Respirare turismo sostenibile

Respirare turismo sostenibile

di Cinzia De Marzo (Avvocata in Bruxelles – specialista in diritto ed economia dell’Unione europea ed esperta di turismo sostenibile)

L’Italia si sta organizzando per superare la crisi pandemica del COVID 19, partendo dalla transizione ecologica e dalla trasformazione digitale, in linea con le disposizioni del Next Generation EU – NGEU- approvato dal Consiglio dell’Unione europea nel luglo 2020.

La pianificazione strategica di azioni per la ripresa e la ripartenza del settore turistico deve essere inquadrata in una logica di ecosistema, che divenga sempre più verde ed innovativo.

Occorrono una visione di lungo periodo e progetti intelligenti per ripensare forme sostenibili di ospitalità e accoglienza, recuperando la fiducia dei viaggiatori, dove la gente incontra la gente alla ricerca dell’autenticità in ciascun luogo da visitare. La narrazione dei territori basata sull’identità – il genius loci-, unica ed irripetitbile da offrire ai turisti.

Nella recente Risoluzione del 25 marzo 2021 La strategia europea per un turismo sostenibile (P9_TA(2021)0109 EU strategy for sustainable tourism European Parliament resolution of 25 March 2021 on establishing an EU strategy for sustainable tourism -2020/2038-INI-), il Parlamento europeo sottolinea la necessità di studiare la resilienza del patrimonio culturale collegata al turismo sostenibile, dato che il turismo culturale puo’ agire come catalizzatore per permettere di scoprire il patrimonio culturale europeo in tutta la sua diversità.

La pandemia COVID-19 ha portato a un cambiamento nella natura dei viaggiatori “con richieste’’ verso un turismo sicuro, pulito e più sostenibile. In tal senso l’artigianato locale, le attività, l’agriturismo, il turismo rurale e l’ecoturismo sono parte integrante della sostenibilità turismo, con un’enfasi sulla scoperta della natura e percorsi adatti per passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Nell’attuale contesto di incertezza, la sfida più impellente da vincere è quella di conciliare le misure di distanziamento sociale necessarie per evitare nuovi contagi, alla libertà di spostamento in sicurezza, a cominciare dall’Europa.

A livello europeo, entro giugno prossimo entrerà in vigore il Regolamento comunitario relativo Certificato verde europeo, come testimonia la proposta della Commissione europea, pubblicata lo scorso 17 marzo 2021(COM (2021) 130 final) , per consentirci una libertà di circolazione più armonizzata perlomento tra i 27 Stati membri.

L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti finanziari del Next Generation EU GEU – Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) ed il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto.

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il governo italiano ha presentato lo scorso 30 aprile alla Commissione europea, la Missione 1 si pone l’obiettivo di dare un impulso decisivo al rilancio della competitività e della produttività del Sistema Paese, valorizzando nel miglior modo possibile gli ambiti di cultura e turismo, che sono l’immagine e il brand del Paese.
La Componente 3 intende rilanciare gli ambiti della cultura e del turismo, (il settore rappresenta circa il 12% del PIL), laddove il connubio tra la sostenibilità ambientale e le potenzialità del digitale, sarà imprescindibile per tutti gli inteventi da porre in essere nel breve periodo.

Al fine di ottimizzare al meglio queste risorse finanziarie, donando una boccata d’ossigeno al comparto turistico e liberandolo dalle restrizioni e limitazioni che sta subendo a causa della pandemia, occorre pianificare progetti cantierabili, efficaci e di qualità, includendo indicatori di risultato, misurabili e quantificabili nel breve e medio termine.

Con riferimento alle Regioni del Sud, è importante realizzare una nuova gestione integrata con approccio macroregionale, partendo dalla mappatura delle eccellenze del territorio dal patrimonio storico-artistico, all’archeologia, le areee naturali protette, i siti Unesco, sino alla gastronomia e al folklore, da mettere a valore in modo sistemico.

Nel caso della Puglia, è necessario investire sulla micro economia del territorio, composta prevalentemente da un tessuto di micro imprese a conduzione familiare, ricche di saggezza ed esperienza tramandate da generazioni, favorendo la creazione di reti, cluster tematici, per essere più competitivi sul mercato internazionale e globalizzato.

Inoltre nelle destinazioni minori, nei piccoli centri urbani come lungo le coste e nelle zone rurali, sulle colline della Murgia, sui monti della sub-appennino Dauno e sull’arcipelago del Gargano o lungo il tavoliere, l’amministrazione regionale, di concerto con le autorità locali, dovrebbe sviluppare un modello di economia sociale sostenibile, con approccio inclusivo, responsabile e intelligente, che garantisca nel contempo la salute dei residenti e dei visitatori.

In questo frangente di difficoltà sul piano economico e sociale, la vera leva per il riscatto degli operatori è la resilienza, da intendere in un’accezione propositiva e dinamica, in cui gli operatori del settore sono coinvolti e condividono i benefici economici derivanti dalla filiera del turismo, insieme alle comunità locali ed ai cittadini.

Finalmente tornare a respirare un turismo responsabile, riconquistando la libertà di offrire i propri servizi turistici, sempre più selezionati e di qualità.

https://www.linkedin.com/in/cinzia-de-marzo-817290b2/

Image credit: Arek Socha da Pixabay

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