Co.Co.CO n.1 Giustizia nella Costituzione
di Maria Federica Dimantova
Benvenuti a Co.Co.CO, “Comprendiamo Consapevolmente la Costituzione”
Apro la rubrica con le parole donatemi per l’occasione dal Consigliere dott. Domenico Gallo, Magistrato della Corte di Cassazione che a più riprese ha mostrato interesse nel parlare del valore supremo della nostra carta costituzionale e che ringrazio per il prezioso contributo.
“La Costituzione non è un insieme di comandi giuridici mero frutto della tecnica del diritto.
La Costituzione nasce su quella frontiera aspra, pietrosa, battuta dai venti della storia dove il diritto incontra la filosofia, il passato germoglia il futuro, dove l’etica si sposa con la tecnica del diritto.
Nella Costituzione italiana – come osservava Calamandrei – ci sono gli echi della nostra storia, i nostri dolori, le speranze ed i sogni che hanno animato la resistenza, la lotta di liberazione e il progetto del nostro futuro”

Domenico Gallo, Magistrato della Corte di Cassazione
Magistrato presso il Tribunale di Roma, è stato senatore della Repubblica nella XII legislatura svolgendo le funzioni di segretario della Commissione Difesa. Aderisce attivamente a Magistratura democratica ed all’Associazione europea dei magistrati (MEDEL).
Autore e curatore di numerose pubblicazioni su temi attinenti a questioni di carattere internazionale ed in materia di diritti dell’uomo. Collabora con varie riviste giuridiche e quotidiani nazionali. Coautore del testo “Salviamo la Costituzione” edito Societas del 2006.
Alla soglia dei suoi 70 anni, la Costituzione italiana rivive, ma non abbastanza.
Certamente questo anniversario ha portato i cittadini, le istituzioni, la scuola come anche gli operatori della Giustizia -come gli avvocati – a ricordare il dettato costituzionale, la sua esistenza, la sua imponenza.
La Carta Costituzionale ci insegna da dove proveniamo e ci accompagna nel “dove dobbiamo andare?!?”.
Ma non basta citarla. Non basta festeggiare la sua settantennale esistenza.
Dobbiamo comprenderla.
Dobbiamo tramandarla ai ragazzi, ai cittadini di oggi e agli uomini e donne del domani.
Dobbiamo usarla e allo tempo preservarla.
Giustizia e Costituzione
L’art. 101 recita
“La Giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge”
Questo articolo delinea i caratteri fondamentali della funzione giurisdizionale.
Da un lato si richiama il principio di sovranità popolare. Dall’altro si attribuisce potere giurisdizionale alla figura del Giudice che esercita tale funzione indipendentemente dall’esecutivo e dal potere legislativo, sulla base del principio della divisione dei poteri.
Ma chi è il Giudice?
Il giudice non è la bocca della legge.
“Il giudice è un suo più o meno cosciente manipolatore”
Le parole richiamate di Norberto Bobbio identificano la figura del giudice come quella di un uomo o di una donna garante della giustizia che esercita. Il termine manipolatore non ci deve spaventare.
Deriva dal latino manipulare “maneggiare”. Si potrebbe dire che la Giustizia come la Costituzione debba essere maneggiata con cura, ma dobbiamo invocarla.
Il Giudice deve tenere presente il continuo evolversi della società e ricercare nell’applicazione della legge il nuovo e giusto equilibrio tra la legalità e il fatto concreto portato al suo esame.
Giustizia delecta o delenda?
La Giustizia esiste, dobbiamo solo imparare a esercitarla. I giudici, gli avvocati, i cittadini le Istituzioni tutte.
Non è una questione politica, è una questione di diritto!
La Giustizia è un diritto. La Giustizia, ora, è una delle priorità.
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