Provvedimenti
(ai tempi del virus)
Leggo l’ordinanza nr. 35 del 19/4/2020, adottata dal Presidente della Regione Campania, Dott. Vincenzo De Luca: “…nel Comune di Saviano (NA) è stato svolto, tra l’altro in violazione del divieto, sancito dal DPCM 10 aprile 2020, di assembramenti e riunioni e di svolgimento di eventi, manifestazioni e cerimonie, un corteo funebre che ha attraversato il territorio comunale con la partecipazione di centinaia di persone assembrate lungo le strade e al seguito del feretro, senza rispetto delle misure di distanziamento vigenti;…”
Al di là delle cronache e molto al di là dell’eco mediatica che subito s’è prodotta, mi soffermo, per un breve istante, sulle motivazioni sottendenti il provvedimento di che trattasi.
Si legge nel “CONSIDERATO”:
“… risulta che nell’immediatezza dell’evento non siano state identificate le numerosissime persone che hanno partecipato all’evento medesimo e pertanto non è possibile, allo stato, adottare le adeguate misure individuali di prevenzione del rischio di diffusione del contagio;…”
si legge poi, nel “RAVVISATO”:
“…è necessario disporre, a tutela della salute pubblica degli abitanti del Comune di Saviano e degli altri Comuni del territorio campano, adeguate misure, finalizzate a ridurre la mobilità da e per il Comune di Saviano e all’interno del territorio del medesimo Comune, nonché le occasioni di contatto sociale tra i cittadini, per il tempo strettamente necessario alla individuazione dei soggetti che hanno partecipato al corteo funebre, ai fini della adozione delle conseguenti misure sanitarie di prevenzione individuale, oltre che all’applicazione delle sanzioni di legge da parte delle competenti autorità;..”
Insomma, il nostro De Luca parrebbe aver urgentemente disposto la riduzione della mobilità per il Comune di Saviano, insieme a tutto il resto, per poter procedere alla individuazione dei cittadini che hanno partecipato al corteo funebre. A individuazione terminata, si adotteranno le “adeguate misure sanitarie di prevenzione individuale…”.
Il tempo strettamente necessario, salvo ulteriori attività procedimentali e provvedimentali, è stimato in circa sette giorni : “…con decorrenza immediata e fino al 25 aprile 2020, salva ogni ulteriore determinazione sulla base degli accertamenti sanitari conseguenziali al presente provvedimento…”. Così recita l’ordinanza de qua.
http://www.regione.campania.it/assets/documents/ordinanza-n-35-del-19-aprile
E vabbè, visto che occorre procedere alla identificazione, intanto blocchiamo, poi vediamo. In tal modo, tutti pagano per pochi. Misure ai tempi del virus. Per fortuna che avverso l’ordinanza si può ricorrere. Un controllo, in effetti ci starebbe.
Dieci italiani per ogni tedesco ucciso. Ve lo ricordate? Era il marzo 1944. Periodo tristissimo. I nazisti non andavano tanto per il sottile. L’8 settembre del 1943 il proclama Badoglio aveva annunciato l’armistizio e i tedeschi erano anche più stronzi del solito. Il paragone è un’iperbole, lo so.
Allora immagino cosa sarebbe potuto accadere nel 1973 (epidemia di colera) per ipotetiche diffusioni virali dell’epoca: “per ogni cozza mangiata, e per il tempo strettamente necessario alla individuazione dei fruitori di frutti di mare, un’intera città verrà chiusa.” Ecco, tutti sotto assedio per colpa delle cozze. Siamo fatti così. Quando non si hanno strumenti adeguati, si scarica il gran peso delle responsabilità sui cittadini. Rectius, sudditi. E per favore, eliminate dal mondo la canzone interpretata da Gianni Morandi (vedrai che il mondo cambierà).
Che stanchezza.
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