Esseri linguistici

Esseri linguistici

di AnnaMaria Passaggio (business career coach e formatrice in Milano)

Non sono un’avvocata, non sono una giornalista, ma sono stata invitata, in virtù dell’approccio interdisciplinare che caratterizza la mission di Fronte Verso Network a portare la mia testimonianza in quanto coach ad approccio ontologico-trasformazionale in occasione del loro Convegno La Parola è un’opera d’arte tenutosi il 29 novembre scorso a Milano. Questo approccio ha trovato la sua collocazione nel sistema di focus di riflessione partecipanti a questo convegno: La parola e il suo potere generativo e trasformativo.

Il Coaching Ontologico-Trasformazionale ha come base teorica la filosofia della comunicazione e sviluppa un nuovo modello di leadership basato sulle modalità con cui gli esseri umani agiscono e coordinano tra loro gli impegni.
Il Coaching Ontologico Trasformazionale trova i suoi fondamenti teorici in due opere che trattano della “Parola”:

  • Speech Acts (1969) di John Searle, professore di filosofia del linguaggio e filosofia della mente all’università di Berkeley in California
  • Ontologia del Lenguaje (1994) di Rafael Echeverria, socio fondatore di Newfield Consulting, una società che opera negli Stati Uniti, in Spagna, Argentina, Messico, Brasile, Venezuela, Colombia e Cile, dedicata allo sviluppo di organizzazioni ad alta prestazione

e in particolar modo si fonda sulla definizione degli Atti Linguistici che John Searle traccia, nella sua semplicità, con molta efficacia. Lo cito qui di seguito:
Parlare – l’avevano già detto Wittgenstein e Austin – è essenzialmente un modo di agire: allora l’unità fondamentale nello studio del linguaggio sono gli atti che si compiono parlando, gli atti linguistici”.

Pertanto se la parola è azione e l’azione costruisce il nostro essere, allora possiamo modificare il nostro essere attraverso la parola.

La teoria degli atti linguistici e il fatto che le conversazioni che abbiamo con noi stessi e con gli altri influenzano il nostro Fare e quindi il nostro Essere, diventa un grande ed efficace strumento di lavoro per il Coach.

Infatti, lavorare su come il cliente, il coachee, si esprime, equivale a lavorare sulla sua visione del mondo, sulle sue credenz, sui suoi modelli mentali, potendo così individuare cosa gli è utile e cosa inutile, nel percorso verso i propri obiettivi.
Questo approccio si basa sugli atti linguistici e sui tre postulati fondamentali dell’ontologia del linguaggio:

1 Gli esseri umani sono esseri linguistici
Gli esseri umani utilizzano la lingua, la parola non solo per descrivere la realtà, ma piuttosto per creare nuove realtà. Attraverso il nostro linguaggio siamo in grado di creare il nostro futuro.
2 Il linguaggio è generativo
Il linguaggio permette di parlare della realtà, delle cose. Il linguaggio, soprattutto, fa si che quelle cose accadano. Il linguaggio, quindi è azione, è generativo, crea realtà.
3 Gli esseri umani creano sé stessi attraverso il linguaggio
Utilizzando delle parole, piuttosto che altre nel parlare, oppure scegliendo di stare in silenzio – nell’assenza della parola – apriamo e chiudiamo delle possibilità per noi, per gli altri e per il nostro futuro.

Terminando quindi questo breve excursus sui fondamenti teorici su cui si basa il Coaching Ontologico-Trasformazionale, possiamo dire che lavorando sul linguaggio utilizzato dal coachee siamo in grado di aiutarlo a chiarire il suo sguardo sulla realtà. E capire quindi, in relazione a particolari fatti/eventi/relazioni di cui ci parla, che tipo di “occhiali” indossa, e quali sono le sue convinzioni e i suoi valori.

Chiudo questo mia essenziale “pillola” di conoscenza citando un concetto kantiano che mi accompagna in assoluto dagli anni del liceo alla Scuola Tedesca di Milano e che molto, molto spesso ha dato senso all’esercizio di questo mia professione:
Tratta gli altri come se fossero dei fini in sé e non come dei mezzi per raggiungere i propri fini” (Immanuel Kant)

Photo credit: 3.bp.blogspot.com
(Miguel Chevalier; magic carpets interactive virtual reality installation; Castel del monte – Italy – 2009)

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