Senza autore: il caso Banksy
di Rocco Lombardi (Avvocato in Bari)
Il binomio “Banksy” e “copyright” costituisce di per sé un ossimoro.
Se per un verso l’artista – presumibilmente – inglese sia quotatissimo nel palcoscenico dell’arte contemporanea, in un’analisi assiologica non si può considerare come sia impossibile, da un punto di vista logico, attribuire a chi non si sia mai svelato, diritti d’autore.
Le provocazioni sono da sempre il suo cavallo di battaglia.
Basti pensare al celeberrimo evento da Sotheby’s, in occasione del quale, attraverso la parziale distruzione di un’opera, è riuscito a decuplicare il valore della stessa, incarnandola in una performance.
D’altronde, chi diviene una star attraverso i graffiti non può certo cedere il passo al sistema, il prezzo sarebbe quello dell’essere infinitamente ipocrita.
Eppur – in tribunale – qualcosa si muove.
Hanno fatto discutere, infatti, le decisioni dell’EUIPO sulla “malafede” dell’artista circa la registrazione del marchio “Flower Thrower”, che ambiva al trasferimento da un muro di Betlemme al registro del copyright europeo. Così come è degna di nota l’ordinanza meneghina sulla vertenza promossa da Pest Control contro il MUDEC.
Orbene, volendo evitare un’analisi giuridica delle faccende appena accennate, un pensiero è doveroso.
Se Bansky non si svela, chiunque può essere Bansky.
In redazione – Scripta Moment – abbiamo, tentato tempo addietro, un esperimento.
In occasione della festa patronale barese, ci siamo inviati un’opera in una busta recante “a little gift for Bari”.
Il poster in questione raffigura un Santa Claus che offre una Coca Cola a un panciuto fanciullo. In alto il logo della “CocaClaus”

Inviata la fake news a diverse testate, qualcuno si è prodigato nel segnalare l’evento, anche se con i dovuti condizionali.
Abbiamo anche proceduto alla messa in scena di un’asta benefica, prima della quale, un mio caro e facoltoso amico ha anche proposto di acquistarla per € 3.000.
Ovviamente, abbiamo svelato prima dell’asta come si trattasse di un esperimento – onde evitare una vera e propria truffa.
Orbene, probabilmente il maggior lascito di Bansky non saranno le decine di idee geniali trasposte sui muri ma un grande insegnamento: l’arte è emozione e se riesci a emozionare puoi vendere a € 3.000 anche una schifezza fatta con paint.
“Quasi amici” docet.
Image credit: Sasin Tipchai da Pixabay
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