un altro mondo possibile; sovraindebitamento e contesto socio economico

Un altro mondo è possibile

di Anna Losurdo

dal lat. crĭsi(m), dal gr. krísis scelta, decisione’, deriv. di krínein ‘distinguere, decidere’.

  • le ragioni della riforma
  • la crisi economica e la crisi del capitalismo
  • l’educazione finanziaria e il consumismo
  • il diritto elle obbligazioni e il nuovo equilibrio
  • il contesto sociale

L’esigenza di una riforma organica della materia dell’insolvenza e delle procedure concorsuali deriva, innanzitutto, dalle modifiche normative che si sono succedute e che hanno impresso un notevole mutamento alla normativa di base, cioè quella della “legge fallimentare” (il R.D.19 marzo 1942, n.267).
Ciò aveva accentuato il divario tra le disposizioni riformate e quelle rimaste invariate, caratterizzate dall’impostazione data dal contesto temporale e politico ormai distante da quello attuale.

Inoltre, i molteplici e ripetuti interventi normativi, episodici ed emergenziali, su disposizioni della legge fallimentare già modificate, hanno prodotto difficoltà applicative e indirizzi giurisprudenziali non consolidati.
Tutto questo ha comportato un incremento delle controversie e il rallentamento dei tempi di definizione delle procedure concorsuali.
Di conseguenza, si è avvertita l’esigenza di un intervento organico, che riformasse sia le procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, che la disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3.
Anche le sollecitazioni provenienti dall’Unione europea (anche con la raccomandazione del 12.3.2014) hanno comportato la riscrittura complessiva della normativa concorsuale.

Per lungo tempo nell’agenda delle riforme ci sono stati il trattamento della cosiddetta insolvenza civile, per il consumatore, e la tempestiva emersione della crisi, per l’impresa.

L’inclusione del sovraindebitamento nel sistema del diritto concorsuale rappresenta il dato più significativo del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”.
La ratio del sovraindebitamento e dell’esdebitazione è quella di dare una seconda possibilità a imprenditori e consumatori onesti, di aiutarli a uscire dalla crisi personale o professionale; in tal modo salvaguardando la loro dignità e contribuendo alla ripresa economica nazionale.
Non, quindi, nell’ottica delle buone azioni, ma dell’azione che conviene.

Da oltre vent’anni, l’Italia affronta una crisi economica che ha avuto enormi e persistenti conseguenze che alimentano la rabbia e contribuiscono ad alimentare l’insoddisfazione anche nei confronti della politica, senza, però, aver comportato una drastica mutazione di abitudini e prospettive.
Al perdurare della crisi fa da contraltare l’incapacità di immaginare, prima che di attuare, una strategia alternativa per la crescita, ponendo in essere investimenti in tutto quello che può garantire e strutturare una crescita di lungo periodo (scuola, ricerca, scienza, innovazione ecc.) invece che tentando di fronteggiare il breve periodo.

Occorre, invece, impegnarsi a costruire una società tollerante ed equa, basata su inclusività, giustizia sociale, tolleranza, cooperazione, innovazione coniugata con il benessere individuale e collettivo, in una cornice costituzionale attenta alla solidarietà e alla socialità, in cui si premi la creazione di valore e si abbandonino egoismi e diffidenze.
Sebbene non si sia ancora trovato un nuovo modello complessivo di riferimento, urge individuare un nuovo sistema produttivo e un nuovo paradigma economico globale che coniughi benessere e crescita, sviluppo e sostenibilità, inclusione e reddito, collettività e individui.
Ineludibile appare ormai il passaggio dalla economia lineare (take, make, waste) a quella circolare (make, use, return).

A ciò si aggiunga il fatto che la progressiva sostituzione del “lavoro” (e quindi della creazione di valore) con la “finanza” (e quindi della estrazione del valore) non trova affatto rispondenza nella diffusione della adeguata educazione finanziaria delle persone, siano consumatori o imprenditori, con un ruolo spesso decisivo del sistema creditizio.
Né si può sottacere l’influenza delle continue sollecitazioni al consumo e le spinte all’acquisto di beni reso appetibile dalla consuetudine del pagamento rateale.
Tutto ciò ha inevitabili conseguenze anche sulla insolvenza e sul sovraindebitamento.

Come è noto, l’ordinamento tutela il credito e non il debito; è il diritto di credito quello che tradizionalmente trova le tutele processuali. Il debito viene regolato nella fase patologica del rapporto e, di regola, la disciplina è dettata sempre nell’interesse prioritario dei creditori.
Il diritto delle obbligazioni è al centro dell’ordinamento civile: ad esso è dedicato il libro IV del codice civile (986 articoli).

