Da sola non basta

Da sola non basta

di Aldo Luchi (Avvocato in Cagliari)

Non basta la bellezza da sola.
Certo, la bellezza può manifestarsi improvvisamente davanti ai nostri occhi senza che la cerchiamo, ma avviene raramente. E soprattutto rischiamo di perdere tutta quella che è, invece, nascosta.
Ho sempre pensato che la rigidità del concetto astratto del καλώς καί αγαθωσ lo renda inapplicabile alla quotidianità, all’esercizio di ricerca della bellezza nei meandri di tutto ciò in cui ci imbattiamo ogni giorno.

Occorre avere occhi ed animo predisposti ed allenati a vederla. Occorre saper filtrare la bellezza dalle tante impurità dalle quali è nella generalità dei casi circondata.
Per dirla con le parole di Oscar Wilde,

il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza”.

E paradossalmente, più sono drammatiche e avverse le circostanze in cui ci imbattiamo, più è difficile intravedere dentro a queste la bellezza e più il riuscire a vederla rappresenta l’unica via di emancipazione.
Una via che passa attraverso la liberazione dalle sovrastrutture superflue, dai pregiudizi dannosi, dalle convenzioni inutili.

Nel dramma globale che stiamo vivendo, dovremmo tutti esercitarci a percorrere questa via e riuscire ad intravedere nelle modifiche delle nostre abitudini, imposte dalle restrizioni e dall’emergenza sanitaria, un’occasione per acquisire nuove competenze e capacità, consapevoli che soltanto questa evoluzione potrà costituire una via d’uscita.

Certo, tutti sentiamo la mancanza dei viaggi, della scoperta di luoghi sconosciuti, delle persone che li abitano e delle loro culture, ma abbiamo l’occasione di imparare a trovare la bellezza a due passi da noi, probabilmente dando il corretto valore a cose che, fino ad oggi, abbiamo dato per scontate.
Ed altrettanto possiamo fare sul lavoro, accettando con entusiasmo e curiosità le modifiche imposte dalla distanza forzata e che sono possibili grazie alla tecnologia.
Noi Avvocati, probabilmente, siamo più abituati di altri: trovare e valorizzare gli aspetti positivi ed utili, perfino le occasioni, all’interno dei drammi umani che gli assistiti ci consegnano è per noi un esercizio quasi quotidiano al quale abbiamo scelto, svolgendo questa professione, di aderire.
In fin dei conti lo ha detto anche Anna Frank:

Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice”.

Image credit: Igor Ovsyannykov da Pixabay

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