Elemento PSYCO del reato
“Il delitto: è doloso, o secondo l’intenzione…è preterintenzionale, o oltre l’intenzione…è colposo, o contro l’intenzione…”. L’art 43 del nostro codice penale, per dirla senza buonafede, coi puntini per esigenze di sintesi, recita grossomodo così. Se proprio vogliamo dirla tutta, il detto articolo è espressamente “dedicato” al c.d. elemento psicologico del reato. Mo’ mettiamola in questo modo. Il nostro Ministro della Giustizia, vuole evidentemente modificare la rubrica del citato articolo. Essì, il desiderio impellente è quello di rendere ancora più ficcante la motivazione sottendente la creazione delle norme blocca prescrizione passando attraverso la psichiatrizzazione dell’elemento soggettivo del reato. Modifica secondo Bonafede. In perfetta Bonafede. Amici, l’elemento Psyco del reato, non è una bufala. È una realtà. Triste ma reale. “Quando del reato non si riesce a dimostrare il dolo e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi”. Vabbè, a parte il gergo colloquiale, ecco il collegamento. Sono anche arrivate le precisazioni successive. Esigenze di semplificazione, s’è detto. Al solito, la pezza è peggiore del buco. Ricordate il protagonista del celebre film di Alfred Joseph Hitchcock? Ma sì, dai. Quello della scena nel bagno. Ora se stesso, ora mamma (defunta) di se stesso. Anthony Perkins che interpretava Norman Bates nel film Psyco. Chi poteva immaginare che la fonte ispiratrice della modifica risiedesse proprio lì. In un film! Spiegato l’arcano. Ora sono più sereno. Mi sono laureato presentando una tesi in diritto penale. E non avevo capito nulla. Santa ignoranza! Che bello riconoscere una guida. Mi mancava. Per fortuna che, da un bel po’, sono un avvocato civilista. Aspetto ansioso il nuovo rito civile. Anche lì modifiche, lo si sa. Mi preparerò per tempo. Un biglietto aereo di sola andata per il Giappone? Ho voglia di esplodere.
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