Avvocati in pericolo
di Roberto Giovene di Girasole (Avvocato in Napoli – OIAD)
Missione del CNF e dell’OIAD
Visita al carcere speciale di Sliviri (Istanbul)
13-14 marzo 2019
Fondato nel 2016 dal Consiglio Nazionale Forense italiano, dal Consiglio Nazionale forense francese, dall’Ordine degli Avvocati di Parigi e dal Consiglio Generale dell’Avvocatura spagnola, l’Osservatorio Internazionale degli Avvocati in pericolo, www.protect-lawyers.com, conta ormai più 30 membri attivi, compresi i 4 fondatori (per l’Italia Roma, Torino, Bari, Messina, Milano, Brescia, Oristano, Verona, Monza, Rovereto e Modena), 13 ordini francesi, 5 ordini spagnoli, uno svizzero (Ginevra), oltre agli ordini di Dyarbakir (Turchia) e del Camerun.
L’Osservatorio pone in essere una vigilanza permanente sulla situazione degli avvocati minacciati nel mondo a causa dell’esercizio legittimo della loro professione, con la denuncia all’opinione pubblica attraverso comunicati pubblicizzati sul web e sulla stampa, oppure con documenti di protesta inviati ai rappresentanti dei Governi.
Inoltre l’Osservatorio compie anche azioni positive, volte ad assicurare assistenza agli avvocati la cui vita, libertà, o esercizio professionale sono messi in pericolo attraverso l’assistenza legale nelle procedure di richiesta di asilo, oppure con l’aiuto concreto nel superare le difficoltà quotidiane (vitto, alloggio assistenza legale, studio della lingua del paese.
L’Assemblea generale che si è tenuta a Madrid il 21 ottobre u.s. ha eletto presidente la Decana (presidente) del Consiglio Nazionale Forense spagnolo, Maria Ortega (che prende il posto del V. presidente dell’Ordine di Parigi Basil Ader, Presidente uscente) e, quale vice Presidente, il Consigliere nazionale forense Francesco Caia. Sono stati eletti quali componenti del direttivo ( i 4 fondatori sono membri di diritto), l’Ordine di Ginevra e l’Ordine di Milano, che ha indicato quale rappresentante la consigliera Silvia Belloni.
Nel corso dei lavori ho avuto modo di raccontare ai presenti l’esperienza vissuta, quale delegato del CNF, alla fact finding mission, cui ha partecipato anche l’OIAD, svolta in Turchia il 13 e 14 ottobre scorsi, ed alla visita compiuta nel famigerato carcere turco di Sliviri, a 70 KM da Istanbul.
Il 20 marzo 2019, diciotto avvocati sono stati condannati a lunghe pene detentive, al termine di un processo simbolo dell’attuale eclissi dello stato di diritto in Turchia perché non solo basato, come tanti altri, sulle accuse di testimoni segreti, escussi con voce camuffata e viso coperto, ma anche perché gli avvocati difensori non hanno avuto la possibilità di pronunciare le arringhe finali.
Tra loro, Selcuc Kozaglaki, presidente dell’Associazione di avvocati progressisti CHD, Behic Asci, Barkin Timtik, Ebru Timtik, (le ultime due avvocate anche sorelle).
Il colloquio avuto con loro ha evidenziato lo stato di assoluto isolamento dei colleghi, identificati con i reati di terrorismo contestati ai loro assisti.
Il perdurare delle gravissime violazioni dei diritti fondamentali e delle più elementari regole del giusto processo in Turchia è stata confermata dagli interventi in assemblea di due rappresentanti dell’associazione di avvocati turchi in esilio Arrested lawyers initiative, che hanno ricordato la drammatica situazione che vede circa 600 avvocati turchi in carcere, dei quali 321 condannati a complessivi 2021 anni di reclusione.
Nel corso dell’assemblea sono state anche analizzate le violazioni dei diritti umani in Iran, Camerun, Honduras, Colombia e Messico (ne parlerò nei prosimi articoli).
Photo credit: inhabitat.com/Joshua-Tree-Residence-by-James-Whitaker
dello stesso autore, su Ora Legale News:
www.oralegalenews.it/04-febbraio/lavvocatura-per-i-diritti-fondamentali
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