Miranda Warning

Miranda Warning

di Nicky Persico (Avvocato in Bari e scrittore)

Immaginiamo di essere, una mattina, sulla Lexington Avenue a Manhattan. Abbiamo appena fatto colazione da Demarco Coffee e siamo lì fuori, sul marciapiede. Nel chiudere la zip del giubbotto inevitabilmente finiamo col naso all’insù: a guardare i grattacieli che ci sovrastano maestosi.
Cavolo. New York pare proprio un film: visto però dalla parte interna dello schermo. Ti abbacina.
Nello stesso breve istante in cui i nostri occhi si sono sollevati verso la forma geometrica della porzione visibile di cielo avvertiamo uno spostamento d’aria: ci sfiora un agente di polizia che, arrivato di corsa, atterra un uomo un paio di metri più avanti. Manette, lampeggianti, confusione. Arrivano altri agenti: il nostro film è un poliziesco. E se è fatto bene, qualcuno prima o poi dirà:
Ha il diritto di rimanere in silenzio. Tutto quello che dirà potrà essere usato e sarà usato contro di lei in tribunale. Ha il diritto a un avvocato. Se non se ne può permettere uno, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ha compreso i diritti che le sono stati letti? Tenendo presente questi diritti, vuole parlare con me?
Il testo del Miranda Warning è stato proceduralmente adottato a seguito di un caso molto noto: Miranda v. Arizona: e il suo contenuto lo rammenta praticamente chiunque, almeno in linea generale: il diritto a rimanere in silenzio, il diritto ad ottenere assistenza legale anche se non si dispone di risorse economiche, essere coscienti che qualsiasi cosa verrà detta dopo quel momento potrà essere utilizzata ‘contro’. E, soprattutto, la richiesta finale generalmente applicata: “Ha compreso i diritti che le ho appena letto?”.
Lasciamo per il momento la scena metropolitana e andiamo alla ricerca di una definizione: i diritti fondamentali.
Scopriamo così che, a fronte di diffuse e pressoché univoche accezioni concettuali sostanzialmente assimilabili, in campo applicativo esistono fonti differenti, e una condizione di efficacia onnipresente: questi diritti hanno necessità di essere riconosciuti dall’ordinamento cui faranno riferimento.
Torniamo ora a Manhattan e soffermiamoci su un passaggio del Miranda Warning: “Do you understand the rights I have just read to you?”: “Ha compreso i diritti che le sono stati letti?”
Lasciando volutamente da parte le tematiche strettamente giuridiche connesse, nello specifico, e magari i confronti tra il Miranda Warning e l’art. 63 c.p.p., o ancora – volendo – verso taluni aspetti della sentenza Corte Cost. n. 364/1988 e le relative statuizioni afferenti la “ignoranza inevitabile” della legge penale, da un punto di vista più generale possiamo osservare che il riferimento alla “comprensione” dei diritti appare meritorio di suscitare interrogativi.
Quanto crediamo di sapere, a proposito di determinate norme e diritti di cui siamo destinatari? Quanto ne sappiamo davvero, invece, e quali effetti potenziali potrebbe avere una maggiore conoscenza e comprensione?
Per esempio: la mafia. O meglio: “Associazione di tipo mafioso”, per dirla con l’art 416 bis c.p..
E’ un mio vecchio cavallo di battaglia, fare questa domanda in determinate occasioni.
La mafia sappiamo tutti, cos’è. O no?
Che differenza c’è con l’associazione per delinquere descritta nel 416 c.p.?
E, soprattutto, per quale ragione dovrebbe essere così importante saperlo?
Per esperienza affermo che alla domanda generica “In quali circostanze una associazione per delinquere può essere definita di tipo mafioso?”, talvolta si manifesta un malcelato disorientamento nell’interlocutore.
Conosco bene quella sensazione: l’ho provata io quando per la prima volta ho letto la norma. Quel che più mi ha sorpreso, tuttavia, non è stato – ovviamente – il fatto in sé che io non la conoscessi ancora, quanto invece la percezione che da qualche parte della mia testa fossi convinto di conoscerla. Ho scoperto così che non avevo mai fatto davvero caso agli elementi costitutivi della fattispecie introdotti dal legislatore nel 1992 rispetto al 416 c.p., “Associazione per delinquere”, rivelatosi ormai insufficiente per far fronte al fenomeno di tipo mafioso. In estrema sintesi così descrivendo e delineando la forza negativa scaturente dall’intimidazione, e dalle conseguenti condizioni di assoggettamento ed omertà che ne derivano. Il reato di tipo mafioso costruisce la paura: e la usa come arma primaria.
Divenirne più diffusamente consapevoli può aiutare molto il contrasto sociale del fenomeno. I tanti che si ribellano talvolta – ipotizzo – lo fanno istintivamente: non sono coscienti di quanto invece stiano così contrastando uno degli elementi principali e subdoli di quel reato che tanto danno ha apportato alla comunità. E’ difficile contrastare un fenomeno quando non si conosce bene di quali comportamenti è fatto.
Aldilà di questo esempio, naturalmente ce ne sono molti altri. Tanti, sono i casi in cui qualcuno subisce perché ha incertezza su cosa il diritto preveda. Come ad esempio la cosiddetta “privacy”: spesso invocata in modo generico: sapremmo replicare adeguatamente? O magari ci viene richiesto di produrre un certificato: siamo davvero tenuti, alla luce del D.P.R. 445/2000? Sappiamo esattamente quali sono i nostri diritti, scaturenti anche dal D.P.R. 62/2013, quando entriamo in contatto con un ufficio pubblico e interagiamo con qualcuno sprovvisto di badge identificativo?
Possiamo quindi dedurne, allora, che tra i diritti fondamentali potrebbe essere molto utile mettere più in luce ed incentivarne uno in particolare: l’importanza dell’agevolare e assicurare una adeguata comprensione. E così garantire il circuito che porta dalla approvazione di una norma alla sua reale efficacia in termini di effetti costanti.
Fossimo a Manhattan, suonerebbe proprio così: “Do you understand the rights I have just read to you?