Nel rapporto obbligatorio si innesta il diritto di credito che è valore essenziale, diritto autosufficiente, trasferibile e circolabile; nel contempo, gli scambi e lo stesso sviluppo economico sono fondati sul modello del credito.
Uno dei cardini del diritto delle obbligazioni è la regola dell’art. 1218 c.c.: il debitore è responsabile dell’inadempimento delle sue obbligazioni. La responsabilità del debitore è esclusa solo se la prestazione si rivela impossibile (impossibilità obiettiva e assoluta e non imputabile al debitore).
Il debitore può liberarsi della propria obbligazione solo eseguendo la specifica prestazione cui è tenuto (art. 1197 c.c.) e risponde dell’inadempimento delle sue obbligazioni con il proprio intero patrimonio (art. 2740 c.c.).
Sta di fatto che ciò nonostante, il debito può restare inadempiuto, perché il valore dei beni assoggettati alla esecuzione è incapiente ovvero perché il debitore non possiede alcun bene.

In questo contesto, la legge sul sovraindebitamento, prima, e il Codice della crisi, poi, sembrano, quantomeno, aver spostato l’asse del tradizionale assetto degli interessi in gioco.
Infatti, se la tutela del ceto creditorio costituisce il primo e fondamentale oggetto di tutela, il legislatore ha preso in considerazione anche ulteriori esigenze e, in particolare, il preservare il nucleo positivo dell’impresa come fattore produttivo, anche se la stessa si trovi in condizioni di crisi economico-finanziaria suscettibile di superamento.

In Italia, il ricorso al Giudice è alimentato innanzitutto da ragioni economiche e sociali.
Tra queste, il primato spetta all’endemica disapplicazione della legge in proprio favore, posta in essere con disinvoltura dalla maggioranza dei Cittadini e delle Cittadine ma anche dalla Pubblica amministrazione, cui spetta il primato di debitore inadempiente.
Di non minor conto, l’evasione fiscale e contributiva, a cui fanno da contraltare la oscura complessità delle procedure e la rigidità dell’apparato, la violazione cronica delle norme sul lavoro, gli abituali abusi edilizi, la corruzione, il capillare inadempimento da parte dei privati nei rapporti civili e commerciali, l’aumento di “nuovi” diritti e delle corrispondenti tutele.
Lo Stato di certo non è estraneo al perpetuarsi di questi comportamenti, ai quali contribuisce con una iper produzione normativa che non ha eguali nel mondo occidentale: si moltiplicano le fonti interne ed esterne, si complica la interpretazione, diventa incerta l’applicazione, aumenta il contenzioso.

In questo scenario è lecito nutrire qualche perplessità in ordine alla corretta applicazione della disciplina sul sovraindebitamento, soprattutto con riferimento al possibile “abuso” degli strumenti offerti dalla nuova normativa, che ne distorca la ratio ispiratrice.
D’altra parte, è innegabile la ispirazione ai principi dell’etica della responsabilità (si agisce tenendo sempre presenti le conseguenze del proprio agire) della nuova normativa, fatto non sempre scontato in Italia, che presume la buona fede nel comportamento del sovraindebitato.

E quindi, con l’ottimismo della volontà, è opportuno abbandonare l’approccio diffidente e manifestare fiducia nei debitori e nel ruolo determinante dei professionisti, prima di tutto gli Avvocati, che li affiancheranno.
Perchè un altro mondo è possibile davvero, come ci hanno sempre insegnato i filosofi e la crisi implica una scelta.

PH: Goran Horvat da Pixabay

Della stessa autrice su Ora Legale News
https://www.oralegalenews.it/magazine/mare-nostrum-diritti-e-dintorni/5571/2019/

#TOPICS: ultimi articoli

Derivati: più tutele a risparmiatori ed enti locali

Ugo Patroni Griffi (Ordinario di Diritto Commerciale nell’Università di Bari “Aldo Moro”) e Nicola Benini (Consulente finanziario indipendente)
Le Sezioni Unite segnano un punto, probabilmente definitivo, a favore del cosiddetto risparmio tradito

Leggi l'articolo

Dove è finita l’innovazione?

