Consapevole presente
di Paola Perchinunno (Avvocata in Bari e counselor)
Il futuro è la consapevolezza del presente.
Può sembrare un ossimoro e, perciò, chiarisco il temine abusato di “consapevolezza”.
La consapevolezza è un termine tecnico della psicologia moderna e si riferisce alla conoscenza di Sé, quella particolare conoscenza che viene definita “presenza” tanta è la concentrazione e l’attenzione che ciascuno o ciascuna ha su di sé, con tutto se stesso e con tutta se stessa.
Tale tipo di focus sul proprio Io interiore ed esteriore viene attivato in un determinato momento, in quel momento che viene definito “qui e ora”.
Dunque, “consapevolezza” è l’osservazione di sé come fosse una telecamera estranea e lontana, in grado di fornirmi la visione esatta di ciò che penso o faccio in un momento attuale. Più specificatamente, significa che ho imparato ad osservarmi così bene e così intimamente e mi rivedo da terzo estraneo, obiettivo. In questo particolare stato, conosco e riconosco il mio carattere, i miei limiti e i miei pregi, le mie attitudini e le mie debolezze, le mie passioni e i miei interessi.
La logica conseguenza è che l’attenta e attenzionata conoscenza di sé permette di scegliere il meglio per sé.
Conoscenza, presenza, scelta.
Il presente viene, quindi, vissuto in uno stato di intensa interiorizzazione che permette di assumere una scelta responsabilmente. Scelgo l’indirizzo umanistico piuttosto che quello scientifico, scelgo il matrimonio piuttosto che la convivenza, il viaggio in Italia o all’estero per spingerci verso lo stato spirituale più intimo che ci permette di scegliere la frustrazione come un momento della vita piuttosto che subire la frustrazione manifestandoci all’esterno come vittime di una vita subita.
La consapevolezza è, dunque, anche responsabilità.
Responsabilità di comprendere ciò che sono, ciò che sento e di metterlo in combinato con ciò che vivo e, infine, di scegliere ciò che è meglio per me.
Il carattere/personalità determina eventi come l’innamoramento e la separazione, il sovraindebitamento e la ricchezza, una professione brillante o una frustrazione, un inutile allontamento o un’amicizia da proteggere.
Se sono riuscita a farmi comprendere, è agevole seguire il percorso fino alla “responsabilità” che è quella particolare scelta assertiva che esula dal concetto di “giusto o sbagliato”, e si rinnova costantemente sul bisogno che riesco a guardare e a soddisfare, qualunque esso sia.
Una scelta consapevole e responsabile, necessariamente porta a un Futuro.
Tutti gli insegnamenti e i formatori di leardership, coaching ecc. si moltiplicano perché manca tale conoscenza nella parte adolescenziale, cioè quando poniamo in essere le “scelte” ma senza consapevolezza (non per tutti, ma per tutti sul piano umano).
Ciò a causa del nostro sistema scolastico e socio-educativo che non ci offre basi adeguate durante il percorso nella scuola cosiddetta “dell’obbligo”. Occorrerebbe una società evoluta per inserire l’insegnamento della psicologia e insegnanti formati all’intelligenza emotiva in questa fase della formazione.
Invece, adesso possiamo imparare solo da adulti, quando i danni li abbiamo già fatti, a noi stessi in primis e scegliamo di intraprendere un percorso di psicoterapia ex post, per riparare e cercare di guardare quella ferita emotiva e quell’attaccamento che ha costituito il nostro carattere, la nostra personalità. Un percorso per coraggiosi viaggiatori.
Provo ad immaginare cosa potrebbe essere un popolo di viaggiatori consapevoli che sceglie di costruire, di guardare avanti, di essere responsabile, di fare il meglio per sé…
Un soggetto così è necessariamente positivo, necessariamente mira al bene per sé e, di conseguenza, per gli altri perché rispetta Sé e rispetta anche gli altri.
Altro che Futuro!
Credits: Nicolas Lavarenne, Le grand défi – Antibes
Di Paola Perchinunno, su Ora Legale News
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