BARI, 110 anni senza fine
AVANTI BARI, NOI CI CREDIAMO
di Nicola Dammacco
Il 16 luglio 2018 a molti, tanti, troppi baresi è stato tolto un pezzo di anima, un pezzo di cuore.
Anima e cuori biancorossi!
Il 16 luglio 2018 i baresi biancorossi hanno forse trascorso la giornata calcistica più brutta che potessero vivere.
In realtà, il termine “calcistica” potrebbe risultare riduttivo, perché per i baresi il BARI non è una semplice squadra di calcio, non è una partita vista il sabato, è molto di più.
È quel pensiero continuo che ti accompagna ogni mattina fino alla partita, è quel credo che ti tiene attaccato al cellulare o alla tv per vedere programmi sportivi, per scoprire chi ha comprato durante il calciomercato.
Per il barese BARI è vita.
È la fidanzata o il fidanzato, la moglie o il marito, la figlia, il figlio che ti accompagnerenno nel percorso della tua vita, perché qualsiasi cosa succeda nella tua giornata avrai sempre un posto, un momento per pensare a LUI e vivere quel frangente solo con LUI.
Il BARI è rito, gioia, dolore. Il Bari è la birra con gli amici, prima, durante e dopo la partita, il panino, i frutti di mare portati anche in trasferta con il ghiaccio.
Il BARI è un modo di vivere che chi non è di Bari e barese non può capire e non capirà mai.
Bene, tutto questo ci è stato tolto!
Ci è stato tolto da logiche che hanno calpestato un amore, una passione e un modo di vivere.
Da due personaggi che avevano visto nel Bari una cassa piena di soldi da riscuotere, mettendo da parte tutto quello che la squadra Bari comporta.
Un comportamento volto ad arricchirsi sulla pelle di quei tifosi che per amore del Bari sono stati sempre presenti, nonostante i risultati non esaltanti.
Quei tifosi che hanno sempre risposto presente abbonandosi e comprando il singolo biglietto per stare su quei gradoni, ormai trasandati e abbandonati, ma sempre ricchi di amore per una maglia, per incitare e spingere quella squadra con tutte le emozioni che solo lei può dare e trasmettere.
Una truffa che è volta a rendere macerie tutto quanto per cui i tifosi erano ormai abituati a vivere.
Ci hanno tolto tanto forse troppo, ma sicuramente non ci hanno tolto e mai ci toglieranno quell’amore e quella passione che ci vedrà accanto alla squadra in qualsiasi categoria essa sarà.
Da questo momento mi piace pensare che il 16 luglio 2018 non sia stato il giorno della fine, ma il giorno del nuovo inizio.
Un nuovo inizio che si spera possa essere rappresentato da gente seria, che abbia voglia di fare calcio in maniera programmata e sensata senza avventurarsi in giochi economici che porterebbero ad una nuova fine.
Un progetto serio e chiaro da portare avanti tutti insieme.
Un progetto a lungo termine che porti i tifosi ad immedesimarsi nuovamente in quei colori e quella maglia che ormai hanno stampati sopra e dentro il loro cuore.
Basterebbe un pò di programmazione e sincerità perché il tifoso barese tornasse ad ascoltare e ad aspettare i tempi che ci vorranno, purché tutto questo sia fatto con amore e passione con l’unico obiettivo di ridare al Bari e alla città tutto quello che merita.
Abbiamo tutti quanti ancora negli occhi, che oggi sono pieni di lacrime, le immagini della promozione con Conte e della prima stagione in serie A con Ventura.
Anni in cui i tifosi baresi riempivano le curve degli stadi di tutta Italia senza creare disordini e casini. Anni in cui nella curva dell’Olimpico contro la Roma i baresi erano 10000 e tutti parlavano di quei tifosi.
I biancorossi vogliono rivivere quei momenti e sono disposti ad aspettare il tempo che ci vorrà, ma hanno fame di quei momenti.
La speranza adesso è che il Sindaco, Antonio Decaro, possa scegliere il progetto migliore per la squadra simbolo di una città che vive di pane e calcio, capace di riempire di amore e passione non solo il team, ma tutto quello che ne comporta e ne gravita attorno.
Con le lacrime che ancora scorrono e con il cuore a pezzi, facciamoci forza e pensiamo che sia l’inizio di una nuova vita che ci vedrà protagonisti più di quanto non lo siamo già stati.
Il Bari è patrimonio del calcio non solo barese ma di tutto il mondo calcistico italiano ed è per questo che la nostra voce deve giungere a quelle persone che vorranno veramente investire per il BARI. Voce che dovrebbe soprattutto giungere alla politica “pallonara” italiana. Dovete essere vicini al Bari, senza abbandonarlo al proprio destino.
Avanti Bari….. noi ci saremo sempre!
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