Un protocollo per le CTU

Un protocollo per le CTU

di Elvira Reale (Psicologa in Napoli)

Il Protocollo Napoli è una Linea guida per la consulenza tecnica in materia di affidamento dei figli a seguito di separazione dei genitori, nella cornice della Convenzione di Istanbul (CdI)
È un protocollo tecnico-scientifico, elaborato da 5 psicologhe (Caterina Arcidiacono, Antonella Bozzaotra, Gabriella Ferrari Bravo, Elvira Reale, Ester Ricciardelli dirigenti delle strutture pubbliche sanitarie ed universitarie impegnate da molti anni sui temi della salute delle donne e della violenza maschile contro di loro) deliberato a settembre 2019 dall’Ordine degli psicologi della Campania (che consta più di 7000 psicologi) e sottoscritto anche dall’Ordine nazionale(https://www.psicamp.it/index.asp?page=protocollo-napoli)

Il Protocollo, suddiviso in due parti oltre la premessa, concentra la sua attenzione sulla Consulenza psicologica e intende attirare l’attenzione dei tecnici sul tema della violenza domestica nell’ambito di procedimenti giudiziari per l’affido dei figli in caso di separazione, soffermandosi sia sui singoli argomenti sia sulla loro interconnessione.

  • La premessa definisce il modello teorico della violenza domestica e quello relativo alla violenza assistita, riferito ai minori che in famiglia subiscono traumi per la violenza cui sono sottoposte le madri.
  • La prima parte descrive il “Protocollo Napoli” e costituisce una proposta di lavoro adeguata alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul).
  • La seconda parte contiene una guida metodologica che va dagli obiettivi della valutazione psicologica alla stesura del rapporto conclusivo della consulenza tecnica; inoltre contiene le indicazioni e i suggerimenti che consideriamo utili per la scelta degli strumenti tecnici e dei test, desunti dalla più recente letteratura scientifica internazionale.

Il protocollo ruota intorno a sette principi fondamentali dal punto di vista tecnico e scientifico
1) Valutare la presenza di violenza domestica nei confronti della madre, al fine di superare l’approccio pregiudiziale che valuta ogni dinamica relazionale come conflitto e non come disparità di potere quando vi siano azioni improntate a violenza e controllo.

2) Sollecitare gli esperti a un sempre maggiore approfondimento della specificità del PTSD (Disturbo da stress post-traumatico), al fine di superare e accantonare una diagnostica sulla personalità, che tende a confondere le condizioni riferibili a uno stato situazionale (come la violenza domestica) con inadeguatezze e fragilità strutturali della persona.

3) Promuovere la distinzione tra intervento psicologico valutativo e trattamento, al fine di evitare il doppio ruolo del consulente, non previsto né dal codice deontologico né dalle prassi giudiziarie che possono richiedere solo una valutazione a partire dallo status quo e da come si è formato in una prospettiva storica.

4) Promuovere l’ascolto del minore, partendo dal diritto alla “Safety First”, al fine di evitare che siano fatte sul minore pressioni indebite e traumatiche.
Il rifiuto del minore va approfondito e valutato a partire dalle sue motivazioni, dalle sue paure e dalle sue angosce, sempre nel rispetto del suo sentire e della sua volontà. Quest’ultima, comunque, non può essere “forzata” per imporre al minore incontri costrittivi con il genitore rifiutato, come recentemente affermato dalla sentenza n. 30826 del 2018 della I sez. Civile della Corte di Cassazione.

5) Promuovere il Dovere-Diritto alla genitorialità (Art. 30 della Costituzione), al fine di evitare criteri di buona genitorialità che non mettano al primo posto il dovere dei genitori alla cura del minore, da cui scaturisce anche il loro diritto al rapporto con il figlio.
La violenza contro la madre è una discuria verso il minore e come tale è una condizione di privazione di questo diritto in capo al padre.
In caso di violenza inoltre va ovviamente escluso, tra le competenze genitoriali, il friendly parenting, l’atteggiamento amichevole verso l’altro, che considera buon genitore colui/colei che promuove l’accesso all’altro (in genere il collocatario che promuove la relazione con il genitore non collocatario).

