È un classico
di Ileana Alesso (Avvocata in Milano – Presidente FronteVerso Network)
“La libertà di pensiero ce l’abbiamo, adesso occorre il pensiero”
Karl Kraus
“Si può fare, si può fare, si può prendere e lasciare, si può correre e volare, cadere e poi ricominciare”
Angelo Branduardi
Tuffi in piscina nel verde freddino della notte dell’appennino. E’ la notte del giorno dopo. Il secondo 11 luglio, dopo l’afa milanese dell’82, nel gelo del condizionatore italiano appollaiato alla finestra, a guardare, insieme a noi, Pablito, Pertini, Tardelli & C.
Ammutoliti nella accecante luce del Mare Nostrum e assembrati davanti al televisore su la Karageorgis, in viaggio tra Venezia e il Pireo, vediamo le prime disumane immagini della bomba alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, prima di imbarcarci silenziosi, tra stormi di anziani in nero, in lutto come noi, su un traghetto, evidente residuato bellico, probabilmente reduce dalle guerre contro i Persiani, stavolta diretto a Creta.
“Tu sai chi sei?”.
La domanda esistenziale, bandolo socratico della matassa umana, dalla filosofia giunge al diritto spinta dal pungente “Sai dove sei?” e trova nuova meraviglia nelle delicate parole della poetessa Louise Gluck: “Guardiamo al mondo una volta da piccoli. Il resto è memoria”.
Perla da portare nel cuore insieme alla spilla a forma di spirale di Thomas Eliot: “non smetteremo di esplorare e alla fine del nostro andare, ritorneremo al punto di partenza. Per conoscerlo per la prima volta”.
Eravamo classici e saggi senza saperlo. Potenza del sentire prima del voler capire.
Non lo sapevamo ma chiusi in camera nelle serate adolescenziali non ascoltavamo musica, ascoltavano noi stessi.
Per questo il volume era al massimo.
Per ascoltarci meglio.
Il mondo ? Utilmente chiuso fuori per poter scompaginare e riguardare tutto da capo: Otello geloso di Desdemona? Si certo, anche. Però è Jago il geloso, innamorato di Otello e invidioso dell’amore per Desdemona.
Il triangolo delle Bermude nell’Oceano atlantico?
Certo che si, ma che dire di quello tra Venezia, Verona e Padova: se ne salva forse una tra Desdemona, Giulietta e Caterina, la bisbetica domata?
Prendere, lasciare, cercare, cadere e ricominciare, trovando eredità preziose di parole benedette per imparare a pensare: “Ciò che è noto non è conosciuto” scriveva, una volta tanto con limpidezza, il non propriamente intellegibile Guglielmo Federico, in arte Hegel.
Regole, spunti, domande, tracce da seguire, sassolini di Pollicino per orientarsi sul palcoscenico della Commedia Umana anche se, rimane da chiedersi, che commedia è mai quella dove non la scampa nessuno?
Immersi in interrogativi più grandi di noi “una sera uno sguardo ti dice qualcosa e sei fuori dal mondo” rivela, graffiante e unico, Luigi Tenco in “Ho capito che ti amo”.
E se per dirla con Georges Moustaky, “Lo straniero”, “adesso tu sei prigioniera di questa splendida chimera di questo amore senza età … finché la morte non verrà”.
E’ troppo divertente far rispondere alla grande, tra i grandi, Ornella, ovviamente Vanoni, con il suo ironico malizioso esistenzial: “E’ poi tutto qui?”.
di Ileana Alesso, su Ora legale NEWS
Image credit: Miguel Á. Padriñán da Pixabay
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