la Giustizia e "tre donne intorno al cor"

La Giustizia e “tre donne intorno al cor”

di Michele Salazar (Avvocato in Reggio Calabria)

Prendendo lo spunto dalla canzone dottrinale Tre donne intorno al cor mi son venute (Rime, 47 CIV) che Dante compose nel 1302 per esprimere la sua amarezza per l’esilio e le sue riflessioni sulla giustizia divina, sulla giustizia umana e sulla legge (rappresentate dalla tre donne, belle e virtuose, che immagina di incontrare), analizzo comparativamente i personaggi femminili delle opere teatrali di Sofocle (Antigone), Shakespeare (Il mercante di Venezia) e Eduardo De Filippo (Filumena Marturano), che anche a me hanno metaforicamente rubato il cuore nella notte di San Valentino, mettendone in evidenza le assonanze e le differenze che sotto il profilo giuridico caratterizzano le loro vite.

Antigone è la paladina del diritto naturale e quindi della legge eterna degli dèi, che essa contrappone – in un pubblico processo – al diritto positivo di Creonte, che ha vietato la sepoltura di Polinice a dispetto dei principi fondamentali che governano da sempre l’ordinato svolgimento della polis e assegnano alla famiglia in via esclusiva la gestione degli affetti e della pietà per i defunti.
Per l’affermazione di tali principi Antigone sacrifica addirittura la vita, innescando una serie di eventi tragici che travolgono a Tebe tutti i personaggi della vicenda.

Porzia, al contrario di Antigone, che si oppone alla legge del sovrano, si muove invece nell’ambito dell’ordinamento giuridico della mercantile ed opulenta Repubblica di Venezia, dove vige la regola del rispetto dei contratti, anche se iniqui, come quello stipulato da Antonio con l’ebreo Shylock.
Quest’ultimo, infatti, ha il diritto di tagliare dal corpo del primo, a cui ha prestato tremila ducati, una libbra di carne in caso di mancata restituzione della somma alla scadenza.
Nel processo davanti al Doge contro l’inadempiente Antonio, Porzia, travestita da avvocato, riesce, con un’abile strategia difensiva, a sottrarre il suo cliente alle grinfie dell’usuraio, e addirittura ad invocare contro costui la legislazione della Serenissima avendo egli attentato con quel contratto mortale alla vita di un cittadino di Venezia.

Anche Filumena Martorano si misura con la legge, utilizzando a suo modo, lei che non sa né leggere né scrivere, le norme sul matrimonio in articulo mortis.
Si finge in fin di vita per farsi sposare dal convivente, che però reagisce allo stratagemma e minaccia querele e denunzie.
Fa intervenire l’avvocato Nocella per spiegare a Filumena in un simulacro di processo privato che, non essendo morta, il matrimonio non vale.
La vicenda si complica quando Filumena rivela a Domenico Suriano di avere tre figli, di cui uno è stato con lui concepito, ma non gliene rivela l’identità, risvegliando il senso della paternità nell’uomo, che alla fine la sposa con un matrimonio in piena regola, dopo l’annullamento di quello contratto con l’inganno.

Il tema trattato si inserisce nel filone di studi che può denominarsi “Diritto e letteratura”, genere assai praticato nei sistemi di common law, segnatamente negli Stati Uniti, dove grande interesse ha sempre suscitato in ogni strato sociale il processo.
Ed è appunto il processo il filo rosso che unisce le tre protagoniste dei tre drammi, nei quali, con il linguaggio del teatro, vengono rappresentati sulla scena i problemi sempre eterni della giustizia.