Carla Broccardo (Avvocata in Bolzano – Noi di Spoiler)
Un nuovo umanesimo che raccolga le istanze e le ragioni di donne e uomini che lavorano nelle istituzioni

Leggi l'articolo

I 150 anni della Ragioneria Generale dello Stato

Biagio Mazzotta (Ragioniere generale dello Stato)
Il nuovo scenario vedrà impegnata la Ragioneria ad assicurare collaborazione e supporto ai diversi soggetti istituzionali

Leggi l'articolo

Il coraggio indispensabile

Anna Losurdo
Per non tornare ai labirinti normativi e culturali della nostra legislazione attuale è indispensabile il coraggio di riscrivere tutte le norme delle procedure amministrative

Leggi l'articolo

Lasciateci vivere

Massimo Corrado Di Florio
Facile e allo stesso tempo assai pericoloso creare regole al di fuori delle regole stesse quando il navigare a vista diviene regola primaria

Leggi l'articolo

Una statua per San Nicola

Rocco Lombardi (Avvocato in Bari)
Ora Legale supporta Antenna Sud nell’iniziativa “Una statua per San Nicola”: costruire un monumento colossale del Santo per rilanciare Bari e la Puglia

Leggi l'articolo

Le potenzialità della tartaruga

Roberto Oliveri del Castillo (Consigliere della Corte d’Appello di Bari)
Per il nostro Sud è necessario riprendere esempi organizzativi e recuperare spirito pioneristico e di coesione

Leggi l'articolo

Instituere – il Patto

Massimo Corrado di Florio
Un potere dello Stato mostra di sé la peggior faccia possibile. Ciò che resta è una melodia amara che svolazza stanca tra le pieghe del nostro tricolore

Leggi l'articolo

Diritti sociali

Fernanda D’Ambrogio (Avvocata in Caserta)
Occorre riscrivere le regole dell’organizzazione pubblica attribuendo finalmente i giusti spazi di azione alla competenza e alla professionalità

Leggi l'articolo

Archivio

Indice

Rubriche: ultimi articoli

istruzioni dall’Istruzione

Pubblicato in

Sbullonati, fuori dai cardini, privi di prospettiva come un dipinto…

Dove è finita l’innovazione?

Pubblicato in |||

Carla Broccardo (Avvocata in Bolzano – Noi di Spoiler)
Un nuovo umanesimo che raccolga le istanze e le ragioni di donne e uomini che lavorano nelle istituzioni

I 150 anni della Ragioneria Generale dello Stato

Pubblicato in |||

Biagio Mazzotta (Ragioniere generale dello Stato)
Il nuovo scenario vedrà impegnata la Ragioneria ad assicurare collaborazione e supporto ai diversi soggetti istituzionali

Il coraggio indispensabile

Pubblicato in |||

Anna Losurdo
Per non tornare ai labirinti normativi e culturali della nostra legislazione attuale è indispensabile il coraggio di riscrivere tutte le norme delle procedure amministrative

Dalla parte delle istituzioni

Pubblicato in |||

Leonardo Spagnoletti (Consigliere di Stato)
Di riforma dello Stato e di riforme istituzionali si parla dalla fine degli anni settanta, eppure le molte (troppe) riforme attuate non hanno prodotto alcuna vera modernizzazione

Maternità surrogate

Pubblicato in |||

Teresa Pagliaro (Avvocata in Santa Maria Capua Vetere)
Risultano coinvolti diversi soggetti, tutti titolari di diritti fondamentali, rispetto ai quali sorgono delicati problemi di armonizzazione

Le scelte necessarie

Pubblicato in |||

Carlo Orlando (Avvocato in Perugia)
Occorre operare scelte coraggiose e lungimiranti per la tutela del sistema sociale perché nulla sarà come prima

Servi e Signori

Pubblicato in

“…lavorando per il signore, il servo impara e diventa potente,…

Il giudice bravissimo, il raccomandato e il cretino

Pubblicato in ||||

Roberto Oliveri del Castillo (Consigliere della Corte d’Appello di Bari)
Secondo una frase attribuita a Giovanni Falcone su chi nominare a capo di una Procura, tra uno bravissimo, uno appoggiato dal governo e un cretino, quello che ha meno chances di farcela, è quello bravissimo

I LAVORATORI – il lavoro

Pubblicato in ||||

di Massimo Corrado Di Florio
Ieri, il nostro caro Statuto dei Lavoratori segnò un’epoca e nulla restò come prima.
Viva le Libertà. Sempre

Lasciateci vivere

Pubblicato in |||

Massimo Corrado Di Florio
Facile e allo stesso tempo assai pericoloso creare regole al di fuori delle regole stesse quando il navigare a vista diviene regola primaria

Phishing economy: il gioco d’azzardo

Pubblicato in |||

Rosanna Maria Della Corte (Psicologa e psicoterapeuta in Milano)
Dietro la diffusione del gioco d’azzardo c’è una strategia industriale accuratissima delle aziende preposte alla produzione di giochi e scommesse