E se facessimo da soli?

E se facessimo da soli?

Per diversi mesi l’accesso alla Giustizia è risultato molto difficoltoso (per usare un eufemismo) a causa dell’emergenza sanitaria.

Nel pieno dell’emergenza sanitaria, a metà aprile, ho approfittato dell’ospitalità degli amici di “Oralegale news” per lanciare una proposta che, a distanza di qualche mese, mi piacerebbe ribadire.

Quanto costerebbe allo Stato accollarsi i costi delle Camere Arbitrali, sollevando le parti da ulteriori oneri? (spoiler: meno di quanto costerebbe il collasso della Giustizia continuando, nel frattempo, a versare bonus assistenziali).

E se facessimo da soli?

Denuncio subito la mia tesi: almeno per la Giustizia Civile, i C.O.A., (attraverso le Camere Arbitrali e con poche modifiche normative), potrebbero ridurre il numero di cause in ritardo (98.370 in appello e 337.740 in primo grado secondo i dati ufficiali per il 2019 del monitoraggio della Giustizia civile), ed il numero di cause pendenti purché sia lo Stato ad accollarsi i costi degli arbitrati, quanto meno sotto forma di credito di imposta.

Quale potrebbe essere il costo di questa operazione?

Quello che verrebbe versato dallo Stato, in realtà, potrebbe rivelarsi un futuro risparmio.

Due conti:

  1. la Tariffa arbitrale (secondo le Tabelle della Camera di Milano) parte da un minimo di 600,00 euro per Cause fino a 25.000,00;
  2. per ogni anno di ritardo lo Stato deve risarcire per ognuna delle cause in ritardo una somma (in media) tra i 400,00 e gli 800,00 euro;

Questi numeri, da soli, potrebbero essere convincenti: perché lo Stato paga un risarcimento per ogni anno di ritardo quando potrebbe farsi carico (più o meno con la stessa somma) di pagare un Arbitro per risolvere definitivamente il contenzioso?

C’è da aggiungere, inoltre, che oltre ai risarcimenti per la “legge Pinto”, il ritardo della Giustizia civile genera costi indiretti (dovuti ad incertezza e sfiducia di cittadini e imprese) pari a circa l’1 % del PIL.

Infine, a causa della paralisi della Giustizia, lo Stato si accollerà ulteriori costi, quali, ad esempio, l’indennità di 600,00 euro versata agli Avvocati (e per ora anticipata dalla Cassa Forense) che, secondo il comunicato, costa 83.586.600,00 euro per il solo mese di marzo.

Nel mese di Aprile non era ben chiaro dove si potessero trovare risorse economiche per questa operazione (ipotizzavo l’emissione di strumenti finanziari di Stato).

Oggi invece sappiamo che (ad alcune condizioni e nel perimetro ben delineato dalla Commissione Europea) alcune delle risorse che l’Unione Europea mette a disposizione dell’Italia, possono essere utilizzate per migliorare la Giustizia.

Non si tratta di una privatizzazione della Giustizia: i C.O.A. sono Enti Pubblici, ai sensi della Legge 247/2012, e le Camere Arbitrali, da essi amministrate, ben potrebbero costituire un una forma di Giurisdizione pubblica, nel senso ampio del termine.

Una soluzione del genere valorizzerebbe il ruolo e la professionalità degli Avvocati e degli stessi Magistrati e offrirebbe un servizio pubblico finalizzato ad ottenere una Giustizia civile più veloce, più efficiente e più rispettosa dei diritti dei cittadini.

Image credit: Pixabay

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