PH: Pexels da Pixabay

Giuffrè, Milano, 2015

https://shop.giuffre.it/catalog/product/view/id/75216/category/53/

#TOPICS: ultimi articoli

I giovani adulti e la Suprema Corte

di Paola Furini (Avvocata in Milano)
Non è corretto applicare a un giovane adulto, solo perché maggiorenne, la stessa pena di un adulto

Leggi l'articolo

L’affido: il minore e gli altri

di Giovanna Fava (Avvocata in Reggio Emilia)
In misura inversamente proporzionale alle nascite, aumentano le “attenzioni” e le “regole” che riguardano i bambini

Leggi l'articolo

I migranti minori non accompagnati

di Tommaso Tota (Neuropsichiatra Infantile)
Il diritto di asilo è tra i diritti fondamentali dell’uomo e viene riconosciuto e sancito dall’articolo 10, terzo comma, della Costituzione

Leggi l'articolo

Youth

di Umberto Pantanella (Avvocato in Bari)
La giovinezza è felice, perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non diventerà mai vecchio (Franz Kafka)

Leggi l'articolo

Non siamo un paese per giovani

di Anna Losurdo
I nostri giovani, da sempre, sono una categoria da indagini conoscitive per programmare politiche e interventi, piuttosto che coloro sui quali costruire il nostro futuro

Leggi l'articolo

Anche il tempo muore di Alzheimer

di Massimo Corrado Di Florio
Il tempo che passa non è come uno spettatore che va accontentato per forza. Siamo tutti nel medesimo narrato reale

Leggi l'articolo

Facciamoci del mare

di Nicky Persico (Avvocato in Bari e poeta)
Ebbene sì.
Il conto è arrivato, infine.
Come siamo sciocchi, noi esseri umani, quando crediamo di essere furbi

Leggi l'articolo

La marea bianca è nostra madre

di Enzo Varricchio
Tutto ciò che noi siamo qui, a sud dell’Europa e a nord dell’Africa, è umido del nostro mare, lui è la nostra madre

Leggi l'articolo

Conosci te stesso

di Ileana Alesso (Avvocata in Milano)
Quante volte ci siamo chiesti come si potesse fare a meno di vedere tutti quei treni che finivano ad Auschwitz

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

Sperimentiamo il Poliamore. Dal networking al netloving il passo potrebbe essere breve.

Pubblicato in

Il tempo dell’outing è arrivato? Mah, chissà. Di certo i…

Ditegli di sì. Sempre.

Pubblicato in

Ve lo ricordate Michele? Quello appena uscito dal manicomio nella…

Facce di C.

Pubblicato in |

“Né più mai toccherò le sacre sponde….a noi prescrisse il…

Non ci resta che il meteo

Pubblicato in

Qui fa un caldo insopportabile. Dice qualcuno. Qui no, tutto…

mi ami? ma quanto mi ami?

Pubblicato in

Due domande secche che non contemplano un tempo di reazione…

Proni alla meta (?)

Pubblicato in

Se solo la conoscessimo. La meta finale, dico. Siamo proprio…

Zingara, prendi questa mano!

Pubblicato in

No, tranquilla, mica te la taglio. Non mi chiamo Matteo.…

Esiste l’amore? No. Ma tu e io, sì.

Pubblicato in

Luigi e Matteo. Matteo e Luigi. Innamorati per sempre. Un…

Le parole giuste

Pubblicato in ||||

di Paola Di Nicola (Giudice del Tribunale di Roma)
Esistono e resistono nell’ambito istituzionale, a partire da quello giudiziario, radicati stereotipi contro le donne

OCCHIO NON VEDE CUORE NON DUOLE? MOSCA CIECA DI STATO

Pubblicato in |

Manette, catene, ferri ai polsi. Va bene, tutto ci sta.…

REPLICANTI. MEGLIO EVITARLI

Pubblicato in |

Tutti, chi più chi meno, ci siamo affezionati al personaggio…

LA BULIMIA, LA “PRESENTIFICAZIONE” DEL FUTURO E LA “NIENTIFICAZIONE” DEL TUTTO

Pubblicato in |

Occorrerebbe muoversi con pazienza e senza quella antipatica fretta del…