sviluppare infrastrutture “intelligenti”, città in cui gli oggetti si scambiano informazioni tra loro ( la rivoluzione di internet delle cose), si producono alimenti in maniera innovativa, si pratica la mobilità sostenibile, si moltiplicano spazi sociali e culturali, si sviluppano reti e sensori che generano una grande quantità di dati i quali potrebbero sia alimentare servizi più evoluti ed in tempo reale, sia permettere alle amministrazioni una gestione sempre più efficiente.
La strada è stata intrapresa ed il cammino, come per molte città italiane è ancora lungo.
Il concetto di “Smart destination” ovvero una destinazione turistica “intelligente”, nel concreto, rimane in Italia ancora prevalentemente teorico.
Qualcosa pare, finalmente, muoversi a livello di Destination Management di cui si parla ormai da qualche anno.
Ma, per approcciare al meglio la problematica, sarebbe quanto mai auspicabile la creazione di una nuova cultura dell’ospitalità tra i cittadini, gli operatori della filiera turistica gli enti locali.
Il concetto di “destinazione turistica intelligente” si è sviluppato parallelamente alla nascita del turismo digitale, grazie anche agli enormi progressi in ambito tecnologico che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere e comunicare negli ultimi due decenni.
Bari, in questa nuova ottica, potrebbe affermare la sua presenza sullo scenario nazionale ed internazionale, aggregare la comunità attorno a una sfida ambiziosa destinata a coinvolgere l’intera città metropolitana, attraverso il suo patrimonio di centri storici di pregio, spazi museali di valore, chiese e chiostri, filiere enogastronomiche, festival di musica, letteratura e teatro.
Proporsi come una nuova destinazione culturale e turistica centrata su innovazione, riscoperta del mare, valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale, recupero e valorizzazione di spazi culturali e partecipazione.
È ormai un dato acquisito che, laddove si è lavorato per la creazione di città intelligenti nei quali si è favorita la disponibilità di tecnologie, la sostenibilità, l’innovazione o l’accessibilità, non solo si è migliorata la qualità della vita degli abitanti. Si è creato anche un elemento differenziale determinante nella fase cosiddetta di “anticipazione” in cui il turista decide la meta di destinazione, organizza e pianifica la sua scelta dove è interessante andare e cosa si può fare.
Tale dinamica sta già diventando realtà in alcune città medio piccole, ad esempio della Spagna, dove già da qualche anno giovani, cittadini, imprese, enti locali lavorano insieme per diventare destinazioni turistiche intelligenti.
Un percorso che, con l’utilizzo le più moderne tecnologie cerca di realizzare e mettere a sistema servizi culturali, socio-sanitari, educativi, di intermodalità, di tutela ambientale, di comunicazione e promo-commercializzazione.
E ciò riconvertendo imprese esistenti, avviandone di nuove, creando posti di lavoro e nuove professionalità.
Questo modo di fare turismo sta diventando estremamente interessante, sia per i luoghi che vogliono esplorare questo settore come un modo di generare ricchezza (nuove destinazioni, come Bari) sia per coloro che hanno già un’industria turistica consolidata, come Roma, Firenze, Venezia o Milano.
Anche a Bari oggi si potrebbe ragionare in termini di sistema turistico locale, migliorare la destinazione, renderla più “smart”, ovvero sostenibile e adattabile ai bisogni e ai gusti dei turisti che possono, in questo modo, personalizzare ulteriormente la loro esperienza.
Il risultato sarà una “tourist satisfaction” più elevata e un miglioramento in termini di efficienza e sostenibilità della destinazione stessa.
Il turismo intelligente, la “smart city”, può non essere solo una moda passeggera, piuttosto il futuro di un settore e di una città più vivibile.
Il percorso per diventare una città, una destinazione turistica intelligente potrebbe esaltare il patrimonio materiale ed immateriale della città e renderlo conosciuto e fruibile dai milioni di turisti che torneranno a viaggiare.
Un nuovo humus “turistico”, improntato sui paradigmi della sostenibilità e della tecnologia, della condivisione del patrimonio culturale, potrebbe rivelarsi uno degli elementi chiave per rilanciare una città intera che, come il nostro paese, soffre ancora troppo in termini sociali ed economici, prigioniera di vecchie abitudini, individualismi e pensieri corti.
Image credit: Basilica di San Nicola, Enzo Varricchio, 2016
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