istruzioni dall’Istruzione
Sbullonati, fuori dai cardini, privi di prospettiva come un dipinto senza alcun rispetto per la profondità di campo, linee disegnate a casaccio e colori improbabili. L’ossessione perversa per la deresponsabilizzazione, insieme con una ossimorica decentralizzazione centripeta, hanno finito col creare l’ennesimo mostro.
“Azzo…” mi verrebbe da dire, attribuendo al nome contratto della ministra di turno la valenza di una sorta di invocazione/imprecazione. L’una e l’altra, perse nel vuoto pneumatico che, ovviamente, circonda, pur senza alcuna materia oscura e/o neutrini di raro passaggio, l’azione governativa.
L’Istruzione che dà istruzioni ai Presidi (rectius, Dirigenti scolastici) chiamati a regolamentare le riaperture delle nostre scuole. La delega, panacea universale dei nostri politici appiattiti sul consenso, strumento vecchio come il cucco per eventualmente mettere all’indice i poveri disgraziati che saranno costretti a inventare regole nella totale assenza di qualsivoglia piano.
Ancora una volta siamo al gioco delle regole. Il nostro ministro della giustizia (oramai senza grazia da tempo) ci aveva già abituati a tanto. La delega, già. Decine di provvedimenti emanati dai capi degli uffici giudiziari sparsi sul territorio nell’assenza totale di un disegno organico su come riorganizzare la Giustizia italiana. Tribunali ancora fermi o, al più, a scartamento ridotto.
Viva l’Italia. Povera Italia
p.s.: Panacea era la dea della guarigione universale. Pandemia è il male che ci ha rivelato l’insipienza delle vuote promesse. Amarezza è la sensazione che mi pervade insieme con la Disillusione.
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