mi ami? ma quanto mi ami?

mi ami? ma quanto mi ami?

Due domande secche che non contemplano un tempo di reazione poiché la reazione stessa annienterebbe il senso stesso della prima domanda. Perciò, manicheismi a parte, o si tratta di un “” senza fronzoli, ovvero di un “no” senza ripensamento alcuno. Il “ni” è pericoloso, nocivo, inutile. In realtà, la seconda domanda non può che essere un mero approfondimento della prima. Come già scritto qualche pillola fa (e il tempo che passa lo si può misurare anche in pillole se ci piace), pur se ammettessimo la totale inesistenza dell’amore, in ogni caso e in ogni luogo, quei DUE continuerebbero ad esistere. La profondità del loro legame è talmente tanto evidente che nessun mese di agosto e nessuna crisi potrà mai annientare questo legame. Ulisse e Penelope (mo’ non so bene chi tra i DUE sia l’uno oppure l’altra). Le questioni di genere sono irrilevanti. I Proci sono avvisati. Se proprio non gradite Odisseo e Signora, potrei ricordare Achille e Patroclo, fine tragica in disparte. Ma che nessuno faccia i conti senza l’oste. E che nessuno si azzardi a immaginare rovinose e definitive cadute. Posso concedere qualche lieve flessione. È fisiologica. Ci sta. Qualcuno verrà sacrificato per la causa e qualcun altro rimarrà in piedi. I nostri DUE si ameranno per sempre. Rassegnatevi. Con amore ma rassegnatevi. La loro Storia è già storia. Da mo’…

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