San Nicola Universal
di Enzo Varricchio*
Si fa un gran parlare di cittadinanza attiva, di partecipazione dal basso, di terzo settore e di sussidiarietà. A Bari stiamo sperimentando un metodo di azione civica auspicato dalla nostra Costituzione e dalla normativa amministrativa.
Abbiamo pensato di costruire una statua monumentale (70 metri di altezza per 20 di base) e altamente ecotecnologica in onore di San Nicola patrono della nostra città, le cui reliquie ospitiamo dal lontanissimo 9 maggio 1087, allorquando un manipolo di ardimentosi marinai baresi le rubò ai turchi e le traslò nel capoluogo pugliese che, da quel preciso momento, divenne la “città di San Nicola” nel mondo. Da sempre celebriamo quel giorno con una festa che costituisce un grande patrimonio culturale immateriale di tradizioni, usi e costumi. In questo caso è un gruppo di privati professionisti e accademici illustri che intende guardare oltre la pandemia e regalare alla Città un progetto di marketing territoriale alquanto articolato e ambizioso, sempre che le Istituzioni cittadine decidano di avvalersene.




Il progetto non comporterà alcun onere a carico della collettività e sarà finanziato attraverso il crowdfunding internazionale attraverso la vendita all’asta di targhe da apporre sul basamento della statua con il nome dell’acquirente – come i banchi delle chiese con i nomi delle famiglie che le donano – che ne diventerà proprietario a tutti gli effetti con possibilità di venderla, noleggiarla, trasferirla in eredità.
Neanche a dirlo, il progetto ha destato entusiastici consensi ma anche critiche feroci da parte di atei e agnostici, nonché di coloro che paventano un attentato ambientale o un’eccessiva commercializzazione del Santo. Nel corso della storia, ogni grande opera ha scatenato contrasti ma, come nel caso della Tour Eiffel e della Statua della libertà, i pro sono decisamente maggiori dei contro.
Innanzitutto, San Nicola è il Santo più venerato della Cristianità, sia nella chiesa ortodossa che in quella cattolica. E’ una figura presente in ben 100 Stati del mondo e può contare su di un seguito di circa un miliardo di fedeli. Invocato“dalle Alpi alle Ande, dal Manzanarre al Reno”, è più famoso di Greta Thunberg e, in quanto a popolarità, può competere con Topolino.

San Nicola non è solo il simbolo identitario barese più famoso al mondo ma è patrono di Russia e di Grecia, delle città di Amsterdam, Instanbul e New York, di innumerevoli altre località; protegge i marinai, i giudici e gli avvocati, le ragazze in cerca di marito ma, soprattutto, i fanciulli. I bambini… San Nicola è anche Santa Claus il portatore di doni, l’antesignano (o alter ego?) di Father Christmas/Babbo Natale, icona del consumismo internazionale. Natale, regali, bambini, divertimento, felicità. Potenti attrattori turistici da par loro, che già hanno fatto la fortuna di cittadine altrimenti poco note come Rovaniemi in Lapponia o Rothenburg in Germania.

San Nicola è per Bari ciò che Gaudì è per Barcellona o Gandhi è per l’India. Un grande simbolo identitario e al contempo di pace universale, essendo stimato da tutte le culture.
E’ anche un notevole volano turistico economico per tutta la Puglia (nella regione ci sono 14 comuni sotto il patronato del Santo).
San Nicola come il Cristo di Rio de Janeiro, con una statua colossale che svetta per accogliere pellegrini e turisti; come la Statua della Libertà, custode dei valori primari della comunità in una nuova Europa più mediterranea; come il Buddha Zhōngyuán in Cina, stupefacente richiamo spirituale contro ogni forma di guerra e di violenza.

Bari, centro della Puglia, regione tra le più belle del pianeta, con la meravigliosa basilica romanica che custodisce la tomba del Santo nel contesto incantevole del borgo medievale, è una città in continua e rapida trasformazione, città di teatri, di mare e di frontiera, designata da Papa Francesco come capitale mediterranea dell’ecumenismo e della pace in nome di San Nicola.
Bari come Bilbao. che nel 1997, grazie al Guggenheim Museum dell’archistar Frank O. Gehry, ha cambiato il suo destino, proiettandosi nell’empireo delle mete turistiche europee grazie a un progetto di rivitalizzazione urbana intrapreso dall’amministrazione pubblica.

La statua sarà proposta alla collettività, nel rispetto delle leggi e dell’iter amministrativo, per iniziativa dell’Associazione “Una statua per San Nicola”, presieduta dall’avvocata Anna Losurdo, e sarà a costo zero per la collettività, con i proventi della vendita delle targhe apposte sul suo basamento.
L’associazione ha lanciato anche una petizione cartacea e via web. I materiali prescelti saranno prevalentemente pugliesi ed ecologici.
Immaginiamo già la posa della prima pietra della statua di San Nicola per la Pace come un evento mediatico internazionale. Dopo la statua, chiederemo il riconoscimento UNESCO per la basilica di San Nicola e costruiremo il parco tematico di Santa Claus/Father Christmas. Ci saranno più appalti per le imprese e aumento dell’occupazione.
Dobbiamo ripensare le nostre città con idee che vengano dai cittadini e che siano per i cittadini, che generino uno sviluppo autogeno e non ricadano nella solita logica assistenzialistica del finanziamento pubblico. E’ questa la grande sfida post Covid che Bari e la Puglia tutta si accingono a lanciare.

* Ideatore del progetto “Una statua per San Nicola” e Coordinatore del Comitato tecnico scientifico per la realizzazione di una statua monumentale di San Nicola a Bari

La foto di copertina è opera dell’artista Pino Verrastro (Bari, 2020).
Articoli di Enzo Varricchio su Ora Legale News
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