Mobilitiamo le nostre coscienze

Mobilitiamo le nostre coscienze

di Roberto Giovene di Girasole (Avvocato in Napoli)

L’anno che si è appena concluso, il primo degli anni Venti di questo secolo, è stato molto difficile ed ha visto l’aggravarsi delle violazioni dei diritti umani in diverse parti del mondo.

L’esplodere della pandemia ha impedito la libertà di movimento ed i viaggi all’estero, rendendo ancora più difficile se non impossibile recarsi nei paesi dove si registrano le violazioni dei diritti fondamentali, al fine di portare solidarietà ai difensori dei diritti umani, anche attraverso l’osservazione dei processi a loro carico e lo svolgimento di missioni conoscitive.

I processi che vedono imputati i dissidenti politici ed i loro avvocati, che spesso finiscono per essere a loro volta nel mirino dei governi autoritari, accusati degli stessi reati contestati ai loro assistiti, non si sono, invece, bloccati.
Processi svolti in spregio alle più elementari regole dell’equo processo e dello stato di diritto.

Uno di questi, in Turchia, Paese dove secondo i dati aggiornati al mese di agosto 2020 dell’associazione di avvocati turchi in esilio Arrested lawyers initiative, 441 avvocati sono stati condannati a complessivi 2748 anni di reclusione, aveva come imputata in stato di detenzione l’Avvocata Ebru Timtik.

Era stata condannata a 13 anni e sei mesi di reclusione.
Aveva iniziato lo sciopero della fame nel gennaio 2020, per richiedere l’indipendenza della giurisdizione, il rispetto dei diritti fondamentali e delle regole del giusto processo.
In stato di detenzione dal 2018 e’ morta il 27 agosto 2020, dopo 238 giorni di sciopero della fame, a causa del rigetto di tutte le istanze di scarcerazione, motivate dalle sue gravissime condizioni di salute, e di tutti gli appelli dell’avvocatura italiana ed internazionale.
Ebru Timtik, ormai allo stremo e ridotta a pesare meno di 38 kg, era stata inutilmente sottoposta ad alimentazione forzata, una inutile tortura che non ne ha impedito la morte.

Ebru Timtik nel marzo 2019 era stata condannata, insieme ad altri 18 avvocati dell’associazione CHD (avvocati progressisti), tutti condannati a pene variabili da un minimo di 3 anni fino a 19 anni di reclusione, per presunti reati di terrorismo.

Il loro processo e’ stato caratterizzato da gravissime violazioni delle piu’ elementari regole processuali e del diritto di difesa, come accertato anche da una missione internazionale di 15 avvocati, provenienti da sette paesi europei, alla quale chi scrive aveva partecipato per conto del CNF, che si era recata anche presso il carcere di Sliviri (Istanbul) nell’ottobre del 2019, dove Ebru Timtik era detenuta.
Era un’Avvocata valorosa, impegnata in molti processi in difesa di lavoratori e difensori dei diritti umani, molto stimata per le sue competenze professionali e per la sua cultura.

A livello internazionale si moltiplicano gli attacchi alla indipendenza della professione e le violenze, le intimidazioni, gli arresti e le ingiuste condanne degli avvocati.
Dall’area mediterranea (Egitto e Turchia solo per fare i due esempi più eclatanti) fino ad Hong Kong, alla Cina, alle Americhe.
Anche in Europa non mancano episodi gravi di minacce e violenze contro gli avvocati, che insieme ai Giornalisti ed ai Giudici indipendenti sono i naturali difensori dei diritti (per un quadro complessivo rimando al sito dell’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo www.protect-lawyers.com).

Politiche populiste fanno uso distorto e strumentale della giustizia, inducendo a pericolose suggestioni parte della pubblica opinione, che addita gli avvocati come un ostacolo al celere procedere della giustizia, alimentando l’idea che il processo sia tutto sommato solo uno strumento per garantire impunità, piuttosto che la sede dove accertare le responsabilità personali degli imputati, nel pieno rispetto del diritto di difesa e dei principi dell’equo processo, da garantire sempre, anche a chi sia imputato dei crimini più efferati.

Linguaggi d’odio, talvolta utilizzati da chi riveste ruoli istituzionali ai massimi livelli anche in stati democratici, veicolano direttamente, in pochi secondi, attraverso la rete internet, a centinaia di milioni di persone, messaggi che tentano di minare dalle fondamenta i principi dello stato di diritto, anche lì dove sono scolpiti nelle costituzioni ed applicati da lungo tempo.

Occorre oggi più che mai mobilitare le coscienze di fronte a queste pericolose derive che rischiano di sovvertire principi di convivenza civile e di rispetto dei diritti, accrescendo la consapevolezza che la libertà e la democrazia vanno difese quotidianamente e che non sono e non possono mai essere considerate come un dato acquisito per sempre.

Image credit: https://lh3.googleusercontent.com

di Roberto Giovene di Girasole su ORA LEGALE NEWS:
https://www.oralegalenews.it/magazine/avvocati-ribelli/11604/2020/

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