Mondo di m…
di Enzo Varricchio
“Non è l’Italia ma il mondo intero che va in malora. Gli italiani hanno solo lo svantaggio di rendersene conto”
Che il nostro mondo faccia schifo non è certo una mia opinione personale.
Guerre, genocidi, terrorismo, catastrofi ambientali, epidemie, crimine organizzato, killer seriali, corruzione, crisi economica, morale e spirituale…
Genitori che uccidono figli e figli che uccidono genitori, politici che comprano gli elettori, corrotti e corruttori, femminicidi e maniaci che violentano donne e bambini, mafie che dilagano in tutti gli Stati, terroristi che fanno stragi, centinaia di milioni di persone nel mondo che non hanno abbastanza da mangiare e metà dei bambini del pianeta che non va a scuola.
Ecco, i bambini, la loro inaccettabile sofferenza che già Dostojeivsky citava come prova contro Iddio: ogni maledetto minuto che passa cinque bimbi innocenti muoiono di fame. E molti, troppi, giacciono sui fondali del nostro amato Mediterraneo.
Voi direte: “E’ sempre stato così. Da che mondo e mondo”.
I nostalgici dei regimi rispolverano la teoria della guerra igienizzante, i darwiniani quella dell’antidoto naturale al sovrappopolamento, i filosofi discettano di nichilismo e i preti se la cavano col libero arbitrio.
Secondo voi sono buone scuse? Ma non ci avevano promesso la fine dei conflitti, libertà, democrazia e tolleranza, progresso scientifico, parità tra le persone e tra i sessi, la fine della fame e della sofferenza nel mondo?
L’ieri era meglio dell’oggi? Almeno nei Cinquanta/Duemila c’erano i sogni. Ora sono rimasti solo gli incubi.
Per cinquant’anni ci hanno dato tutto, in primis il superfluo, e poi ce l’hanno tolto all’improvviso.
All’utopia è seguita la distopia, argomento molto battuto ai nostri giorni nei libri e nei film sulle orme di Orwell ed Huxley che avevano previsto ogni cosa, come solo i grandi scrittori sanno vaticinare. Ormai siamo alla “Retrotopia” di Bauman, giusto per negare l’idea stessa di progresso.
Oggi un’elite di potentissimi semidei decide per miliardi di persone: cibo, moneta, energia, farmaci, genetica, comunicazione.
Grazie alla globalizzazione tecnologica e all’uso strategico della guerra, questa elite ha assunto il controllo di tutti i gangli vitali della vita umana. E ha deciso che ci voleva una grande crisi per fiaccare la nostra voglia di libertà col ritorno al bisogno materiale o piuttosto alla paura di tornarci.
Ci hanno presi per il c… e ci è piaciuto. Inglese, televisione, informatica e finanza sono stati i cavalli di Troia della colonizzazione globale. La differenza col passato è che ora questi pochi che governano il mondo sono troppo forti per poterli detronizzare.
Non possiamo più tagliare la testa a Luigi sedicesimo.
Ora siamo nella cacca e non è una preziosa “Merde d’Artiste” alla Manzoni, ma la mefitica deiezione di un gigantesco maiale internazionale che divora presente e futuro, un “Minotauro globale“, per usare una famosa definizione dell’ex ministro greco dell’economia Gianīs Varoufakīs.
http://www.yanisvaroufakis.eu/
Mondo di m… dunque? Forse abbiamo capito che è tutto voluto, studiato a tavolino, ma non abbiamo la forza di reagire, il tempo si svuota nella fretta, mille e mille cose da fare, col danaro che scarseggia, la voglia di emigrare, di mollare, partire non sapendo dove andare, che fare, niente più da dire ai nostri figli, niente e nessuno a cui credere.
Soli, soli come menhir spazzati dal vento della brughiera, ora navighiamo tra le sabbie mobili del dubbio, e ogni movimento peggiora la situazione.
Non abbiamo nemmeno un nemico da combattere. Il nemico siamo noi.
E fa paura.
PIC: Merde d’artiste, Piero Manzoni, 1961
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