#TOPICS: ultimi articoli

Famiglie e non discriminazione

Rosa Chieco
La famiglia continua ad essere considerata come formazione fondativa della società alla luce di nuovi e diversi criteri

Leggi l'articolo

La risoluzione della crisi on line

Lucia Legati
I conflitti familiari portano con sé una quantità ed una qualità di emozioni e di affetti destrutturati

Leggi l'articolo

Io negozio, il giudice separa

Roberta Valente
In un mare di disagi e incertezze noi Avvocati di famiglia continuiamo a negoziare e a scrivere accordi

Leggi l'articolo

Un paio di ali sulle spalle

Luca Trapanese
Dovremmo iniziare a considerare famiglia il luogo dell’amore, della condivisione, dell’accoglienza

Leggi l'articolo

Un tesoro e un tranello

Pietro Buscicchio
Il potere di un sistema familiare è enorme sul piano sia sincronico, sia diacronico, sia in orizzontale, sia in verticale, nel bene e nel male

Leggi l'articolo

Le rose e il pane

Giovanna Fava
Non è questo il significato di parità all’interno della famiglia che pensavano i nostri costituenti

Leggi l'articolo

Famiglie in giudizio

Alessanda Capuano Branca
Osservate dall’interno dei Tribunali, sono l’evoluzione mostruosa di quelle che la società dei consumi ci propina

Leggi l'articolo

L’amore è un accidente

Anna Losurdo
Ciò che crea il legame familiare tra le persone che compongono una famiglia è il progetto che esse condividono

Leggi l'articolo

Bigenitorialità falso mito

Ida Grimaldi
Il fanciullo, nelle procedure che lo riguardano, deve essere considerato soggetto di diritti e non oggetto di diritti

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

Famiglie e non discriminazione

Pubblicato in |||

Rosa Chieco
La famiglia continua ad essere considerata come formazione fondativa della società alla luce di nuovi e diversi criteri

La risoluzione della crisi on line

Pubblicato in ||||

Lucia Legati
I conflitti familiari portano con sé una quantità ed una qualità di emozioni e di affetti destrutturati

Io negozio, il giudice separa

Pubblicato in ||||

Roberta Valente
In un mare di disagi e incertezze noi Avvocati di famiglia continuiamo a negoziare e a scrivere accordi

Un paio di ali sulle spalle

Pubblicato in ||||

Luca Trapanese
Dovremmo iniziare a considerare famiglia il luogo dell’amore, della condivisione, dell’accoglienza

Le rose e il pane

Pubblicato in ||||

Giovanna Fava
Non è questo il significato di parità all’interno della famiglia che pensavano i nostri costituenti

Famiglie in giudizio

Pubblicato in |||

Alessanda Capuano Branca
Osservate dall’interno dei Tribunali, sono l’evoluzione mostruosa di quelle che la società dei consumi ci propina

L’amore è un accidente

Pubblicato in |||

Anna Losurdo
Ciò che crea il legame familiare tra le persone che compongono una famiglia è il progetto che esse condividono

Bigenitorialità falso mito

Pubblicato in |||

Ida Grimaldi
Il fanciullo, nelle procedure che lo riguardano, deve essere considerato soggetto di diritti e non oggetto di diritti

Criteri ambientali minimi

Pubblicato in |||

Vincenzo Arbore
Lo sguardo alla cura del pianeta, sebbene affetto da un leggero strabismo verso gli interessi finanziari, appare comunque una necessità

Una questione democratica

Pubblicato in ||||

Stefania Cavagnoli
Il linguaggio giuridico è una varietà linguistica di prestigio, che può esercitare un grande potere e spesso perfino forza normativa

La grammatica dell’imputato

Pubblicato in ||||

Giorgia Fusacchia
Alla “grammatica della non agentività” dell’imputato si contrappone la “grammatica dell’agente inefficiente” della parte offesa

La mediazione dell’Avvocato

Pubblicato in ||||

Pasqua Lacatena
Nella stanza di mediazione non ci sono i bambini, ma è per loro che il mediatore lavora