Diseguaglianze di reddito
di Maria Grazia Rodari (Avvocata in Verbania)
L’Auditorium di Cassa Forense a Roma, lo scorso 3 febbraio, ha ospitato un evento importante sul tema: “Il divario reddituale nelle professioni intellettuali”.
Nell’orizzonte delle riflessioni sulle disuguaglianze di genere nei redditi l’evento ci pare veramente importante per aver focalizzato un dato gravoso in sé e per la sua portata estensiva sul destino pensionistico delle iscritte. Ma anche per un ulteriore valore di più ampio interesse, perché quanto qui viene additato come problema dell’Avvocatura può essere correttamente considerato per altre categorie della libera professione.
Il pomeriggio di studio era articolato con i contributi del Presidente di Cassa Forense Avv. Valter Militi e della Vicepresidente dell’AdEPP (Associazione degli Enti Previdenziali Privati) dr.ssa Tiziana Stallone e di esperti delle tematiche interessate, in due fasi, adeguatamente introdotte dalla giornalista de “IlSole24ore” dr.ssa Federica Micardi. Un docu-film ideato delle 17 Delegate di Cassa Forense, presentato da Maria Grazia Rodari, che ne ha curato la regia ed ha coordinato la realizzazione a cui ciascuna ha contribuito.
Si tratta di uno strumento innovativo, almeno in questo ambito, e certamente efficace che si pone come studio-pilota, meritevole di ulteriori iniziative.
Ha fatto seguito una Tavola Rotonda, con la figura centrale dell’Economista prof.ssa Paola Profeta, che ha mostrato i risultati della sua ampia ricerca in ambito europeo.
Ma quale modo di sentire hanno le professioniste, che pur sono consapevoli del gap reddituale obiettivo e alla luce del sole?
Una sana emozione di rabbia può essere l’esordio comune della reattività (come emerge clamorosamente dalle discussioni sui social), certamente facile alla condivisione con le Colleghe, mentre ad un livello successivo sorgono elementi di analisi del problema, che possono esprimersi nei modi più vari ad ogni opportunità di trattazione, anche in sede politica.
Quale risposta, da parte dei Colleghi?
Può pervenire da loro un qualche senso di ricezione, con proposte che possono apparire “necessarie”, almeno a livello contingente, e comunque opportune per esprimere un sentimento di reciprocità consapevole. Ad esempio possono giungere proposte di tipo “premiale” che tendono a bloccare un “trend” non più sostenibile con provvedimenti “dedicati” al momento del pensionamento.
È stato questo il caso contemplato nella riforma “Dini” (1995), con la previsione di agevolazioni per le donne per l’accesso alla pensione o per la determinazione del loro trattamento pensionistico in caso di figli.
Ma ci interrogavamo sul modo di sentire. C’è chi, conoscendosi discriminata, può sentirsi pronta ad accogliere una sorta di “riconoscimento premiale” alla fine di un certo percorso professionale.
Se guardiamo da un altro punto di vista, ciò può rischiare di consolidare la sua posizione “down” accomodandosi a ricevere qualcosa da chi occupa la posizione “up“.
L’opportunismo del perdente?
Quali sono le altre possibili modalità di sentire?
Sono fondate su proposte più innovative, mirate ad un cambiamento più profondo del trattamento che riguarda le professioniste. E allora, in luogo di un premio, chi la pensa così pretende una diversa struttura di percorso, che assicuri la nuova costruzione su basi egualitarie, anziché su qualche mattone che da ultimo raddrizzi la stortura.
Certamente con un più alto impegno edilizio, come attuale forma di responsabilità sociale, rivolta soprattutto a sostegno delle nuove generazioni, per uno sviluppo sostenibile, tema strategico peraltro contemplato nell’Obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030.
Image credit: Kohji Asakawa da Pixabay
Di Maria Grazia Rodari su Ora Legale News
#TOPICS: ultimi articoli
Avvocati, cosa… come…?
Massimo Corrado Di Florio
Autentici depositari di una fede di libertà
Rilevanza strategica
Andrea Buti
Inquadrare il problema, individuare le opzioni, immaginare gli scenari
Per prima cosa, uccidiamo tutti gli avvocati
Aldo Luchi
Le battaglie per i diritti di tutti e non per il privilegio di pochi
Lo sguardo laico
Nicola Cirillo
Una funzione propulsiva del progresso e dello sviluppo sociale
Dieci ragazzi per noi
Ileana Alesso
Il linguaggio del legame sociale è un linguaggio “speciale” che deve essere “normale
Sentimenti e regole
Antonio Pascucci
Le regole sono il fondamento di ogni comunità strutturata, necessarie per garantire un equilibrio tra ordine e libertà
Un fiocco di tanti colori
Paola Furini
Ai ragazzi e alle ragazze è stata garantita la possibilità di partecipare alla vita pubblica
Rubriche: ultimi articoli
Alessandra Capuano, Giovanna Fava, Ida Grimaldi, Andrea Mazzeo, Elvira Reale Il malcelato tentativo di negazione della violenza domestica e di genere che si vuole mantenere fuori dai Tribunali civili e dalle cause di affidamento dei minori
Andrea Mazzeo Le condotte conflittuali o di sopraffazione tra i coniugi non sono equiparabili al mobbing nel mondo del lavoro
Anna Frasca
Esiste una correlazione inversa tra il lavoro domestico e il desiderio di avere figli
Paola Regina
La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha elaborato
nozioni autonome di diritto e di legge
Emilio De Capitani
Elementi fondanti per il diritto all’auto determinazione di ogni individuo e per il funzionamento di una società democratica
Roberta De Monticelli
L’idea di trasparenza è il luogo dove la logica si salda con l’etica
Stefania Cavagnoli
L’importanza del diritto e della sua comunicazione come strumento di relazione e di garanzia
Massimo Corrado Di Florio
Le parole non devono essere ingannatrici
Trasparenza delle leggi e strumenti di democrazia partecipativa in Italia e in Europa
Ileana Alesso
Se un linguaggio che non è possibile capire e parlare è un linguaggio che rende muti, ferisce le persone e la comunità, occorre la bussola di una lingua comune per l’orizzonte disegnato dalla Costituzione
Povera, si direbbe.Che già ad essere figlia di Agamennone e…
Giovanna Fava
Le richieste di provvedimenti in materia di famiglia sono tutte urgenti
Angelo Santi
Un campo di azione in cui esplicare la libertà delle parti