L – Lei o …. Voi?
Pongo all’attenzione dei gentili lettori una mia personale e come tale, opinabile, riflessione circa il pronome “Lei” che usiamo gli uni con gli altri. E’ veramente singolare l’uso del pronome personale complemento per rivolgerci a chi ha compiuto, compie o dovrà compiere un’azione, verso il quale va invece usato il pronome personale soggetto “Egli”, Ella” o “Esso”.
Ed é ancora più singolare che noi italiani siamo, se non gli unici, tra i pochi al mondo, ad usarlo: per esempio i francesi usano proprio il “voi” e gli anglofoni il “tu”.
La forma della terza persona rinviene dal rispetto che si dava a chi usava solitamente il “plurale maiestatis” (Re, Nobili o Titolati in genere), cioé il “noi” e, conseguentemente, gli si rivolgeva col “voi”. Da qui poi, il “Voi” s’é usato verso le persone cui si doveva rispetto: nella fine ‘800 ed anche i primi anni del ‘900, addirittura anche verso i propri genitori.
Da “voi” a “Vostra Signoria” il passo é breve, soprattutto nel periodo medievale, e da questa a “Sua Signoria” altrettanto.
Il “Sua Signoria” ci porta, indi, dritti dritti, nelle braccia della terza persona singolare che, trattandosi di genere femminile, non poteva e non può essere altro che “Ella”.
E qui “casca l’asino” (appunto) perché in un modo o in un altro ci siamo trovati a darci del “Lei”, che credo sia la forma più errata dal punto di vista grammaticale.
Ma, attenzione, anche “Ella”, per quanto con una sua logica giustificativa per il riferimento alla “Sua Signoria” e in un certo senso adeguato per essere “soggetto”, non ha il fondamento sostanziale che può avere ed ha il “Voi”, che invece ha una sua ragione d’essere in quanto unico, originale e solo corrispettivo del plurale maiestatis “Noi” .
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