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Ombre rosse

Noi di spoiler

Giornalista: Ehi, Billy! Billy, togli di macchina quell’articolo sul Repubblicano a Chicago e metti questo, invece: “Il famoso Ringo è stato ucciso questa notte nella via centrale a Lordsburg e insieme a lui hanno trovato la morte…” E lascia lo spazio per i nomi!
Billy: Non ho sentito nessuna sparatoria.
Giornalista: La sentirai, Billy. Stai certo.

Se giochiamo al gioco delle associazioni, dobbiamo avere il coraggio di osservare i risultati, lapsus inclusi.
Se osserviamo i risultati, dobbiamo poi percorrere la strada che questi ci indicano.
Pur accettando la legge per la quale “ad ogni azione corrisponde una reazione”, ci si può ingannare negando a sé stessi l’ineluttabilità di alcune conseguenze.

Riavvolgendo il nastro di questo incipit forse un po’ criptico, proviamo a dare alcuni suggerimenti per affrontare una decisione.
Per tutta una serie di ragioni, abbiamo imparato che, per farlo, verosimilmente attueremo questa sequenza: pensiero, azione, conseguenze.

Il tentativo di questo breve articolo è quello di soffermarsi sul pensiero, presentando uno strumento che potrebbe aiutare a chiarirlo: il roadmapping.
È piuttosto semplice, la spiegazione del metodo si esaurisce nella sua stessa definizione.

Ancora una volta, il procedimento suggerisce di mettere ordine con strumenti volti ad esplicitare, dichiarare, anche ciò che tendiamo a non voler vedere o dare per scontato.
Abbastanza banale, certo.

La domanda è: lo facciamo bene?
Qui la faccenda si complica, perché occorrerebbe immergersi nelle riflessioni dotati di radar per bias cognitivi, euristiche e simili.
Un bagaglio difficile da comporre, a volte pesante da portare, fatto anche di pezzi rari e scremature a pelle viva.

Ai posteri l’ardua sentenza.
Ad alcuni potrebbe sembrare interessante – una sorta di soluzione – invertire o mischiare l’ordine della sequenza: azione, pensiero e conseguenze, oppure conseguenze, pensiero ed azione.
Già fatto, passiamo decisamente oltre.
Per dovere di completezza, occorre ricordare il finale: “uguale e contraria”.
In sintesi, le conseguenze non si fanno fregare dai bias cognitivi: occhio.

Image credit: photosforyou da Pixabay

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