6) Promuovere l’adesione solo ai costrutti scientifici validati da organismi internazionali, al fine di evitare la proliferazione di costrutti non validati ed inseriti abusivamente nelle aule giudiziarie in grado di alterare il diritto ad un giusto processo.
In particolare, si segnala la PAS (Parental Alienation Syndrome) rigettata come costrutto ascientifico dall‘APA, (Associazione degli Psicologi Americani: “Statement on Parental Alienation Syndrome”), più volte rifiutata dalla comunità scientifica internazionale (OMS) e anche nazionale (Ministero della salute) .

7) Promuovere modalità di affido che non alterino le abitudini di vita del minore e non ricorrano a strumenti di costrizione, al fine di evitare ricorsi abusivi a TSO (trattamenti sanitari obbligatori) striscianti, quando si attuano prelievi forzosi del minore dal suo habitat.
Questi si configurano come un trauma attuale e certo in confronto a ventilati e non dimostrati danni futuri, relativi sempre ad un male inteso diritto alla bigenitorialità considerato, in contrasto con leggi e convenzioni, come diritto primario, superiore al diritto (questo sì primario) del minore alla salute.

https://www.oralegalenews.it/wp-content/uploads/2020/10/lettera-aperta-agli-ordini-professionali.pdf

Image credit: Paolo Chieselli da Pixabay

#TOPICS: ultimi articoli

Mobilitiamo le nostre coscienze

Roberto Giovene di Girasole Ebru Timtik era un’Avvocata valorosa, impegnata in molti processi in difesa di lavoratori e difensori dei diritti umani

Leggi l'articolo

Daniela Baldassarra

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Leggi l'articolo

Piero Di Domenicantonio e Anna Paola Lacatena

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020

Leggi l'articolo

Binomio violento

Ida Grimaldi
È cruciale guardare a questi due volti della violenza come a un unico problema sociale cui dare una risposta integrata, superando la speranza che un partner violento sia comunque un buon padre

Leggi l'articolo

Giusy Frallonardo

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Leggi l'articolo

Francesca Palumbo

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Leggi l'articolo

Arianna Ninchi

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Leggi l'articolo

Deborah Alice Riccelli

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Leggi l'articolo

Sopravvissuta

Giovanna Fava
Nonostante la Cassazione abbia definitivamente condannato l’autore, ancora oggi la mia ferita rimane aperta, in una condizione di sospensione e attesa

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

Minata la negoziazione assistita

Pubblicato in |

Roberta Valente
Il procedimento negoziato di separazione, divorzio e modifica delle condizioni di separazione o divorzio non esiste più

Una condanna categorica

Pubblicato in ||||

Andrea Mazzeo
Con il concetto di alienazione parentale viene screditata la testimonianza dei bambini nei casi di violenza in famiglia o di abusi sessuali incestuosi

Daniela Baldassarra

Pubblicato in |||

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Ordini professionali e trasparenza amministrativa

Pubblicato in |||

Giovanni Pansini
La pubblicazione dei dati effettuata dal C.N.F realizza una corretta applicazione dei principi di trasparenza di cui alla normativa vigente

Revenge?

Pubblicato in |||

Pietro Buscicchio
Questa cultura patriarcale, plasmata e raffinata in millenni di dominio maschile, è malata ma non chiede aiuto

Piero Di Domenicantonio e Anna Paola Lacatena

Pubblicato in |||

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020

Binomio violento

Pubblicato in |||

Ida Grimaldi
È cruciale guardare a questi due volti della violenza come a un unico problema sociale cui dare una risposta integrata, superando la speranza che un partner violento sia comunque un buon padre

Giusy Frallonardo

Pubblicato in |||

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Francesca Palumbo

Pubblicato in |||

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Arianna Ninchi

Pubblicato in |||

Tanti fili una rete
Il Consiglio Nazionale Forense per il 25 Novembre 2020
Giraffa Onlus

Idee in movimento

Pubblicato in |||

Serenella Molendini
Mettere la cura al centro significa riconoscere (ma anche redistribuire) il lavoro di chi quotidianamente si “prende cura” per promuovere benessere individuale e collettivo

La Costituzione si è mossa

Pubblicato in |||

Tania Groppi
L’esperienza ci mostra che la consapevolezza di avere diritti deriva spesso dalla sensazione di ingiustizia che scaturisce da una violazione