Una foto in chiaroscuro

Una foto in chiaroscuro

di Serenella Molendini (Presidente A.P.S. CREIS – Componente del gruppo italiano di esperte “Digital” del W20)

È stato recentemente pubblicato il Report annuale “Gender in research” di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo, che ha preso in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in Europa e in altri 15 paesi del mondo.
Il Report ci restituisce una fotografia in chiaro scuro con alcune notizie positive ed altre che ci rivelano che comunque le disparità tra donne e uomini che fanno ricerca sono ancora tante.
La buona notizia è che l’Italia ha una presenza femminile sopra la media Ue che è del 39%.
Il nostro Paese, con una percentuale di presenza femminile del 44% procede verso la parità di genere nel campo della ricerca seconda solo al Portogallo che toccano il 48%. La Francia è al 39%, la Danimarca 35%, Olanda 33%, Germania 32%.

Ma come è messo il nostro Paese in termini di parità di genere quando si parla di discipline STEM?

L’Italia, sempre secondo il Rapporto, procede verso l’uguaglianza nel campo della ricerca anche in questo segmento che vede aumentare con costanza le donne che firmano per la prima volta una pubblicazione.
Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia la rappresentanza femminile supera quella degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60%, contro una media Ue di poco al di sopra del 50%.

Lo stesso Rapporto, però, ci dice anche che le disparità continuano ad esistere, infatti siamo, come purtroppo avviene di sovente, sotto la media quando ad essere censite sono le posizioni apicali degli istituti di ricerca, dove le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza o i ruoli di scienziate e ingegnere dove la presenza femminile è di poco sopra al 30%, con una media Ue oltre il 40%.

Il rapporto evidenzia anche che gli uomini pubblicano più delle donne, hanno assegnate più sovvenzioni rispetto alle donne e fanno domanda per più brevetti delle donne.
D’altra parte, sappiamo che, in media, l’impatto delle citazioni del primo autore maschile nelle pubblicazioni è superiore a quello delle donne, insinuando un pregiudizio di genere nella pratica della citazione, inoltre gli uomini hanno più coautori delle donne, con una tendenza a collaborare con quelli dello stesso sesso, dimostrando che anche su questo ambito c’è tanto lavoro da fare per superare gli stereotipi di genere.

Tuttavia, il periodo pandemico che stiamo attraversando ci ha posto davanti a scelte importanti che potrebbero segnare davvero una svolta per l’empowerment delle donne nella ricerca e nelle discipline STEM.

Il Comunicato finale del W20 che si è riunito a Roma il 13-14-15 luglio, si articola in cinque punti e una serie di focus molto interessanti.

Nel punto 5 si legge: “Promuovere l’istruzione investendo in infrastrutture per garantire che donne e ragazze abbiano accesso e partecipino all’istruzione prescolastica e terziaria, compresa l’istruzione precoce e i programmi STEAM; rafforzare la formazione tecnica e professionale, le competenze digitali, finanziarie e imprenditoriali e l’apprendimento permanente. Questo per consentire alle donne di garantire un’occupazione di qualità con la formazione continua e la progressione durante le interruzioni di carriera.”

Ma anche il focus sugli stereotipi dà utili indicazioni affinché tutti i governi del G20 formulino Piani Nazionali per affrontare, nei prossimi tre anni, pregiudizi e stereotipi di genere, sostenendo con fondi specifici le organizzazioni che affrontano questi problemi (https://w20italia.it/).

In particolare:

1) Sviluppare programmi e campagne di apprendimento permanente per affrontare gli stereotipi di genere:
a) introducendo programmi di studio che mirino a eliminare pregiudizi e stereotipi inconsci, in tutti i campi professionali, dall’istruzione prescolare all’istruzione terziaria;
b) sviluppare contenuti adatti all’età con un focus sui diritti umani, l’uguaglianza, il rispetto, l’educazione finanziaria, le capacità di cura e l’uso critico di Internet, dei social media e dell’intelligenza artificiale;
c) aggiornamento e revisione dei testi scolastici compresa la storia delle donne; d) attuare azioni per l’empowerment e diversi modelli di ruolo;

2) Fornire misure sistematiche di sensibilizzazione per combattere il sessismo e i pregiudizi di genere:
a) mobilitando tutti i moltiplicatori chiave (educatori, ricercatori, politici, medici, tra gli altri) per migliorare la piena partecipazione delle donne in tutti gli aspetti della società;
b) incoraggiare i media player e gli editori ad applicare una lente di genere, stabilire quadri, linee guida e garantire un’equa rappresentazione nella creazione di contenuti multimediali;
c) incoraggiare uomini e ragazzi ad agire sulla parità di genere.

La rivoluzione, in alcuni contesti, è già partita, ci sono tante buone pratiche messe in atto da alcune Università, come l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” che esonera le ragazze che si iscrivono alle STEM dal pagamento delle tasse Universitarie o dalla Regione Puglia che ha deciso di investire in un’Agenda di genere con “un intervento di sistema, articolato e multi disciplinare in grado di affrontare sia l’emergenza in corso, sia di orientare le direttrici dello sviluppo dei prossimi anni, integrando il lavoro dell’Agenda di genere in tutti i percorsi di programmazione e attraversando tutte le aree di policy.”

