Per restare a casa occorre lavorare
Ciò che molto modestamente io sto imparando da questo attacco virulento che tutto condiziona è rappresentato dal fatto che mi sembra di essere caduto nella modernissima trappola della comunicazione levigata (giusto per dirla con Byun-Chul Han ne “La salvezza del bello” ed. nottetempo).
D’improvviso, senza qui avventurarmi in critiche nei confronti di chi è oggi chiamato a decidere del nostro futuro, si è raggiunta la massima velocità dell’agire. Ma sì: le azioni si son fatte trasparenti poiché sempre più assimilate a ciò che trasparente (almeno in apparenza) è per sua stessa natura. Mi riferisco al flusso di dati che, poco alla volta, ha iniziato a sommergerci. Dati del tutto deprivati da aspetti intimi e critici. Siamo nell’era degli algoritmi e pertanto non è possibile sostituire all’informazione continua il sapere.
Sempre per dirla col filosofo succitato, siamo completamente immersi in un processo guidato dai dati. “questo è un tempo privo di evento e destino”. Una sorta di pornografia “dataista” che, in quanto eccessivamente orientata verso la negazione del sapere (poiché è assolutamente sufficiente una informazione acritica), ci cattura e, infine, ci vince.
Bello è levigato. Le asperità alimentano diversità. Le diversità sono intollerabili. “L’uguale reagisce all’uguale”. Aggiungerei: unicamente all’uguale.
Oggi il baluardo della informazione è rappresentato dalla coazione all’igiene. Ci sta. Sono d’accordo. Ma ogni coazione rappresenta un vincolo dal quale mai più ci si potrà affrancare se non a costo di immani sforzi. L’uguale, che per sua stessa esigenza vitale non può che rapportarsi all’uguale, impone alla infinita sequenza degli uguali di restare a casa. Ci sta. Sono d’accordo.
Il collasso, tuttavia, è insito in una contraddizione in termini: l’uguale (reagente unicamente rispetto ad altro uguale) pur deve sopravvivere. Ma questa sopravvivenza entra in collisione con la necessità di sopravvivere fisiologicamente al comando in cui tutti gli uguali si riconoscono poiché similmente orientati verso la medesima soluzione. Restare a casa
Allora? Sì, d’accordo, restare a casa. Insieme però vivere e, anzi, sopravvivere e dunque uscire per lavorare. Due uguali a confronto? Impossibile. Può esisterne uno solo. Affermare la coesistenza di due (almeno due) gruppi di uguali sconfigge entrambi.
Maledetto covid-19!
#TOPICS: ultimi articoli
Rilevanza strategica
Andrea Buti
Inquadrare il problema, individuare le opzioni, immaginare gli scenari
Per prima cosa, uccidiamo tutti gli avvocati
Aldo Luchi
Le battaglie per i diritti di tutti e non per il privilegio di pochi
Dieci ragazzi per noi
Ileana Alesso
Il linguaggio del legame sociale è un linguaggio “speciale” che deve essere “normale
Sentimenti e regole
Antonio Pascucci
Le regole sono il fondamento di ogni comunità strutturata, necessarie per garantire un equilibrio tra ordine e libertà
Un fiocco di tanti colori
Paola Furini
Ai ragazzi e alle ragazze è stata garantita la possibilità di partecipare alla vita pubblica
Rubriche: ultimi articoli
Parafrasando alcune riflessioni di qualcuno, anche il DNA invecchia .…
Alessandra Capuano, Giovanna Fava, Ida Grimaldi, Andrea Mazzeo, Elvira Reale Il malcelato tentativo di negazione della violenza domestica e di genere che si vuole mantenere fuori dai Tribunali civili e dalle cause di affidamento dei minori
Andrea Mazzeo Le condotte conflittuali o di sopraffazione tra i coniugi non sono equiparabili al mobbing nel mondo del lavoro
Anna Frasca
Esiste una correlazione inversa tra il lavoro domestico e il desiderio di avere figli
Paola Regina
La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha elaborato
nozioni autonome di diritto e di legge
Emilio De Capitani
Elementi fondanti per il diritto all’auto determinazione di ogni individuo e per il funzionamento di una società democratica
Roberta De Monticelli
L’idea di trasparenza è il luogo dove la logica si salda con l’etica
Stefania Cavagnoli
L’importanza del diritto e della sua comunicazione come strumento di relazione e di garanzia
Massimo Corrado Di Florio
Le parole non devono essere ingannatrici
Trasparenza delle leggi e strumenti di democrazia partecipativa in Italia e in Europa
Ileana Alesso
Se un linguaggio che non è possibile capire e parlare è un linguaggio che rende muti, ferisce le persone e la comunità, occorre la bussola di una lingua comune per l’orizzonte disegnato dalla Costituzione
Povera, si direbbe.Che già ad essere figlia di Agamennone e…
Giovanna Fava
Le richieste di provvedimenti in materia di famiglia sono tutte urgenti