Avvocati in pericolo nel mondo

Avvocati in pericolo nel mondo

di Roberto Giovene di Girasole (Avvocato in Napoli – OIAD)

Il Consiglio Nazionale Forense proclama il 2020 “Anno dell’Avvocato in pericolo nel mondo”

Si è registrata una grande mobilitazione in Italia per la giornata internazionale dell’avvocato il pericolo, che si celebra il 24 gennaio di ogni anno.
Una straordinaria occasione per portare all’attenzione, non solo degli operatori del diritto ma di tutta la pubblica opinione, la repressione contro gli avvocati che si attua in molti stati, traducendosi nell’attacco allo stato di diritto ed al giusto processo, anche in Paesi che hanno sottoscritto le principali convenzioni internazionali in materia, salvo poi disapplicarle.

Istituita per ricordare il massacro di Calle Atocha, che avvenne a Madrid nel 1977, nel difficile clima della Spagna post-franchista, quando in un attentato furono uccisi, nel loro studio, alcuni avvocati giuslavoristi, la giornata degli avvocati in pericolo è un’iniziativa internazionale nata ad opera di una fondazione che ha sede in Olanda, per accendere i riflettori sulla situazione degli avvocati minacciati, feriti o uccisi nel mondo a causa dell’esercizio legittimo della loro professione.

Il 24 gennaio 2020 si è celebrata la decima edizione della “Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo”, quest’anno dedicata alla situazione degli avvocati in Pakistan.
Le precedenti edizioni della giornata degli avvocati in pericolo sono state dedicate alla situazione degli avvocati in Iran, Turchia, Paesi Baschi, Colombia, Filippine, Honduras, Cina, Egitto e di nuovo Turchia nel 2019.

Il Consiglio Nazionale Forense, rilevato che “è già stata rafforzata l’ azione nei Paesi dove si registrano le più gravi violazioni dei diritti umani, portando concreta solidarietà ai colleghi minacciati non soltanto attraverso comunicati diffusi all’opinione pubblica ed appelli indirizzati alle Autorità governative, ma anche inviando osservatori internazionali ai processi a carico degli avvocati, partecipando a missioni all’interno delle carceri, istituendo, insieme al Consiglio Nazionale Forense francese, all’Ordine degli Avvocati di Parigi ed al Consiglio Generale dell’Avvocatura spagnola, l’Osservatorio Internazionale degli Avvocati in pericolo (OIAD), con l’adesione di numerosi ordini forensi europei”, ha dichiarato l’anno 2020 “Anno dell’Avvocato in pericolo nel mondo”, proprio al fine di “sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e le Istituzioni su tali temi, visti anche gli articoli 1, comma 2, lettera b) e 35 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante la nuova disciplina dell’ordinamento forense, che tutela l’autonomia, l’indipendenza e la libertà della professione, valori universali dell’Avvocatura”.

Le minacce nei confronti degli avvocati pakistani sono legate a casi di terrorismo, (l’8 agosto 2016 a Quetta una bomba uccise molti avvocati che si erano riuniti fuori dall’ospedale cittadino, a seguito dell’assassinio del loro presidente, avvenuto poche ore prima) all’appartenenza ad una minoranza religiosa, come l’Ahmadiyya, che è una corrente minoritaria dell’Islam e all’accusa di blasfemia.

La legge anti-blasfemia pakistana punisce tale reato con la pena di morte. Le leggi introdotte nel 1986 nel codice penale pakistano (articoli 295 B, 295 C, 295 C, 298 A, 298 B, 298 C) hanno come effetto quello di limitare gravemente la libertà di religione e di espressione.

Come ha spiegato a Roma il 20 gennaio, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’UCPI e, poi, in una video intervista presso il CNF, l’Avv. Saif-Ul-Malook, che ha difeso la pakistana di religione cristiana Asia Bibi, salvandola dall’impiccagione per blasfemia e costretto a chiedere asilo nei Paesi Bassi, nel novembre 2018, proprio per le violente proteste contro la decisione della Corte suprema pakistana di annullare la condanna a morte di Bibi, gli avvocati che difendono le persone accusate di blasfemia subiscono generalmente minacce di violenza da parte di gruppi e individui che vogliono farsi giustizia da soli.

L’avvocato viene quindi assimilato alla persona di cui assume la difesa.

L’accusa di blasfemia viene anche usata, strumentalmente, per colpire gli avversari.

Il 24 gennaio scorso si sono svolte molte manifestazioni in Italia a cura degli Ordini degli Avvocati tra le quali ricordiamo quella di Roma, presso la Suprema Corte di Cassazione, di Milano, Torino, Bologna, Verona, Modena, Messina e Trapani, che hanno visto una cospicua partecipazione, non solo di avvocati.

Image credit: 29 Seconds – Massimo Siragusa www.lostatodellecose.com

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