La marea bianca è nostra madre
di Enzo Varricchio
Gli Arabi lo chiamano “Mar Bianco di Mezzo“, al-Baḥr al-Abyaḍ al-Mutawassiṭ, البحر الأبيض المتوسط, evocando il latte materno e l’idea del nutrimento, tanto che forse bisognerebbe declinarlo al femminile, alla francese, La Mer méditerranée: la marea bianca tra le terre.
Tutto ciò che noi siamo qui, a sud dell’Europa e a nord dell’Africa, è umido del nostro mare, la marea bianca è nostra madre.
Nelle sue onde si sono specchiate le più antiche civiltà del pianeta, tra Oriente e Occidente, lì dove 6000 anni prima di Cristo nacque l’agricoltura: egizia, minoica, micenea, fenicia, greca, romana, araba, bizantina.
Con i popoli delle sue sponde abbiamo sempre commerciato e guerreggiato, ma soprattutto sognato. Con le storie narrate dai suoi poeti e cantori: il Vello d’Oro, l’Iliade e l’Odissea, e le Mille e una Notte. Con le gesta di eroi come Gilgameš, Ulisse, Giasone, Teseo, i cui nomi ancora echeggiano di torre in baia, di isola in porto, per strade e per contrade. Con le tre grandi religioni monoteiste, che per questo medium liquido già caro a Poseidone si diffusero ovunque.
Ad Atene nacquero la filosofia e la democrazia, a Mileto la scienza, a Roma il diritto, a Palermo normanno-sveva lo Stato e la lingua italiana, almeno nelle prime forme di come oggi li intendiamo.
E l’Italia fu al centro di questo grande traffico di genti, di merci e di idee, e non solo grazie alle conquiste dell’impero romano. Basti pensare alla Magna Grecia e alle Repubbliche marinare.
Ci rubò il primato la scoperta dell’America nel 1492 e poi l’avvento della capacità logistica dei porti dei mari del nord: Rotterdam, Amburgo, Anversa. Da allora è cominciato un lento e inesorabile declino dal quale fatichiamo a risollevarci.
Ormai la forza non è più nell’immaginazione ma nell’organizzazione, non più nell’economia reale ma in quella finanziaria, non nella solitudine dell’avventura ma nella solidità del progetto.
In quest’era così poco romantica non c’è più molto spazio per santi, poeti e navigatori ma solo per oleodotti, barconi e isole di plastica.
Così anche una culla può trasformarsi in un cimitero.
Pic.: Ritorni, Enzo Varricchio, 2015
Articoli dello stesso autore:
#TOPICS: ultimi articoli
Rilevanza strategica
Andrea Buti
Inquadrare il problema, individuare le opzioni, immaginare gli scenari
Per prima cosa, uccidiamo tutti gli avvocati
Aldo Luchi
Le battaglie per i diritti di tutti e non per il privilegio di pochi
Dieci ragazzi per noi
Ileana Alesso
Il linguaggio del legame sociale è un linguaggio “speciale” che deve essere “normale
Sentimenti e regole
Antonio Pascucci
Le regole sono il fondamento di ogni comunità strutturata, necessarie per garantire un equilibrio tra ordine e libertà
Un fiocco di tanti colori
Paola Furini
Ai ragazzi e alle ragazze è stata garantita la possibilità di partecipare alla vita pubblica
Rubriche: ultimi articoli
Parafrasando alcune riflessioni di qualcuno, anche il DNA invecchia .…
Alessandra Capuano, Giovanna Fava, Ida Grimaldi, Andrea Mazzeo, Elvira Reale Il malcelato tentativo di negazione della violenza domestica e di genere che si vuole mantenere fuori dai Tribunali civili e dalle cause di affidamento dei minori
Andrea Mazzeo Le condotte conflittuali o di sopraffazione tra i coniugi non sono equiparabili al mobbing nel mondo del lavoro
Anna Frasca
Esiste una correlazione inversa tra il lavoro domestico e il desiderio di avere figli
Paola Regina
La giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha elaborato
nozioni autonome di diritto e di legge
Emilio De Capitani
Elementi fondanti per il diritto all’auto determinazione di ogni individuo e per il funzionamento di una società democratica
Roberta De Monticelli
L’idea di trasparenza è il luogo dove la logica si salda con l’etica
Stefania Cavagnoli
L’importanza del diritto e della sua comunicazione come strumento di relazione e di garanzia
Massimo Corrado Di Florio
Le parole non devono essere ingannatrici
Trasparenza delle leggi e strumenti di democrazia partecipativa in Italia e in Europa
Ileana Alesso
Se un linguaggio che non è possibile capire e parlare è un linguaggio che rende muti, ferisce le persone e la comunità, occorre la bussola di una lingua comune per l’orizzonte disegnato dalla Costituzione
Povera, si direbbe.Che già ad essere figlia di Agamennone e…
Giovanna Fava
Le richieste di provvedimenti in materia di famiglia sono tutte urgenti