Un approccio che, nella logica del mainstreaming, sta ponendo in essere un pacchetto di azioni strutturate per il target femminile, mirate a superare gli stereotipi di genere e promuovere l’accesso alle discipline STEM per le donne. Introduzione di incentivi e borse di studio finalizzate al conseguimento di titoli di studio in materie tecnologiche, percorsi incentivanti (riduzione e/o abolizione tasse universitarie, borse di studio per meriti) che saranno accompagnati da forme d’incentivi pubblici per le Università che promuovono la crescita della partecipazione femminile nei settori tecnico-scientifici: nei corsi di laurea, nei master, nei corsi di perfezionamento, nei corsi per l’insegnamento.
Ma sono previste anche adeguate forme di premialità per affermare una maggiore presenza delle donne nelle istituzioni di ricerca pubbliche e private, in particolare nei ruoli dirigenziali.

Siamo, dunque, davvero ad una svolta importante.

E allora si parta, anche, dalle donne che fanno ricerca, come le scienziate di questo numero di Ora Legale, Le si inviti come esperte nei Talk show, Le si inviti a raccontare nelle scuole che cosa è fare ricerca con un punto vista di genere diverso, perché è di questo che abbiamo bisogno, se vogliamo che il mondo possa davvero cambiare.

https://rassegnastampa.news/in-italia-la-meta-dei-ricercatori-e-donna-ma-quasi-nessuna-e-al-vertice
https://www.regione.puglia.it/web/pari-opportunita/agenda-di-genere?inheritRedirect=true
http://www.creiseuropeanresearch.euDonne al Lavoro nella ricerca scientifica e nella tecnologia. Tra strategie di work life balance e percorsi di carriera” di Serenella Molendini

Image credit: Gerd Altmann da Pixabay

Articoli di Serenella Molendini su Ora Legale News: https://www.oralegalenews.it/?s=serenella+molendini

#TOPICS: ultimi articoli

Avvocati, cosa… come…?

Massimo Corrado Di Florio
Autentici depositari di una fede di libertà

Rilevanza strategica

Andrea Buti
Inquadrare il problema, individuare le opzioni, immaginare gli scenari

Trasformazione etica

Tania Rizzo
L’Avvocatura è l’ossatura dello stato di diritto

Per prima cosa, uccidiamo tutti gli avvocati

Aldo Luchi
Le battaglie per i diritti di tutti e non per il privilegio di pochi

Lo sguardo laico

Nicola Cirillo
Una funzione propulsiva del progresso e dello sviluppo sociale

Prospettiva ribaltata

Anna Losurdo
Abbiamo, non da oggi, un problema reputazionale

Dieci ragazzi per noi

Ileana Alesso
Il linguaggio del legame sociale è un linguaggio “speciale” che deve essere “normale

Sentimenti e regole

Antonio Pascucci
Le regole sono il fondamento di ogni comunità strutturata, necessarie per garantire un equilibrio tra ordine e libertà

Un fiocco di tanti colori

Paola Furini
Ai ragazzi e alle ragazze è stata garantita la possibilità di partecipare alla vita pubblica

Archivio Magazine

Indice

Rubriche: ultimi articoli

Il DNA, Persefone e gli eterni cambiamenti.

Pubblicato in

Parafrasando alcune riflessioni di qualcuno, anche il DNA invecchia .…

Nuove regole per i consulenti psico forensi

Pubblicato in |

Alessandra Capuano, Giovanna Fava, Ida Grimaldi, Andrea Mazzeo, Elvira Reale
Il malcelato tentativo di negazione della violenza domestica e di genere che si vuole mantenere fuori dai Tribunali civili e dalle cause di affidamento dei minori

Mobbing famigliare o genitoriale?

Pubblicato in |

Andrea Mazzeo
Le condotte conflittuali o di sopraffazione tra i coniugi non sono equiparabili al mobbing nel mondo del lavoro

Stato interessante in stato di diritto

Pubblicato in |

Anna Frasca
Esiste una correlazione inversa tra il lavoro domestico e il desiderio di avere figli

Diritto alla conoscenza

Pubblicato in |||

Paola Regina
La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha elaborato
nozioni autonome di diritto e di legge

Trasparenza legislativa nella UE

Pubblicato in |||

Emilio De Capitani
Elementi fondanti per il diritto all’auto determinazione di ogni individuo e per il funzionamento di una società democratica

Responsabilità del linguaggio

Pubblicato in |||

Roberta De Monticelli
L’idea di trasparenza è il luogo dove la logica si salda con l’etica

Diritto di capire

Pubblicato in |||

Stefania Cavagnoli
L’importanza del diritto e della sua comunicazione come strumento di relazione e di garanzia

Distrofia sintattica

Pubblicato in |||

Massimo Corrado Di Florio
Le parole non devono essere ingannatrici

Better law making

Pubblicato in |||

Trasparenza delle leggi e strumenti di democrazia partecipativa in Italia e in Europa
Ileana Alesso
Se un linguaggio che non è possibile capire e parlare è un linguaggio che rende muti, ferisce le persone e la comunità, occorre la bussola di una lingua comune per l’orizzonte disegnato dalla Costituzione

Ifigenia

Pubblicato in

Povera, si direbbe.Che già ad essere figlia di Agamennone e…

Sospensione feriale: si/no

Pubblicato in ||||

Giovanna Fava
Le richieste di provvedimenti in materia di famiglia sono tutte urgenti