Hate speech, hate thinking

Hate speech, hate thinking

di Aldo Luchi (Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari)

Le parole che usiamo ci qualificano. Connotano i nostri pensieri, le nostre radici culturali, la nostra appartenenza a determinate categorie, siano esse ideologiche, religiose o professionali, ma descrivono anche lo stato d’animo che ci pervade nel momento in cui le pronunciamo o le scriviamo.
Scegliamo le parole per definire gli esatti contorni, gli spigoli o le smussature, le sottili differenze tra ciò che intendiamo esprimere ed un concetto simile od analogo, affinché i nostri interlocutori non fraintendano, e per trasmettere loro il patrimonio di dati che abbiamo preso in considerazione per giungere a elaborare quel pensiero

I giuristi, e gli avvocati in particolare, sono certamente la categoria professionale che maggiormente deve saper utilizzare ed amministrare le parole secondo i canoni sopra enunciati, perché, oltretutto, il fine delle nostre parole è il convincimento del giudice, nostro interlocutore privilegiato, tanto in ordine alla ricostruzione dei fatti oggetto del giudizio, quanto con riferimento all’interpretazione della norma ed alla sua applicazione in concreto.
Questo è ciò che permette l’evoluzione giurisprudenziale, l’interpretazione normativa aderente alle modificazioni sociali e della comune sensibilità, la spinta alla promulgazione di norme volte a regolamentare aspetti della vita prima sconosciuti o non ritenuti meritevoli di tutela.

Le parole che esprimono odio e violenza non fanno eccezione a queste regole.
Per questo motivo proviamo sgomento davanti all’uso di espressioni verbalmente violente, sciatte, aggressive, irrispettose dell’opinione altrui, nelle quali sempre più frequentemente ci si imbatte nelle piazze globali dei social network, in specie quando ciò avviene da parte di avvocati.
Al di là dell’ovvia riprovazione per questo canone comunicativo, ciò che appare maggiormente esecrabile è l’incapacità dimostrata da questi soggetti di comprendere quanto l’uso di un simile linguaggio sia lontano dalla natura dell’avvocatura, geneticamente votata al confronto ed alla coltivazione del dubbio come paradigma del processo volto al raggiungimento del risultato maggiormente aderente al concetto di Giustizia, e dalla funzione sociale che da tempo l’avvocatura orgogliosamente rivendica.

Il linguaggio da ultras, che cede all’istinto di segnare e rimarcare differenze tribali tra chi le pronuncia ed i destinatari, ha la stessa radice e la stessa natura di quello del quale la funzione dell’avvocatura è vittima ogniqualvolta, deliberatamente o meno, si confonde il difensore con l’assistito, la difesa di un soggetto con la difesa del reato da lui commesso, la difesa tecnica con la collusione, mettendo in discussione il nostro ruolo di depositari e ministri della difesa tecnica, unico strumento posto a garanzia del diritto costituzionale di difesa di qualunque essere umano.

Photo credit: squarespace-cdn/AsShot_LowRes

#TOPICS: ultimi articoli

Avvocati, cosa… come…?

Massimo Corrado Di Florio
Autentici depositari di una fede di libertà

Rilevanza strategica

Andrea Buti
Inquadrare il problema, individuare le opzioni, immaginare gli scenari

Trasformazione etica

Tania Rizzo
L’Avvocatura è l’ossatura dello stato di diritto

Per prima cosa, uccidiamo tutti gli avvocati

Aldo Luchi
Le battaglie per i diritti di tutti e non per il privilegio di pochi

Lo sguardo laico

Nicola Cirillo
Una funzione propulsiva del progresso e dello sviluppo sociale

Prospettiva ribaltata

Anna Losurdo
Abbiamo, non da oggi, un problema reputazionale

Dieci ragazzi per noi

Ileana Alesso
Il linguaggio del legame sociale è un linguaggio “speciale” che deve essere “normale

Sentimenti e regole

Antonio Pascucci
Le regole sono il fondamento di ogni comunità strutturata, necessarie per garantire un equilibrio tra ordine e libertà

Un fiocco di tanti colori

Paola Furini
Ai ragazzi e alle ragazze è stata garantita la possibilità di partecipare alla vita pubblica

Archivio Magazine

Indice

Rubriche: ultimi articoli

Il DNA, Persefone e gli eterni cambiamenti.

Pubblicato in

Parafrasando alcune riflessioni di qualcuno, anche il DNA invecchia .…

Nuove regole per i consulenti psico forensi

Pubblicato in |

Alessandra Capuano, Giovanna Fava, Ida Grimaldi, Andrea Mazzeo, Elvira Reale
Il malcelato tentativo di negazione della violenza domestica e di genere che si vuole mantenere fuori dai Tribunali civili e dalle cause di affidamento dei minori

Mobbing famigliare o genitoriale?

Pubblicato in |

Andrea Mazzeo
Le condotte conflittuali o di sopraffazione tra i coniugi non sono equiparabili al mobbing nel mondo del lavoro

Stato interessante in stato di diritto

Pubblicato in |

Anna Frasca
Esiste una correlazione inversa tra il lavoro domestico e il desiderio di avere figli

Diritto alla conoscenza

Pubblicato in |||

Paola Regina
La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha elaborato
nozioni autonome di diritto e di legge

Trasparenza legislativa nella UE

Pubblicato in |||

Emilio De Capitani
Elementi fondanti per il diritto all’auto determinazione di ogni individuo e per il funzionamento di una società democratica

Responsabilità del linguaggio

Pubblicato in |||

Roberta De Monticelli
L’idea di trasparenza è il luogo dove la logica si salda con l’etica

Diritto di capire

Pubblicato in |||

Stefania Cavagnoli
L’importanza del diritto e della sua comunicazione come strumento di relazione e di garanzia

Distrofia sintattica

Pubblicato in |||

Massimo Corrado Di Florio
Le parole non devono essere ingannatrici

Better law making

Pubblicato in |||

Trasparenza delle leggi e strumenti di democrazia partecipativa in Italia e in Europa
Ileana Alesso
Se un linguaggio che non è possibile capire e parlare è un linguaggio che rende muti, ferisce le persone e la comunità, occorre la bussola di una lingua comune per l’orizzonte disegnato dalla Costituzione

Ifigenia

Pubblicato in

Povera, si direbbe.Che già ad essere figlia di Agamennone e…

Sospensione feriale: si/no

Pubblicato in ||||

Giovanna Fava
Le richieste di provvedimenti in materia di famiglia sono tutte urgenti