Ricerca ecologica di lungo termine

Ricerca ecologica di lungo termine

di Alessandra Pugnetti (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze Marine, Venezia)

Sono laureata in Biologia, ho un dottorato in ecologia e sono una ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dalla fine degli anni 80, ora in servizio presso l’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) a Venezia.

Il mio ingresso nel mondo scientifico è avvenuto attraverso il fitoplancton, che è poi rimasto l’oggetto dei miei studi per molti anni: una comunità biologica chiave per il funzionamento degli ecosistemi acquatici e dell’intero Pianeta, costituita da alghe microscopiche che abitano le acque di laghi e mari.

Ci sono parole senza corpo e parole con il corpo. Libertà è una parola senza corpo. Come anima. Come amore. Hanno bisogno di qualcuno che presti loro la sua carne, il suo sangue e i suoi limiti perché diventino concrete
dice il poeta Pierluigi Cappello.

In un certo senso è proprio quello che noi facciamo anche con il fitoplancton, così lontani come siamo da esso nella nostra struttura fisica e percezione del mondo: prestiamo i nostri sensi, i nostri corpi e la tecnologia per farlo emergere dall’acqua, dove se ne sta invisibile, cosicché diventi reale a occhi e intelletto.
Nello studiarne la biodiversità, il ruolo nell’ecosistema, le variazioni che si susseguono nelle stagioni – proprio come avviene per le piante terrestri – assomigliamo a investigatori che devono ricostruire un mondo lontano, seppur vitale per tutto il Pianeta, mettendo assieme indizi, attraverso campionamenti e analisi in grado di riportarci solo qualche segnale di quella complessità e bellezza.

Le comunità fitoplanctoniche variano assieme ai mutamenti dei sistemi acquatici in cui vivono: lo studio dei cambiamenti degli ecosistemi lungo la scala temporale decadale, all’interno della quale le nostre responsabilità per il Pianeta sono più dirette e percepibili, è l’obiettivo della ricerca ecologica di lungo termine (LTER), una branca fondamentale dell’ecologia.
LTER è stata organizzata a livello globale in reti di siti di osservazione – vere e proprie finestre aperte sul Pianeta – per permettere di collegare le condizioni ambientali attuali con quelle passate e farci capire dove siamo e dove vogliamo andare.

Da una quindicina di anni mi occupo proprio di questo, dando il mio contributo allo sviluppo e al consolidamento della Rete italiana (LTER-Italia).
Gli studi del fitoplancton nei siti della Rete hanno fornito moltissime informazioni per comprendere come cambiano gli ecosistemi acquatici, anche attraverso confronti fra ambienti diversi e scambi di osservazioni, dati e conoscenze fra le ricercatrici e i ricercatori.

A questo fondamentale tipo di conoscenza che la nostra mente razionale compie attraverso un rigoroso e necessario metodo scientifico, io però ne ho sempre associato un altro, che per lungo tempo ho tenuto nascosto, quasi fosse un po’ disdicevole: quello che viene dalla percezione di una relazione più ampia e profonda con il mondo naturale, legata alle emozioni e alla parte più affettiva di noi, e che ci tiene connessi al nostro oggetto di studio ben oltre la conoscenza e il linguaggio scientifici e razionali.

Per queste ragioni da qualche anno mi dedico anche ad attività di comunicazione informale dell’ecologia, sostenendo l’apertura del mondo scientifico ad altre forme di conoscenza e di relazione profonda con l’ambiente naturale.
Sono, infatti, convinta che occuparsi di ecologia debba necessariamente produrre un cambio nella visione delle relazioni fra mondo umano e non umano, per recuperare relazioni intime e profonde, così da percepire – anche in modo intuitivo e sensoriale – che la nostra coscienza è una assieme a tante altre e che esistiamo in un mondo fatto da molteplici intelligenze, seppur così diverse fra loro e dalla nostra.

www.ismar.cnr.it
www.lteritalia.it

Imace credit: Welcome to all and thank you for your visit ! ツ da Pixabay

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