Oltre i pregiudizi
di Roberto Sensi (Amministratore Unico della Edizioni Diritto e Ragione srl, società editrice del quotidiano “IL DUBBIO”)
Sui Pedali della Libertà “Oltre il Pregiudizio”
Nella testa di ciascuno di noi c’è un pregiudizio. Una testa, o meglio un teschio è stato e purtroppo rimane il simbolo di un pregiudizio.
Un teschio che veniva utilizzato come fermacarte da uno studioso, al tempo un famoso criminologo: Cesare Lombroso.
Ma di chi era quel teschio? Di un brigante, di un feroce assassino, di un incallito criminale? O forse di un povero diavolo che aveva rubato due caciotte e un capretto?
Era sicuramente di un calabrese, nato a Motta Santa Lucia: Giuseppe Villella.
Quel teschio è ancora oggi esposto al Museo di criminologia Cesare Lombroso a Torino.
La richiesta da parte del Comune natale di riavere le spoglie del suo concittadino, dopo un lungo iter giudiziario, si è definitivamente infranta in Cassazione; il teschio rimarrà esposto nel museo di Lombroso, che reputava la fossetta occipitale come chiaro segno della predisposizione al crimine delle genti del sud.
Ma se non è possibile seppellire il teschio, possiamo oggi almeno seppellire il pregiudizio nei confronti dei meridionali? E quello nei confronti dei meridionali è l’unico pregiudizio da sradicare?
Ma cosa è il pregiudizio? Cosa può fare ciascuno di noi per superare i pregiudizi?
Tante domande che mi giravano nella testa, tante domande che ho posto ai miei interlocutori nelle tappe del mio lungo viaggio in bici che mi ha portato da Torino a Motta Santa Lucia.
La prima risposta l’ho cercata nel dizionario Treccani ed è stata la molla che mi ha fatto intraprendere questa iniziativa.
Pregiudizio: Idea, opinione concepita sulla base di convinzioni personali e prevenzioni generali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione, e da indurre quindi in errore. La mancata conoscenza diretta dei fatti delle persone.
Ecco cosa si può fare: cercare di conoscere i fatti, le persone, le cose.
Ed ecco quello che ho fatto: sono salito in sella alla mia bici ho percorso l’Italia e ad ogni tappa ho incontrato persone che mi hanno raccontato fatti, ho visto cose, e ho condiviso tutto ciò con chi voleva “conoscere”, attraverso “Il Dubbio” e suoi canali multimediali (https://www.ildubbio.news/sui-pedali-della-liberta-oltre-il-pregiudizio/)
Otto tappe per arrivare a destinazione, tanti i pregiudizi affrontati, intelligenza artificiale e algoritmi, antisemitismo, omotransfobia, diritto alla difesa, Gender Gap, migranti e xenofobia, rom e antiziganismo. Ancora tanti i temi da affrontare.
Uno stile informale e un approccio diretto, un modo inusuale di comunicare con il quale mi piace pensare di aver aperto uno spazio di discussione su un tema per tutti noi importante: spesso i pregiudizi ci condizionano e precludono il pieno riconoscimento dei diritti di chi li subisce.
Sui Pedali della Libertà 2022 sarà “Oltre l’Ostacolo” in Sardegna e in Sicilia.
A chi mi chiede perché il prossimo giro non lo organizzo all’estero, gli rispondo che per quanto complicato sia percorrere le strade italiane in bicicletta, la soddisfazione di sedersi a tavola in qualsiasi regione italiana, non ha eguali, perché come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte.
Lasciatelo anche nella mia testa un pregiudizio.
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